Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Finanziaria, Cancelleri lancia l'allarme: “Nasconde una bomba per i conti regionali"

Il deputato del M5S mette in guardia sui pericoli derivanti da una norma contenuta all'interno del testo che prevede l’erogazione ai dipendenti regionali del Tfr e del Tfs al momento della loro collocazione in prepensionamento: "Potrebbe costare anche 120 milioni di euro"

Giancarlo Cancelleri

“Dentro l'ultima finanziaria approvata dall'Ars è nascosta una bomba che potrebbe aprire una voragine nei conti regionali. Se non viene impugnata da Roma, va disinnescata subito con una legge ad hoc". A lanciare l’allarme è Giancarlo Cancelleri, che mette in guardia sui pericoli derivanti da una norma contenuta nel testo. Si tratta del comma 4 dell'articolo 22 della legge di stabilità varata il 30 aprile scorso a sala d'Ercole che prevede l’erogazione ai dipendenti regionali dei trattamenti di fine servizio e fine rapporto al momento della loro collocazione in prepensionamento. Secondo il deputato del M5S la norma potrebbe costare anche 120 milioni di euro al già precario bilancio regionale oltre ad essere in contrasto con quanto in vigore fino a poco tempo fa, quando i dipendenti regionali che accedevano al trattamento pensionistico anticipato dovevano aspettare anche anni per intascare gli assegni di Tfr e Tfs e comunque fino alla data in cui per loro sarebbero maturati i requisiti per accedere alla pensione non anticipata. 

Il comma incriminato, che modifica il comma 8 della legge regionale numero 9 del 7 maggio 2015, stabilisce infatti che “il trattamento di fine servizio o fine rapporto dei dipendenti collocati in quiescenza… è corrisposto con le modalità e i tempi previsti dal comma 484 e 485 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013 n 147”.  In soldoni i due commi prevedono la corresponsione del trattamento in massimo tre importi annuali e la liquidazione dello stesso entro 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro e non alla maturazione dei requisiti pensionistici.

Secondo alcune stime a battere cassa a strettissimo giro di posta alla Regione, potrebbe essere una platea di circa duemila persone, per un importo complessivo da erogare di quasi 120 milioni di euro: "una catastrofe" a detta del deputato. “Una norma del genere – afferma Cancelleri – è inaccettabile, soprattutto perché non è stata accompagnata da una precisa relazione tecnica che quantificasse le ricadute sul conti della Regione, che potrebbero essere letteralmente devastati dagli esborsi. Ogni intervento sulla materia finanziaria dovrebbe essere apportato secondo una precisa visione di sistema e non in modo episodico, come ha sottolineato anche la Corte dei conti, che ha invocato particolari approfondimenti in relazione alle leggi in materia pensionistica circa la portata reale dei loro effetti finanziari”.

E non finisce qui. La norma avrebbe pure un valore retroattivo, visto che il ricalcolo, secondo quanto statuito dal successivo comma 5, sempre dell’articolo 22, è previsto per una platea indefinita di soggetti posti in quiescenza tra l’entrata in vigore della legge regionale 9 del 2015 e la numero 3 del 2016. “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, commenta Cancelleri rifacendosi ad una celebre affermazione di Pio XI, rilanciata da Andreotti. “Sarò malpensante, ma questo comma 5 sembra cucito addosso a qualcuno in particolare” .

Ad essere devastato dalla norma - inoltre - potrebbe non essere solo il bilancio regionale. "Secondo alcune voci - spiega il M5S - l'anticipazione delle somme potrebbe essere fatta attingendo al fondo pensionistico regionale. Una ipotesi folle oltre che illegittima. Altre volte in passato sono state ipotizzate manovre a carico del fondo, che, evidentemente, qualcuno continua a considerare una sorta di bancomat da cui attingere. Se lo tolgano dalla testa”.

Intanto Cancelleri annuncia il deposito a breve di una leggina per abrogare la norma incriminata. “Se non sarà impugnata da Roma, visto che ci sono tutte le premesse – afferma il deputato -  depositeremo una norma apposita e cercheremo di farla arrivare al più presto in aula”.

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