Mercoledì, 28 Luglio 2021
Elezioni

Politiche, pronte le liste Pd: fuori Crocetta e Lumia, dentro Giambrone

E' polemica sulle scelte fatte dalla direzione nazionale del partito. Cracolici: "Ho votato contro. Sono consapevole che si apre una ferita e che occorrerà diverso tempo per rimarginarla. Sgarbi: "Crocetta venga a fare il responsabile di Rinascimento per l'antimafia"

Fabio Giambrone

Rosario Crocetta e Beppe Lumia non si candideranno con il Partito Democratico alle prossime elezioni politiche. Confermato invece il nome di Fabio Giambrone, molto vicino al sindaco Leoluca Orlando, che proprio due giorni ha aderito al Pd: sarà capolista nel collegio palermitano. Lo ha deciso la direzione nazionale del partito che nella notte ha approvato le liste.

"Stanotte - scrive su Facebook il senatore Beppe Lumia - è stato dato un altro colpo mortale all'idea di partito progressista, plurale, fatto di culture politiche, di classi dirigenti, di progettualità che si incontrano, per restringere il cerchio e vivere questa campagna elettorale con un'idea disperata e del 'si salvi chi può'. L'area Emiliano e l'area Orlando sono state colpite alle spalle perché hanno un'idea di partito progressista, plurale e aperto". 

Non appare sorpreso, invece, l'ex presidente della Regione: "E' andata come avevo previsto. Non sarà certamente la vicenda delle candidature a farci rinunciare alla politica. Saremo presenti in campagna elettorale, con il nostro Megafono, nelle piazze di tutta la Sicilia per denunciare il processo di restaurazione in corso e di vera e propria epurazione di ogni dissenso. Faremo un’operazione verità. Per martedì annuncio una conferenza stampa".

Sull'esclusione di Crocetta interviene Sgarbi: "Se il motivo dell'esclusione è politico per i mediocri risultati del suo precedente Governo, non si capisce perché debba pagare pegno solo lui, visto che nella sua giunta vi erano molti esponenti del Pd, gli stessi che oggi lo guardano quasi fosse un alieno e non uno con cui hanno amministrato e condiviso l'azione di Governo. Venga a fare il responsabile di "Rinascimento" per l'antimafia".

Prende le distanze da quanto deciso dalla direzione anche Antonello Cracolici: "Ho votato contro i nomi proposti per le liste del Pd, soprattutto per quelle siciliane. Sono consapevole che questo gesto apre una ferita, e che occorrerà diverso tempo per rimarginarla. Il Pd ha perso il senso dell’essere un luogo politico plurale. Si sono cancellate storie, percorsi: si tenta di chiamarlo “rinnovamento”, ma è semplicemente cancellazione delle differenze, delle storie e in particolare della Sinistra. Non potevo stare zitto. Non posso stare zitto. Ognuno dovrà assumersi tutta responsabilità di quanto sta avvenendo. Il "dopo 4 marzo" rischia di presentarsi come il tempo di ulteriori divisioni e ulteriori addii. Ma chissà, forse in definitiva è quello che si vuole".

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