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Emergenza incendi, Musumeci incontra i prefetti: "Massima attenzione anche per lidi balneari"

Sono stati 257 gli interventi nelle ultime 24 ore dei vigili del fuoco in tutta la regione. Particolarmente colpite la province di Catania, Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Siracusa. Il governatore ai cronisti: "La politica ha tante colpe, ma molto meno degli sciacalli"

Musumeci incontra i prefetti

"E' un momento molto difficile, tra la cenere dell'Etna, il Covid e adesso gli incendi in Sicilia. Purtroppo qualche cretino continua a speculare e questo mi fa davvero rabbia. Per fortuna i siciliani sono persone intelligenti che sanno comprendere da che parte sta la zizzania". A parlare è il governatore Nello Musumeci, incontrando la stampa a Catania, durante una pausa dei briefing con la Protezione civile, le autorità, i vigili del fuoco per fare il punto sugli incendi. Al tavolo anche i prefetti di Catania e Palermo, Maria Carmela Librizzi e Giuseppe Forlani, l'assessore regionale al Territorio e Ambiente Toto Cordaro, il sindaco della Città metropolitana di Catania Salvo Pogliese, il dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile Salvo Cocina, il dirigente generale del comando Corpo forestale Giovanni Salerno, il dirigente del dipartimento regionale Sviluppo rurale, Mario Candore, il direttore dei vigili del fuoco Sicilia, Ennio Aquilino, altri dirigenti e tecnici.

Da giorni la Sicilia brucia. Sono stati 257 gli interventi nelle ultime 24 ore dei vigili del fuoco in tutta la Sicilia, particolarmente colpite la province di Catania, Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Siracusa. Al momento i velivoli sono impegnati ad Aidone Dan Bartolo (Enna), a Randazzo (Catania). Alla domanda se la colpa è della politica, Musumeci replica: "La politica ha tante colpe, ma molto meno degli sciacalli".

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Nella prima parte del vertice straordinario si è discusso in particolare degli incendi che hanno colpito alcuni stabilimenti balneari, in particolare il Lido Le Capannine, dove i danni, come raccontato oggi dalla titolare Francesca Raciti all'Adnkronos "ammontano a oltre un milione di euro". "Abbiamo parlato della sicurezza negli stabilimenti balneari in Sicilia - dice Musumeci, che ha incontrato i cronisti con il sindaco Salvo Pogliese, il capo della Protezione civile Sicilia Salvo Cocina e il prefetto Maria Carmela Librizzi - riteniamo di estendere le eventuali misure che saranno concordate anche con le prefetture anche agli stabilimenti nel resto della Sicilia. Almeno quelli ricadenti nelle aree fortemente urbanizzate o gli stabilimenti serviti da una sola arteria stradale occupata da veicoli in sosta che in caso di panico o di emergenza diventerebbe inaccessibile ai mezzi si soccorso". "Sono scenari che per fortuna non si sono mai verificati in Sicilia - spiega - ma una buona politica di previsione e prevenzione della Protezione civile deve immaginare ogni possibile ipotesi".

Nel concreto cosa prevede dunque la Regione? "Negli stabilimenti balneari dove c'è un forte carico di materiale infiammabile - sottolinea Musumeci - è assurdo che un'autobotte dei vigili del fuoco debba aspettare, quando finisce l'acqua, che arrivi l'altra autobotte. Occorrono bocche d'acqua in ogni stabilimento balneare. Occorre che ogni stabilimento abbia un piano per la sicurezza e occorre anche verificare se diventa essenziale l'area per i parcheggi delle vetture dei veicoli perché più macchina insieme determinano un problema nella prevenzione incendi. E' chiaro che eventuali spese potrebbero essere sostenute in concorso con la Regione siciliana per non aggravare i gestori, ma queste misure sono a tutela dei clienti". 

Alla domanda se il governo nazionale è vicino, Musumeci è netto: "Il governo Draghi è subito intervenuto per quanto riguarda lo stato di mobilitazione che ci consente di avere 33 squadre per 10 giorni a disposizione". E sugli attacchi dei sindacati e di alcuni politici sulle responsabilità della Regione sottolinea: "Risponderemo anche ai sindacalisti che fanno politica a e agli sciaccalli politici, in questo momento il tema è lavorare per contenere i danni". "Consentitemi di dire una cosa: la prevenzione la regione la fa nelle aree boschive e in questi incendi le aree boschive sono interessati al 25 per cento. Ci siamo capiti. Tutto il resto sono proprietà private abbandonate".

Sulla possibilità che ci possa essere il business fotovoltaico dietro gli incendi aggiunge: "Le ipotesi sono tante e non escludiamo neanche quelle per la speculazione per impianti fotovoltaici, soprattutto per quelli la cui potenza supera i 300. Ecco perché dobbiamo oprare guardando a 360 gradi. Accanto alle ipotesi dolose, dobbiamo aggiungere la temperatura a 45 gradi, e un leggero venticelli che è quello che basta per far divampare gli incendi". E ribadisce: "Tutti gli uomini a disposizione sono sul campo, ma per gli eventi straordinari non bastano più". "Quindi abbiamo dovuto chiedere i soccorsi esterni, come abbiamo fatto quando siamo andati nelle zone centrosettentrionali, è giusto che sia così. Quest'anno abbiamo una flotta aerea che la Sicilia non ha mai avuto. Abbiamo la necessità di rifare la gara per i mezzi anticendi". Infine, Musumeci conferma di essere "d'accordo con il capo della Protezione civile Curcio che dice che sono rari i casi di autocombustione". "Purtroppo l'alta temperatura aiuta a sviluppare gli incendi".  

"Stiamo facendo tutto ciò che dovevamo sul fronte dello spegnimento - sottolinea Cordaro - e continueremo a farlo. Agli uomini e alle donne del Corpo forestale va il mio plauso per l’impegno profuso quotidianamente, nella consapevolezza di lavorare per una situazione migliore sia sotto il profilo della organizzazione sia della presenza sul territorio".

È ancora da espletare, bloccato a causa del Covid, il concorso per reclutare 200 nuove unità di forestali in divisa; è stata avviata la mobilità interna per 100 regionali e 30 guardie del Parco dei Nebrodi (da destinare alle province di Catania, Messina ed Enna). Mentre necessita dell’approvazione del parlamento nazionale la legge-voto approvata dall’Assemblea regionale sul sequestro e sulla confisca dei beni agli incendiari.

Fonte AdnKronos
 

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