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La Rap e i conti che non tornano, Ferrandelli: "Società a rischio default"

Dalla relazione del primo trimestre 2018 emerge un "buco" di circa 4 milioni nel bilancio dell'azienda. "I numeri dipingono una realtà chiara - dice il leader dei Coraggiosi - bisogna correre subito ai ripari. L'amministrazione si confronti con noi"

Un autocompattatore della Rap

"La Rap è a rischio default e adesso la drammatica situazione in cui verte è certificata dalla stessa azienda". Così Fabrizio Ferrandelli, leader dell’opposizione a Palazzo delle Aquile, commenta la relazione del primo trimestre 2018 della Rap, che fa emergere un "buco" di circa 4 milioni di euro. "I numeri e i dati dipingono una realtà chiara e, visto che è finita la campagna elettorale, non ci basta sapere di avere avuto ragione - precisa Ferrandelli - bisogna correre subito ai ripari, evitando che fra qualche anno la Corte dei Conti ci dica quello che oggi già sappiamo".

Il leader dei Coraggiosi lancia quindi quella che definisce "operazione verità": "Bisogna ragionare in prospettiva ed evitare che Palermo sia solo una città da cui scappare - dice -. Noi avevamo fatto una diagnosi. Gli accertamenti ci stanno dicendo che quella diagnosi era corretta, ma ora serve una terapia urgente, prima di arrivare alla cancrena, evitando che dopo il fallimento dell’Amia si debba assistere anche a quello della Rap".

"Non è un dibattito tra gestione pubblica o privata - conclude Ferrandelli - a noi sta bene pubblica per com'è, ma innanzitutto ci interessa che l’azienda rimanga in vita, che produca utili e garantisca i servizi. L’amministrazione deve nominare in fretta il Cda che, nella pienezza delle sue funzioni, ci dica cosa intende fare e si confronti con noi".

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