Angelo Figuccia: "Il piano per limitare l'inquinamento acustico è obsoleto"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Stamattina, con procedura d’urgenza, abbiamo ricevuto in Terzo Commissione Consiliare copia della delibera con cui la Giunta comunale ha approvato lunedì scorso il piano di zonizzazione acustica, largamente incompleto e senza molti importanti dettagli, che rappresenta in pratica il regolamento per limitare l’inquinamento acustico in città. Ma, a distanza di 15 anni, questo è ormai uno strumento obsoleto”. Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, che prosegue: “Nell’ormai lontano 2001, l’allora commissario straordinario del Comune Guglielmo Serio affidò all’Università di Perugia e al loro centro di ricerca sugli agenti inquinanti acustici, il compito di stilare il piano per suddividere la città in microzone nelle quali regolare il volume dei rumori consentiti. Adesso, a distanza di ben 15 anni, dopo varie vicissitudini, tra cui anche l’apertura di un contenzioso economico con l’Università umbra per oltre 57 mila euro, il sindaco Orlando e i suoi hanno richiesto al Consiglio Comunale di approvare in fretta e furia questo piano, inviandolo a sei Commissioni Consiliari su sette, senza neanche dare il tempo ai consiglieri di leggere attentamente questo voluminoso dossier.

Come se non bastasse, abbiamo chiesto ai funzionari comunali  ulteriori chiarimenti, ma quasi sicuramente prima di lunedì prossimo non avremo nulla. E il giorno dopo, martedì 17, è prevista la seduta del Consiglio Comunale per discutere e votare questo atto.
Perché tutta questa fretta? Perché si è perso tutto questo tempo? E, a distanza di tanti anni, questo piano corrisponde all’attuale situazione della città? Sono state fotografate le varie differenze che esistono sia nel centro storico che in periferia e nei quartieri marinari?
Insomma, sembra l’ennesimo pastrocchio confezionato da Orlando e dai suoi, che, pressati dalle scadenze, approvano delibere senza capo né coda e costringendo il Consiglio a fare lo stesso. Ma sicuramente a Sala delle Lapidi avranno vita dura, a cominciare dal mio netto no”.

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