Sabrina Figuccia
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Amat, Sabrina Figuccia: "Che fine hanno fatto i 70 mila euro incassati dai biglietti?"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Che fine hanno fatto i 70 mila euro che l’Amat finora non ha incassato per la vendita dei biglietti?”. Lo afferma Sabrina Figuccia, consigliere comunale di Palermo, che prosegue: “Interrogando il Comune, nella qualità di socio unico dell’Amat, in merito ad una presunta truffa ai danni della stessa azienda, ho ricevuto chiarimenti che nulla hanno aggiunto alle superficiali ed evasive risposte fornite verbalmente dal direttore generale della stessa azienda. Infatti, avevo chiesto lumi in merito ad una vicenda che vede Amat, già in profonda crisi economica, perdere oltre 70.000 euro, per la vendita di titoli di viaggio e sosta che sarebbero stati pagati con assegni non coperti da parte dei gestori di una rivendita autorizzata.

In pratica, via Roccazzo avrebbe ricevuto in pagamento otto assegni, risultati poi scoperti, per altrettante forniture di biglietti e schede parcheggio. Davvero difficile credere che un piccolo esercizio commerciale, con una presumibile ridotta capacità economica, posto in una zona neppure tanto strategica, possa acquistare un così grande volume di biglietti e schede parcheggio in un tempo limitato. Altrettanto strano è accorgersi solo dopo la ricezione dell’ottavo assegno che tutti i precedenti non erano stati regolarmente incassati.

Ho chiesto, finora purtroppo invano, copia degli atti dell’indagine interna che certamente il direttore generale avrà promosso, per verificare se ci siano state omissioni o leggerezze da parte dei funzionari. Come se non bastasse, la distribuzione dei titoli di viaggio sembra proprio non godere di pace nell’Amat. Infatti, secondo quanto appreso dalla stampa e dalla lettura di un dossier presentato dalla Uil Trasporti Sicilia nel febbraio 2017 ed agli atti della Terza Commissione Consiliare,  pare che già nel 2016 l’Amat abbia subito un ammanco di cassa di circa 200.000 euro dovuto al mancato pagamento di una fornitura di biglietti e schede parcheggio. In sostanza, un’azienda in perenne crisi economica e con un futuro incerto, nel giro di pochi anni e per motivi ancora non del tutto chiari, si lascia sottrarre quasi 300.000 euro. Non c’è che dire, davvero un esempio di sana e corretta gestione aziendale!”.  

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