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Leoluca Orlando

Leoluca Orlando

Elezioni regionali, Orlando lancia la "lista dei territori": "Ripartiamo da civismo politico"

Il Professore propone il "Modello Palermo" per il dopo-Crocetta. Nel suo manifesto elettorale i punti di un programma che definisce "senza ambiguità": gestione pubblica di acqua e rifiuti, statuto speciale "mitigato" e cultura dell'accoglienza. Alt a Confindustria: "No a impropri ruoli politici"

Il sindaco Leoluca Orlando lancia la "lista dei territori" per le prossime elezioni regionali. Lo fa con un lungo post pubblicato oggi nella sua pagina Facebook, che parte da un'analisi della situazione politica che in Sicilia, "a causa di atteggiamenti e pratiche 'annacatorie', ha portato a uno stato di calamità istituzionale". Un vero e proprio manifesto elettorale, che punta a creare una coalizione di forze politiche sul modello sperimentato a Palermo alle amministrative dell'11 giugno scorso. 

CIVISMO POLITICO - Secondo il primo cittadino di Palermo, bisogna ripartire dal civismo politico. "Chi da oltre due anni considera conclusa la esperienza del governo Crocetta ha il diritto e il dovere di immaginare un futuro diverso e migliore per i siciliani e per la Sicilia, a partire non da alchimie politichesi ma a partire dai problemi reali, come ogni giorno sono chiamati nei territori a fare amministratori locali e sindaci" spiega Orlando, che auspica "programma chiaro e senza ambiguità". Puntando il dito contro il "soffocante ed improprio ruolo politico di governo da parte di un mondo cosiddetto confindustriale siciliano che si ostina a voler comandare, certamente impropriamente e troppo spesso illegalmente, e che nelle ultime elezioni comunali a Palermo è stato direttamente impegnato con un suo vertice candidato in una delle coalizioni sconfitte dagli elettori". Riferimento quest'ultimo a Fabrizio Ferrandelli, che ha scelto per la sua "squadra" il vicepresidente di Confindustria Palermo Giuseppe Todaro.

MITIGARE LO STATUTO SPECIALE - Nel ragionamento politico di Orlando c'è spazio anche per una mitigazione dello Statuto autonomistico siciliano, "non essendo più tollerabili - in nome della specialità - arbitrii gestionali, inconcludenze amministrative e confusioni legislative, ossessivamente presenti e penalizzanti con riferimento al sistema delle autonomie locali e nei settori di acqua, rifiuti, precariato e formazione professionale. In sintesi, milioni di siciliani non possono essere esclusi, e sono stati sin qui esclusi, dalla comunità nazionale ed europea e dai loro processi di riforma e flussi finanziari, a causa di uno statuto speciale divenuto alibi per inattività ed inadeguatezze, oltre che privilegio e fonte di rendita parassitaria per pochi ed isolamento e mortificazione per tutti gli altri". Orlando riserva attenzione a "chi non ha" e a "chi produce". Ovvero alle due facce della stessa medaglia: i nuovi e vecchi poveri da un lato; i promotori di attività produttive dall'altro. "Attenzione a chi non ha lavoro, a chi non ha salute, a chi non ha casa. Attenzione a chi produce lavoro, cultura, arte per se e per gli altri".

GESTIONE PUBBLICA DI ACQUA E RIFIUTI - "Un programma regionale chiaro deve prevedere la pubblicità della gestione dell'acqua considerato diritto inalienabile e non mercificabile da parte di intrallazzisti, a volte mascherati da gruppi finanziari anche multinazionali. Un programma regionale chiaro deve prevedere la realizzazione di un ciclo dei rifiuti basato su un piano regionale con impiantistica pubblica adeguata, che sottragga l'intero sistema a logiche ricattatorie-parassitarie di alcune realtà private oligopolistiche e a volte, per vasti territori, anche monopoliste".

INNOVAZIONE E ACCOGLIENZA - "Un programma regionale chiaro deve essere fortemente caratterizzato da cultura e pratica dell'innovazione, cultura e pratica di rispetto ambientale e cultura e pratica della accoglienza, in una prospettiva di mobilità internazionale come diritto umano e pertanto una prospettiva capace di accogliere senza isterie e paure i flussi migratori e di attrarre al tempo stesso enormi potenzialità turistiche. Su queste preliminari scelte programmatiche appare necessaria la presentazione alle prossime elezioni regionali di una 'lista dei territori', che nasca a partire dai territori mortificati in questi anni e nasca attorno ad un programma chiaro, che costituisca la premessa e indichi i contenuti di un auspicabile campo tanto largo quanto privo di ambiguità e pretestuosi rinvii di approfondimento".

IL MODELLO PALERMO PER LA SICILIA - "A Palermo, sulla base di una azione amministrativa difficile e ricca di realizzazioni, a partire, attorno ed in coerenza ad un programma chiaro di scelte e di azioni già realizzate e di altre in via di completamento - conclude Orlando - è stato possibile individuare candidati e liste. Questo e non altro, con grande chiarezza, si è praticato a Palermo e si va praticando in altre realtà non solo siciliane. La capacità di affrontare e risolvere quotidianamente e concretamente problemi dei cittadini e di promuovere la crescita culturale ed economica in coerenza con una visione che ponga al centro la persona umana, ogni persona umana: questa è politica, questa ha dignità di politica. Questo, almeno questo e non altro, credo serva alla Sicilia".

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