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Il presidente del Senato Pietro Grasso

Il presidente del Senato Pietro Grasso

"Si candidi alla Regione, lo faccia per amore": appello degli intellettuali al presidente Grasso

Tra i primi firmatari Vincenzo Di Fresco, socio fondatore della fondazione Giovanni Falcone; Marco Stassi, presidente dell'Adiconsum di Palermo e Trapani; e Davide Camarrone, giornalista della Tgr Sicilia e scrittore

"Il prossimo presidente della Regione dovrà riconsegnare la speranza a questa terra bellissima e disgraziata e restituire decoro alle istituzioni pubbliche. Presidente Grasso, le chiediamo un atto di amore: chiediamo la sua disponibilità a candidarsi". È quanto si legge in una lettera-appello che un gruppo di intellettuali, professionisti e docenti, ha rivolto al presidente del Senato Piero Grasso perché dia la propria disponibilità a candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana. Tra i primi firmatari Vincenzo Di Fresco, socio fondatore della fondazione Giovanni Falcone, Marco Stassi, presidente dell’Adiconsum di Palermo e Trapani, e Davide Camarrone, giornalista della Tgr Sicilia e scrittore. Hanno firmato, tra i tanti, anche docenti universitari e dirigenti scolastici.

"Presidente Grasso, la Sicilia ha ancora bisogno di Lei - si legge  - . Non possiamo e non vogliamo vivere in una terra che si accontenta del pareggio, considerandolo già una vittoria. Abbiamo piuttosto bisogno di un presidente della Regione che muova per primo, che spinga la palla in avanti, che costruisca le azioni necessarie a rompere il muro di immobilismo e di malaffare che pregiudicano lo sviluppo e il lavoro. Siamo consapevoli di chiederle un sacrificio personale non indifferente, ma ci permettiamo di farlo perché conosciamo l'amore che lei nutre per la nostra terra da sempre e, ancor di più, dal 6 gennaio 1980. Quanti sostengono che la 'seconda carica dello Stato non può essere tirata per la giacchetta' in realtà creano un alibi per coloro che non la vogliono tra i piedi - aggiungono i firmatari - Del resto fu lo stesso Giovanni Falcone ad affermare che lo Stato deve mettere in campo le proprie risorse migliori".

Un accorato appello che riapre il tema della canddatura dell'ex magistrato. Lo stesso Grasso nelle scorse settimane aveva però escluso questa ipotesi. Un cortese "No, grazie". "Il mio impegno e il mio amore per la Sicilia - aveva detto - non smetterà di esprimersi in ogni forma e in ogni sede anche nazionale, ma i miei doveri istituzionali attuali mi impongono di svolgere, finché necessario, il mio ruolo di presidente del Senato“. Le elezioni però sono ancora lontane.

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