Fgs Palermo: appello per un'Italia democratica e popolare

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Per un'Italia democratica e plurale lettera aperta ed appello della Fgs di Palermo. Presidente Conte, organi dirigenti dei partiti della maggioranza e opposizione, L’esito del referendum del 20 e 21 settembre ultimo scorso ci consegna un Parlamento che, a partire dalla prossima legislatura, diventerà difficilmente fruibile con un Senato flagellato, le regioni del sud che saranno sotto-rappresentate, le commissioni parlamentari che saranno da riformare perché con il taglio non potranno funzionare. Il tutto, con buona pace di giornalisti come Travaglio e politici entusiasti come Di Maio, senza risolvere il problema principale lamentato da trent’anni a questa parte (il bicameralismo perfetto), risparmiando di pancia un caffè l’anno che sarà speso con tutti gli interessi per l’assunzione di 360 funzionari burocratici parlamentari (notizia già riportata da diverse testate dopo l’annuncio del governo) che costeranno ciascuno dal doppio al triplo di ogni parlamentare tagliato, nonché mettendo in atto la riforma del parlamento del “programma” della P2 che, per punire la politica partitocratica, deforma le istituzioni dando più potere ai partiti, alle “caste” e alle lobby togliendole al popolo sovrano.

Ora il governo e il Parlamento dovranno adoperarsi per correggere tutte queste gravi deformazioni per ridare centralità al Parlamento e voce a tutto il popolo. E rabbrividiamo nell’apprendere che il Movimento 5 Stelle, come dichiarato dal parlamentare di quel partito Sabrina De Carlo, intende creare una legge elettorale peggiore delle ultime avute, così come l’intenzione di Di Maio di eliminare l’insindacabilità ponendo il vincolo di mandato dando sempre più forza ai partiti e meno autonomia al parlamentare eletto dal popolo. Il Movimento 5 Stelle, che ha sempre lamentato le soglie di sbarramento alte e i listini bloccati ha proposto il 10 settembre, come dichiarato dalla De Carlo e da Brescia, una legge elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento al 5%, coi listini bloccati e col diritto di tribuna proposto in una formula completamente diversa da quella fino ad oggi teorizzata. Tradotto: se un partito non ottiene almeno 3 milioni di cittadini non ha dignità politica, e quelli che hanno votato quel partito non meritano di avere voce in Parlamento. In ogni caso, gli italiani non avranno (ancora una volta) la facoltà di scegliere i propri rappresentanti. Chiediamo quindi questo al presidente del consiglio e alle forze politiche che abbiano intenzione di dare realmente voce al popolo:

1- Chiediamo un intervento volto a garantire le minoranze politiche, che fino ad oggi e negli ultimi trent’anni non avete voluto ascoltare, facendo si che la legge elettorale garantisca la più ampia pluralità di rappresentanza politica popolare;
2- Chiediamo che sia fatta finalmente una legge organica e degna sul finanziamento ai partiti, nel rispetto dell’articolo 3 della Costituzione, affinché chiunque possa accedere alla politica senza necessità di farsi corrompere da questa o quella lobby finanziatrice, consentendo quindi a chiunque di fare politica nell’interesse del popolo e non nell’interesse di chi finanzia, mettendo finalmente un confine tra finanziamento ai partiti e corruzione, confine oggi estremamente e vergognosamente labile;
3- Chiediamo che le istituzioni siano quanto più accessibili non solamente alla pluralità di istanze politiche ma anche e soprattutto ai giovani, eterni inascoltati da vent’anni a questa parte, considerati ormai cittadini di serie C di cui la stessa politica ha dimostrato di essersi clamorosamente dimenticata;
4- Chiediamo che i soldi derivanti dal taglio dei parlamentari siano usati per finanziare le politiche giovanili a partire dalle innumerevoli associazioni politiche giovanili che esistono sul territorio;
5- Chiediamo che governo e parlamento non incrementino ulteriormente il numero di burocrati che occupano il parlamento e che rappresentano la mano invisibile e non richiesta dal popolo che interviene sulla volontà politica del popolo sovrano e che rendono lo stato meno democratico e più burocratico. Noi giovani, ad oggi, siamo inascoltati: con la crisi democratica che questo taglio causerà non può e non dovrà passare inosservata né potrà avere una risposta che impedisca ancor di più la partecipazione alla formazione delle politiche nazionali e locali. Come Fgs auspichiamo che non solamente le forze politiche tradizionali ci ascoltino, ma anche che quante più associazioni giovanili sottoscrivano il nostro appello per un’Italia democratica e plurale.

Federazione dei Giovani Socialisti

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