Orlando e Salvini divisi anche sul 25 aprile: "Non è giorno per slogan e sorrisi"

Il sindaco ha partecipato alle manifestazioni dell'Anpi mentre il vicepremier inaugurava il commissariato a Corleone: "Chi cerca di dividere lotta al nazifascismo e lotta alla mafia o è ignorante o è eversivo". Polemica per l'anticipazione della cerimonia al Giardino Inglese

Il sindaco Orlando alle celebrazioni per il 25 aprile

"Quella di oggi è una festa di ringraziamento e di futuro. Una festa della Repubblica con riflessioni e sorrisi e non con slogan e risate.
Chi cerca di dividere lotta al nazifascismo e lotta alla mafia o è ignorante o è eversivo, ignora o viola la Costituzione fondata e vissuta quotidianamente sulla lotta per i diritti di tutti e di ciascuno, sull’equilibrio e sul rispetto dei poteri dello Stato". Sono le parole del sindaco Leoluca Orlando, che stamani ha partecipato alle manifestazioni organizzate dall'Anpi in occasione della festa della Liberazione. Affermazioni che ancora una volta hanno come bersaglio, non tanto velato, il ministro dell'Interno Matteo Salvini che quasi contemporaneamente era a Corleone per inaugurare il commissariato di polizia.

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"Dobbiamo rendere grazie ai partigiani che hanno combattuto il potere nazifascista e ai sindacalisti che hanno combattuto il potere mafioso - ha detto Orlando - entrambi ponendosi come padri della Costituzione a garanzia dei diritti inviolabili della persona umana mortificati dal potere nazifascista e dal potere mafioso". 

Mentre il primo cittadino presenziava alle iniziative al Giardino Inglese prima e a Palazzo delle Aquile dopo, il titolare del Viminale tagliava il nastro del commissariato e incontrava la stampa. Con Orlando c'erano il presidente dell'Associazione dei partigiani, il prefetto Antonella De Miro e il questore Renato Cortese (questi ultimi dopo la prima cerimonia si sono spostati a Corleone per accogliere il vicepremier ndr).

Orlando ha ricordato il documento in difesa dei diritti sottoscritto ieri dalla Giunta e ha sottolineato l'importanza "di un'iniziativa che vede insieme le forze armate, l'Anpi e l'amministrazione comunale". Ha poi ricordato come quello della Divisione Acqui come "un esempio di lotta organizzata di liberazione dal nazifascismo liberamente scelta".

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"Le forze armate e le amministrazioni comunali democratiche - ha sottolineato Orlando - sono istituzioni diverse tra loro ma entrambe previste e garantite dalla Costituzione che come evidenziato dalla delibera di Giunta approvata ieri sono spesso mortificate in dispregio della stessa Costituzione".

Orlando ha poi preso parte al corteo organizzato dall'Anpi e conclusosi davanti al Teatro Massimo. Qui il coro della polizia municipale ha intonato l'inno nazionale e "Bella Ciao", tra gli appalusi dei presenti. Infine, nell'atrio di Palazzo delle Aquile, è stata deposta una corona d'alloro sotto la lapide scoperta in occasione del 70° anniversario della Liberazione, che ricorda i partigiani caduti "a difesa delle dignità umana e la rinascita democratica".

La manifestazione al Giardino Inglese ha però avuto una "coda" polemica. La posa delle corone di alloro davanti ai cippi che ricordano Pompeo Colajanni (il comandante Barbato, liberatore di Torino), e la divisione Acqui che combattè a Cefalonia era inizialmente prevista per le 9.30. Ieri la decisione della prefettura di anticiparla alle 8. Almeno 200 persone, non informate della variazione, sono arrivate davanti ai cippi a cerimonia conclusa. 

"La consueta deposizione delle corone è stata anticipata senza che la città intera fosse informata per tempo. La contro cerimonia di Salvini a Corleone - dice il segretario regionale del Pd Davide Faraone su Facebbok - ha costretto le autorità militari a fare i salti mortali per coprire le due iniziative. Siamo di fronte all’ennesima porcata del ministro della propaganda. Uno sfregio alla memoria di chi ha combattuto per la libertà e di chi sente il dovere, ogni anno al Giardino Inglese, di coltivare la memoria”. 

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