Regionali Sicilia 2017

Regionali, Berlusconi tira la volata a Musumeci e spara sui grillini: "Chi vota M5S non ragiona"

Bagno di folla per il leader di Forza Italia: "Disastro Crocetta, sinistra ha derubato il futuro dei siciliani". Ricette vecchie e nuove per lo sviluppo: "Abolizione della tassa sulla prima casa e pensione minima a mille euro". Elezioni nell'Isola con "vista" sull'Italia: "Vinciamo noi"

Silvio Berlusconi saluta gli elettori al Teatro Politeama

La testa ce l'ha già alle elezioni nazionali, ma sa benissimo che la vittoria a Roma passa anche dalla Sicilia. Silvio Berlusconi, oggi a Palermo (prima delle due tappe nell'Isola) per sostenere il candidato governatore del centrodestra Nello Musumeci, inizia con il disastro di Crocetta - sciorinando i numeri di quello che definisce "un disastro" - al quale contrappone "ricette" vecchie e nuove per rilanciare l'economia. Più del centrosinistra però lo spauracchio per il Cavaliere si chiama Movimento Cinque Stelle.

Berlusconi non nomina mai Cancelleri e nemmeno Grillo; e va giù duro con un appello ai siciliani: "Non mettete la vostra regione nelle mani dei 5 stelle, movimento pauperista e giustizialista, che odia gli imprenditori, i risparmiatori e il ceto medio. Chi vota per il M5S è una persona che non ragiona, che non ha testa".

Passeggiata in centro e caffè da Spinnato | Video

Il teatro Politeama è gremito, come ai vecchi tempi (quelli del 61 a 0 per intenderci): in prima fila tutto lo stato maggiore di Forza Italia in Sicilia. E accanto a Francesca Pascale, lady B., trova posto pure il critico d'arte Vittorio Sgarbi, designato assessore ai Beni Culturali. L'ex premier - accompagnato dal commissario regionale di Forza Italia Gianfranco Miccichè - si prende subito la scena con una raffica di "faremo". Ovvero i punti di un programma "che si sposa - dice - con quello stilato in Sicilia da Nello Musumeci" e contiene una serie di misure nazionalpopolari. La pensione minima a mille euro per tutti e "una pensione alle nostre mamme", la flat tax, "che pagheranno le famiglie e le imprese con un reddito sopra i 12mila euro", l'abolizione del bollo sulla prima auto: "Spero che il prossimo governo regionale la cancelli - afferma - prima di quello nazionale".

Ci sono poi i grandi cavalli di battaglia: "Toglieremo l'imposta sulla prima casa, via anche l'imposta sulle donazioni e quella sulle successioni. Si tratta di tasse che sono immorali, per chi ha lavorato una vita e ha messo da parte un patrimonio per i propri figli, grande o piccolo che sia". Argomenti che vengono accoppiati alla "riforma della giustizia, con l'introduzione della cauzione e l'assoluzione definitiva dopo il primo grado di giudizio" ed al ritorno del poliziotto di quartiere "per garantire più sicurezza". Parole che toccano le corde del suo elettorato. 

Berlusconi, d'altronde, sa come parlare alla testa e alla pancia delle persone. Tanto che mette in cima alle sue priorità lo stop all'immigrazione incontrollata: "I migranti economici vanno fermati e l'Europa si deve assumere questa responsabilità. Finora non lo ha fatto perché i governanti di sinistra hanno dimostrato scarso spessore". Per il leader di Forza Italia, che rimpiange i tempi di Gheddafi, serve un grande Piano Marshall - da almeno 200 miliardi di euro all'anno - "per portare le nostre imprese nei Paesi dai quali provengono i migranti economici, creando così sul posto lavoro e sviluppo".

Nello storytelling di Berlusconi, la Sicilia deve recuperare il gap che si è accumulato negli ultimi anni. E, statistiche alla mano, non esita a dire: "La situazione della Sicilia su competitività e infrastrutture lascia sgomenti: sulle infrastrutture l'Isola è al penultimo posto in Europa; mentre per competitività è al 237esimo posto su 263 regioni. Questa è l'eredità che ha lasciato la sinistra e il governo Crocetta, vi hanno derubato del futuro. Non è vero quello che dicono: il centrodestra organico ha governato la Sicilia per 9 anni e 8 mesi, il centrosinistra per 45 anni: questa è la proporzione delle responsabilità". La ricostruzione, secondo il numero uno di Forza Italia, deve iniziare da una cura dimagrante di tutti gli enti pubblici ("cosa che va fatta in tutta l'Italia"), zone economiche speciali con tassazione ridotta del 50% ("soprattutto nella parte interna della Sicilia"), zero tasse per le start-up. "Io - aggiunge - non farei pagare le tasse per dieci anni a chi è emigrato e vuole ritornare nell'Isola". 

Quindi l'endorsement a Nello Musumeci, "garanzia di onestà, trasparenza e competenza. Forza Italia sarà in testa alla coalizione e lo sosterrà". Berlusconi sprona poi gli elettori a convincere gli indecisi - "vi nomino missionari di libertà, uscite di qui e andate a convincere i siciliani che non intendono votare". Gli impresentabili? "Ci sono le preferenze e il sistema è semplice: non votateli". Le vibrazioni per il Cav sono positive e lui stesso non fa nulla per nasconderlo: "Qui come nel resto d'Italia sento aria di simpatia per il centrodestra e penso che le elezioni le vinceremo noi".

L'asse con il duo Salvini-Meloni è pronto: "Nel centrodestra c'è concordia su come deve essere formato il prossimo governo e sul programma che dovremmo realizzare. C'era qualche eccezione: Meloni voleva più aiuti ai giovani e l'abbiamo fatto; Salvini voleva l'uscita dall'Europa e si sta convincendo anche lui che è molto difficile farlo. Sul prossimo Consiglio dei ministri hanno approvato che 12 componenti debbano essere protagonisti della vita civile, dell'impresa, delle professioni, della cultura e dell'università, che solo 8 siano i politici; di questi si è accettato che Fi prenda 3 ministri, che la Lega ne abbia altrettanti e 2 Fdi". Da Salvini però arriva una frenata. "E' inutile che Berlusconi parla di ministri, viceministri, non mi interessa...". Berlusconi si affretta a precisare: "Ho solo parlato di numeri".

In attesa dell'incontro di domani a Catania - il trio si vedrà a cena e non più sul palco delle Ciminiere (questione di orari non coincidenti) - Berlusconi fa tappa in un noto bar di via Principe di Belmonte. Con lui la compagna Francesca Pascale, Nello Musumeci e Gaetano Armao. Il menù? Aperitivo a base di panelle e caponata. Come dire: anche il palato vuole la sua parte.

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