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Regionali, Megafono di Crocetta "traghetta" i suoi candidati sulla lista di Micari

Vertice fiume nel quartier generale del Pd, in via Bentivegna: il governatore rinuncerà a presentare una lista col suo storico simbolo e farà confluire tutti i suoi candidati a sostegno del candidato presidente

Un vertice fiume nel quartier generale del Pd, in via Bentivegna, con i big della coalizione di centrosinistra. Poi la decisione: Rosario Crocetta avrebbe detto "sì" alla lista unica con Micari. Via dunque il simbolo del Megafono. All'incontro di oggi ha partecipato Fabrizio Micari, candidato governatore, mentre non c'era Leoluca Orlando. Al centro del vertice il nodo della formazione delle liste, a meno di 24 ore dalla scadenza dei termini per la presentazione. Ci sarebbero stati momenti di tensioni, in merito ai nomi da inserire in extremis. Da una parte le pressioni da parte degli "alleati", dall'altra la volontà di non rompere gli equilibri complessivi.

A Crocetta è stato chiesto di rinunciare alla sua lista 'Megafono' per trasferire i suoi uomini in quella che porta il nome di Micari. A fare pressing sul governatore è stato il Pd dopo aver preso atto che i nomi suggeriti da Leoluca Orlando non bastavano a chiudere le liste provinciali che portano il nome del candidato presidente e la dicitura Arcipelago Sicilia. Come riporta l'agenzia Ansa è partita così la corsa a comporre le liste Micari, rimescolando le carte delle candidature. Un lavoro complicato perché bisogna tenere conto degli equilibri interni alle correnti del Pd ma anche delle altre forze alleate per non stravolgere l'assetto complessivo.

E sempre a sinistra, intanto, si registrano gli attacchi di Claudio Fava che oggi si è scagliato contro gli avversari. Il candidato alla presidenza, in conferenza stampa all'Ars, si è mostrato preoccupato per la possibilità che Cosa nostra si stia infiltrando nella presentazione delle liste da parte dei candidati: "Non basta la legge Severino e il cartellino penale - ha detto - per dichiarare impresentabile un candidato. Occorre tenere conto anche delle frequentazioni mafiose che lasciano tracce pesanti nel percorso politico". Poi su Micari: "L'idea di costituire discontinuità ricandidando l'assessore al Bilancio di questi anni e con un listino in cui figurano parlamentari appartenenti al governo Lombardo e Cuffaro, mi fa pensare che il rettore sia costretto a tenere conto di troppe sollecitazioni e che alla fine non ci sia discontinuità".

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