Regionali Sicilia 2012

Regionali, Miccichè sicuro di vincere “Sarò il prossimo presidente”

"Non prendo in considerazione altre eventualità". Il programma racchiuso in tre pilastri: meno burocrazia, rapporti diretti con la Ue e priorità per lo sviluppo. Alleanze dopo le elezioni? "Solo con chi sposerà il nostro progetto"

Gianfranco Miccichè lancia la sfida agli altri candidati in corsa per Palazzo d'Orleans: “Ho la certezza di diventare presidente della Regione, non prendo in considerazione altre eventualità”. Parole che il leader di Grande Sud ha pronunciato questo pomeriggio a Villa Igea, nel corso della conferenza stampa di presentazione del suo programma elettorale. Ad ascoltare il candidato governatore c’erano anche il presidente di Mps Riccardo Savona ed il coordinatore regionale di Fli, Carmelo Briguglio.

OLTRE LE REGIONALI. Prima di iniziare, Miccichè ha ringraziato i partiti che lo sostengono: "Senza un vero progetto politico - ha detto - la mia candidatura non sarebbe stata possibile e non avrebbe avuto senso. Il mio progetto andrà avanti anche dopo le regionali e questa alleanza dovrà essere utilizzata anche alle prossime elezioni nazionali".

ALLEANZE. Vista la frammentazione degli schieramenti, difficilmente il prossimo governatore potrà contare su una maggioranza propria all’Ars, motivo per cui si fa sempre più fitto il dialogo sulle future alleanze post voto. Ribadendo di non prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi di una sconfitta, Miccichè sottolinea che stringerà alleanze “solo con chi firmerà il mio programma: in particolare, uno dei tre pilastri che lo compongono, ovvero la proposta di legge sulla riforma della burocrazia per snellire i tempi di rilascio delle autorizzazioni”. Nessuna chiusura a priori al centrodestra o al centrosinistra: “Non abbiamo alcun vincolo, noi siamo di centrosud”, ha risposto ironicamente.

NIENTE LISTONE. Le liste a sostegno della candidatura di Miccichè saranno tre: “Credo che ormai – ha detto l’ex ministro - la decisione sia presa. Ci sarà una lista di Grande Sud, un’altra del Partito dei siciliani e una terza lista formata nell’impalcatura da Mps e Fli”. Dunque niente lista unica. “La proposta di Carmelo Briguglio di una lista unica - ha proseguito - era meravigliosa proprio in funzione del futuro di questa alleanza per le prossime nazionali, ma adesso ci avrebbe danneggiato. E' nostra intenzione vincere le elezioni ”.

“LISTE PULITE”. Quando gli viene chiesto se nelle liste della coalizione verranno inseriti candidati con giudizi pendenti, Miccichè risponde: “Ho una grande attenzione al concetto di legalità come politico e come uomo. Sono assolutamente convinto che il tema vada affrontato ma ho esperienze dirette nella mia vita (e cita i casi di Gaspare Giudice e Francesco Musotto) che mi obbligano ad affrontarlo con prudenza. Ho bisogno di persone per bene, e mi occuperò del problema non da solo, ma con tutti gli alleati. Ma non me ne lavo le mani dicendo che dipende dai partiti. Me ne assumerò direttamente la responsabilità”.

PROGRAMMA. Il candidato di Grande Sud, Partito dei siciliani, Fli ed Mps ha dedicato ampio spazio alla presentazione del suo programma, basato su “tre pilastri”: una legge per snellire la burocrazia, rapporti diretti tra la Sicilia e l'Unione europea e "un presidente che governi”.

TROPPA BUROCRAZIA. Far decollare gli investimenti “è l’unico modo per portare ricchezza in Sicilia. Ma come fa un imprenditore ad investire  – ha detto Miccichè – se, ad esempio, per installare un solo pannello solare si devono richiedere 24 autorizzazioni diverse, dalle Asl alla protezione civile, all’Enav ai vigili del fuoco e a una serie interminabile di uffici tecnici? E’ una cosa inaccettabile”. Legge che "se governeremo, entro tre mesi l'Ars dovrà approvare. Passeremo dal sistema infinito delle autorizzazioni a quello certo dei controlli: la legge autorizza, la pubblica amministrazione controlla durante e dopo".

SICILIA E UE. “Il governo regionale – ha detto l'aspirante governatore illustrando il secondo ‘pilastro’ del suo programma - dovrà essere capace di dialogare direttamente con Bruxelles, senza passare dalle forche caudine del governo nazionale: un governo che in passato, e penso a quello di Romano Prodi nel 2006, ha smantellato il dipartimento per il Mezzogiorno che permise, tra le altre cose, di terminare in due anni l’autostrada Palermo-Messina, di costruire la Catania-Siracusa o di far arrivare l'acqua a Palermo tutti i giorni”.

PRIORITA’. "Il presidente della Regione ha un dovere assoluto: governare. Questo significa individuare, proporre e attuare le strategie più idonee per la crescita della Sicilia, senza farsi dettare da nessuno l'agenda delle priorità". Priorità come il turismo, l’agricoltura e la ricerca, ovvero “tre settori strategicamente importanti per la nostra regione, che necessitano di direttive precise”.





 

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