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Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando

Regionali, il candidato che non c'è e le frizioni col Pd: accordo in salita nel centrosinistra

Orlando prova a esportare il "modello Palermo", ma senza preclusione ai simboli di partito. Sì al campo largo e alla discontinuità con Crocetta. Al vertice di villa Niscemi assenti centristi e alfaniani, Pd non invitato: Rubino abbandona l'incontro

Una coalizione di campo largo sul "modello Palermo", stavolta però non ci sarebbe preclusione ai simboli di partito. Unico punto fermo: la discontinuità con il governo Crocetta. E' questa la strada tracciata per il centrosinistra siciliano durante il vertice convocato stamattina, a villa Niscemi, dal sindaco Leoluca Orlando. Un percorso che resta però ancora appeso all'ipotesi di una candidatura del presidente del Senato, Piero Grasso, e che deve fare i conti con frizioni interne alla coalizione. 

Ad aprire il confronto è stato Orlando, accompagnato da Fabio Giambrone, che ha ringraziato la coalizione che lo ha sostenuto alle amministrative per il successo elettorale ed ha annunciato un ricorso per avere riconosciuto il premio di maggioranza nelle Circoscrizioni (non assegnato dalla commissione elettorale). Subito dopo è stato affrontato il tema delle Regionali. Il sindaco di Palermo ha detto che "nell'interesse dei siciliani è indispensabile avere una Regione ben funzionante ed 'amica' degli enti locali rappresentativi dei territori". Il Professore, pronto a lanciare la "lista dei territori", ha suggerito il "modello Palermo" come chiave di volta e ha rimarcato soprattutto la necessità di discontinuità col governo di Rosario Crocetta, auspicando l'unità del fronte anche nell'ipotesi che il presidente uscente confermasse la propria candidatura.

Una linea che comunque necessiterà di un accordo, ad oggi tutto in salita. Al vertice non c'era il segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti, perché non invitato. Assenti, come previsto, anche i centristi di D'Alia e gli alfaniani. C'erano invece altri leader regionali di partito: come l'ex ministro Totò Cardinale, animatore di Sicilia Futura, che nel suo intervento ha richiamato all'esperienza dell'Unione; i socialisti Carlo Vizzini e Nino Oddo, oltre a Mariella Maggio, rappresentante provinciale e regionale di Art.1-Mdp.

Per Sinistra comune, al vertice, hanno partecipato Giusto Catania, Sergio Lima e Vincenzo Fumetta. Sc ha chiesto la "rottura" immediata con Crocetta e la sua esperienza di governo. Sostenendo in pieno alcuni dei punti esposti da Orlando (acqua pubblica, rifiuti e ruolo di Confindustria), Sc vorrebbe presentare una lista di sinistra e civica, alternativa al Pd. Una presa di posizione che ha provocato la reazione del segretario provinciale dem Miceli: "Non accetteremo campagne elettorali contro di noi, siamo alleati e abbiamo vinto a Palermo". Rubino, unico rappresentante del Pd siciliano presente all'incontro, ha abbandonato dopo essere intervenuto e avere sottolineato l'assenza del segretario regionale Fausto Raciti.

Da oggi, e per i prossimi 15 giorni, un gruppo ristretto coordinato dall'ex deputato Rino La Placa, esponente mattarelliano della vecchia Dc, lavorerà al programma. L'obiettivo è risedersi attorno a un tavolo "entro la fine del mese". 

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