Regionali 2012, commenti e reazioni Crocetta: "Con me cambia la storia"

Il candidato di Pd e Udc, in vantaggio a metà scrutinio: "In altri tempi uno come non sarebbe stato eletto. Non faccio inciuci nè ribaltoni cercherò accordi in aula all'Ars. Se non sarà possibile, torneremo agli elettori"

Crocetta ai microfoni - foto twitter

"E' la storia che cambia con me. In altri tempi uno come non sarebbe stato eletto". Questo il primo commento di Rosario Crocetta (GUARDA IL VIDEO), candidato presidente della Regione di Pd, Udc, Psi e Api, sui risultati delle elezioni che lo vedono oltre il 30% quando lo scoglio è ormai ben al di là della metà delle sezioni. Crocetta è stato attorniato da una folla entusiasta mentre raggiungeva il suo comitato elettorale a Palermo. "Sono riuscito in un miracolo mettendo assieme movimenti antipolitici e partiti", ha aggiunto Crocetta."Io non faccio inciuci nè ribaltoni - aggiunge - cercherò accordi in aula all'Ars. Se non sarà possibile, torneremo agli elettori". Sulle alleanze: "Non ho mai cercato l'alleanza con l'Udc per escludere Sel". Il Movimento 5 Stelle? "Mi auguro possa essere un interlocutore".

GRILLO. "Signori stiamo per affrontare qualche cosa di straordinario, delle elezioni in Parlamento, un Movimento, elezioni via web, non è mai stato fatto nulla di così". "All'Ars da soli, nessuna alleanza", ha detto ieri sera Giancarlo Cancelleri, commentando i primissimi exit poll.

LUMIA. "Il Pd va bene e la candidatura di Crocetta è stata valutata molto positivamente dagli elettori che hanno riconosciuto la forte coerenza di vita e dell'impegno per lo sviluppo e la legalità". Rispondendo a un giornalista, ha detto di rivendicare il meglio dell'esperienza del sostegno al governo Lombardo, "ma anche l'averne a un certo punto  decretato la fine, costringendo il governatore alle dimissioni e proponendo un candidato mille volte lontano da lui".

GIUSEPPE LUPO. "Il Pd compattamente ha sostenuto questo progetto e la candidatura di Rosario Crocetta. E' un dato di cui vado orgoglioso. L'alleanza con l'Udc è stata premiata. E ora partirà una nuova stagione per la credibilità e lo sviluppo dell'Isola".

GRANATA. "La vittoria di Rosario Crocetta rappresenta un'opportunità di cambiamento importante, nel caos del quadro politico siciliano". Lo dice il vice coordinatore di Fli. I finiani, che sostenevano Gianfranco Miccichè, non riuscirebbero a entrare all'Ars non avendo raggiunto la soglia del 5%. "Il mio sostegno e quello di tanti dirigenti e candidati di Fli puo' diventare la base di una collaborazione ad un progetto di innovazione e legalità e, insieme all' Udc e agli autonomisti rappresentare un'area politica molto ampia sulla quale costruire la lista per l'Italia e una alleanza con il Pd che da siciliana può diventare nazionale e vincente".

MICCICHE'. “Il dato incontrovertibile di queste elezioni regionali è che alcuni vecchi partiti sono morti e nasce il partito siciliano che può già contare su una base del 20%. Sarà presente all’Ars con un gruppo di almeno 14 deputati e farà sentire la sua voce e il suo peso in ogni decisione del governo. Speravo personalmente in un risultato leggermente migliore ma il dato di Grillo e una difficile campagna elettorale, nella quale non si è parlato di programmi, alla fine ci hanno un po’ penalizzato. Facciamo i migliori complimenti a Rosario Crocetta e gli auguriamo un buon lavoro, nella speranza che si possa realmente creare una stagione di nuovo sviluppo per la Sicilia”. E su twitter scrive: “Oggi siamo il primo partito Siciliano. I partiti nazionali riflettano”.

PIPPO FALLICA, GIOVANNI PISTORIO E CARMELO BRIGUGLIO, segretari regionali di Grande Sud, Mpa-Pds e Fli Nuovo polo per la Sicilia: “Il partito siciliano è la prima forza politica della Sicilia. Ripartiamo da questo certezza per difendere con ancora più forza e determinazione gli interessi del nostro territorio”.

FAVA. “Abbiamo perso e ce ne assumiamo la responsabilità. Ma non hanno vinto nemmeno i siciliani che si sono astenuti e che continueranno a subire le conseguenze di un sistema politico bloccato. Il governo Crocetta, infatti, si muoverà in perfetta continuità con l’infelice stagione politica appena archiviata. La sinistra, rimasta schiacciata tra il non voto e la protesta dei 'grillini', rivela ancora una volta in Sicilia una sua debolezza antica e irrisolta. ‘Libera Sicilia’ dovrà ripartire da qui: dai limiti e dalle risorse di questa esperienza. Faremo in modo che la passione che ha animato questo progetto possa mettere radici buone e profonde. Resta il forte rammarico di non aver potuto partecipare da candidato a queste elezioni ma dobbiamo ringraziare tutti Giovanna Marano per la straordinaria prova di generosità che ha offerto a noi e ai siciliani”.

MARANO. "Il vero vincitore di queste elezioni è l’astensionismo perché più di un siciliano su due non ha votato. E’ stato fatto un passo indietro sul fronte del cambiamento, che non aiuta la Sicilia a voltare pagina. L'astensionismo, insieme al voto di protesta dato a i grillini, è un chiaro monito per tutti i partiti che devono fare una profonda riflessione. Chi ha vinto non ha i numeri per governare e dovrà per forza allearsi con altre forze politiche. Quello di oggi non è un buon risultato, né per noi e né per la nostra isola, perché la coalizione che ha prevalso è in perfetta continuità con coloro che hanno male amministrato negli anni precedenti la nostra terra. Non ci nascondiamo dietro ad un dito e ammettiamo la sconfitta, ma il grande rammarico è quello di non aver presentato una lista unica. Non abbiamo assicurato una rappresentanza parlamentare a un'assemblea regionale che ne aveva bisogno. Il progetto di LiberaSicilia non si esaurisce qui, questo per noi è solo un punto di partenza. E’ stata una bellissima esperienza umana e politica ed è da qui che ripartiremo per ricostruire l’isola".

SAVERIO ROMANO. Su Facebook: "Cantiere popolare ha ribadito in queste elezioni regionali il proprio radicamento territoriale, affermandosi in un momento politico difficile e confuso per altre formazioni, e ribadendo il buon risultato conseguito alle recenti amministrative di Palermo. Le tensioni che si registrano a livello nazionale nel centrodestra non possono che essere considerate una causa tra le principali di questo risultato sicuramente non soddisfacente. Occorrerà adesso lavorare per la costruzione di un polo di centrodestra in grado di raccogliere le sfide per un rilancio del nostro Paese, che vive una crisi economico-finanziaria tutt'altro che risolta e che é alle prese con una disaffezione di molti cittadini nei confronti della politica. L'astensionismo a questa ultima tornata elettorale é un segnale che merita una risposta serie e credibile. La buona politica  ritrovi le ragioni di un dialogo che prescinda dagli schieramenti e dai personalismi, perché la situazione sociale ed economica del Paese é gravissima".

 

 

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