Venerdì, 6 Agosto 2021
Vincenzo Figuccia
Politica

Figuccia: "La maggioranza all'Ars c'è ma non si vede, oligarchia nel Parlamento"

"Non credo che al governo Musumeci manchino i numeri per governare"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Tra i banchi del Parlamento seggono tanti autorevoli colleghi che hanno grande capacità ed entusiasmo, ma che non vogliono rimanere subordinati a chi non credono sia in grado di rappresentarli - lo dichiara Vincenzo Figuccia deputato all'Ars che prosegue - Uomini e donne troppo intelligenti per non comprendere che è ancora troppo presto per dare giudizi negativi e affrettati sul valore e sulle iniziative del Presidente della Regione. Personalmente parlo e mi confronto con tanti deputati. E molti di loro mi dicono di non essere contro Musumeci, ma soltanto a favore di alcuni provvedimenti, che vorrebbero affrontare in aula ma che non arrivano a causa dell'insipienza, della superficialità e spesso dell'incapacità di alcuni soggetti che non si fanno portatori delle istanze.

Il sistema della rappresentanza - prosegue il parlamentare - è in crisi perche' chi ha ruoli centrali all'Interno dell'assemblea non li esercita in un clima di condivisione finalizzato al bene comune, determinando così lo scollamento tra il palazzo e la gente. Il vero problema è la gestione oligarchica. Serve tornare ad una fase in cui la concertazione sia la spina dorsale della democrazia. Molti esercitano i loro ruoli come se fossero capetti, scambiando l'autorevolezza per l'autoritarismo.

Come risolvere il problema? Provando a rimettere il confronto al centro. Personalmente amo troppo la mia terra per non affrontare con la massima serietà e responsabilità questa fase delicatissima per la Sicilia. In questi giorni vorro' sentire il Presidente Musumeci e proverò a rappresentare le ragioni dei malumori e la necessità di affrontare alcune priorità che da parte di chi dovrebbe governare i processi d'aula non sono stati ancora né rappresentati né calendarizzati. La questione è semplice: la maggioranza in aula c'è ma non si vede a causa di un dissenso generalizzato che scaturisce dall'inconsistenza di chi dovrebbe avere ruoli di garanzia nei rapporti tra le attività del Parlamento e le iniziative dell'esecutivo.

Molti deputati all'indomani dell'elezione vorrebbero che le loro battaglie portate avanti nei territori trovassero occasione di confronto per essere discusse, affrontate e supportate in sede istituzionale. Ma purtroppo temo che potentati di interessi non abbiano voglia di affrontare le richieste della gente comune. E rimangono concentrati in una visione miope che potrebbe intrecciarsi con una logica che sta tra caporalato, lobby e assenza di collegialità. Lavorerò - conclude - ispirato dall'amore verso il mio popolo e la mia terra, perché possano prevalere invece le istanze buone, insieme al buonsenso e all'ascolto verso le richieste di aiuto che arrivano da parte di chi soffre".

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