Elezioni

Elezioni, a Palermo affluenza al 60% tra ritardi e polemiche

Urne aperte dalle 7 alle 23. Caos in diverse sezioni per la distribuzione delle nuove schede, ristampate a causa di un errore

Elezioni politiche 2018

Italiani alle urne per rinnovare Camera e Senato. Si vota dalle 7 alle 23. Lo scrutinio avrà inizio al termine delle operazioni di voto e di riscontro dei votanti, cominciando dallo spoglio delle schede per l’elezione del Senato. In diversi seggi operazioni di voto iniziate in ritardo, con relatoive proteste, per la distribuzione delle nuove schede, ristampate a causa di un errore.

Caos a poche ore dal voto: da ristampare 200 mila schede

Alle ore 1.33 arriva il dato definitivo sull'affluenza alle urne nelle 600 sezioni elettorali di Palermo. Alle 23 la percentuale di elettori per la Camera dei Deputati che si è recata al voto si è attestata al 60,5 per cento. Sono 320.434 i votanti sui 529.640 aventi diritto al voto nel capoluogo siciliano, di cui 159.456 maschi e 160.978 femmine. Per il Senato la percentuale di votanti si è fermata al 60,48 per cento. Nel dettaglio si tratta di 143.778 maschi su 221.543 aventi diritto e 145.889 femmine su 257.433 aventi diritto. Il dato aggregato per la provincia di Palermo parla di un'affluenza del 62,60 per cento, poco superiore a quella del capoluogo. A Pollina va il primato provinciale della partecipazione al voto. Nel comune madonita, infatti, si sono recati alle urne il 76,60 per cento degli aventi diritto. In questa speciale classifica completano il podio Godrano con il 75,60 per cento e Marineo con il 74,07 per cento degli elettori che si sono recati alle urne.
 

Ore 19 - Secondo quanto reso noto dal Comune, alle 19 l'affluenza a Palermo è al 47,9%. A livello nazionale il dato si attesta intorno al 58%.

Ore 17,28 - "Abbiamo avuto notizia di molte persone che a causa dei ritardi per gli errori nella stampa delle schede sono andate via dai seggi stamattina e non sono più tornate a votare. Non sappiamo né possiamo quantificare quante siano le persone che non hanno potuto votare.  Situazione incredibile se consideriamo che ormai in Italia si vota da 70 anni.  Altrettanto imperdonabili pure i disagi che hanno dovuto affrontare le persone con disabilità, mi sono arrivate numerose segnalazioni in merito. La capacità di servire bene le persone che hanno più bisogno fa parte della civiltà di un popolo e di una nazione. Nonostante queste note dolenti, non posso che accogliere con soddisfazione incremento dei votanti tanto a Palermo quanto nel resto d'italia, rispetto alle precedenti elezioni nazionali".  Lo dice Igor Gelarda, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle.

Ore 17 - Dal raffronto dei dati con le altre città capoluogo di regione, emerge che Palermo ha l'affluenza più bassa. Queste le percentuali dopo la rilevazione delle 12. Aosta 21,40% - Torino 16,85% - Milano 18,44% - Bolzano 23,92% - Trento 22,45% - Trieste 21,99% - Venezia 21,88% - Genova 22,31% - Bologna 23,15% - Firenze 24,12% - Ancona 21,13% - Perugia 22,72% - Roma 20,54% - L'Aquila 19,41% - Campobasso 18,81% - Napoli 15,86% - Bari 22,65% - Catanzaro 16,95% - Potenza 20,02% - Palermo 15,05% - Cagliari 19,77%.

Ore 16,30 - “Molti elettori che avrebbero voluto votare per la Lista del Popolo per la Costituzione non hanno potuto farlo perché non hanno trovato il simbolo della lista sulla scheda elettorale. E questo anche in collegi dove la nostra presenza era sicura, avendo regolarmente raccolto le firme necessarie e avendo presentato nei termini di legge tutta la documentazione richiesta. A ciò si aggiungono i gravissimi errori nella stampa delle schede elettorali a Palermo, dove è stato necessario ristampare ben 200 mila schede con ritardi inaccettabili nelle procedure di voto, ma anche a Roma e in provincia di Alessandria, dove addirittura alcuni elettori hanno votato su schede sbagliate. Per non parlare dei ritardi inaccettabili fra errori e appesantimento die tempi dovuto all’inutile sistema dei bollini sulle schede. E’ chiaro che la macchina elettorale non ha funzionato come doveva, e sembra che si faccia tutto per scoraggiare gli elettori ad andare al voto. E' evidente che se le irregolarità dovessero essere confermate ci sarebbero tutti i presupposti per chiedere l’annullamento del voto. Perciò chiediamo a tutti i nostri candidati ed elettori di documentare ogni irregolarità”. Così in una nota Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa, fondatori della Lista del Popolo per la Costituzione.

Ore 14,28 - Disagi per i disabili che dovevano votare alla scuola Federico II, di via Pier Delle Vigne. L'ascensore del plesso scolastico era guasto e così gli elettori disabili hanno dovuto attendere; alcuni di loro hanno chiamato polizia e carabinieri per segnalare il disservizio. Dopo lunghi minuti chi aveva il certificato di invalidità è stato portato in altri due plessi per consentire il voto. Un anziano che non riusciva a salire le scale è stato portato a spalla per raggiungere il primo piano e votare. "Mio padre è arrivato con molto affanno davanti al seggio - racconta il figlio - Una situazione che come hanno detto i carabinieri ai dirigenti della scuola doveva essere segnalata per tempo. E' stato davvero molto grave quanto successo. Per i disabili in questa città non c'è mai rispetto".

Ore 13,10 - Alle 12 a Palermo sono stati 79.736 gli elettori che si sono recati alle urne per le elezioni politiche, pari al 15,05% degli aventi diritto. Il dato (riferito alla Camera ndr.) è reso noto dal Comune. Nel 2013, allo stesso orario, l'affluenza era stata del 12,35%.

Ore 12,50 - "La gestione delle operazioni di voto a Palermo sono da Terzo mondo. Le scene vergognose e anomale delle scorse comunali non sono, purtroppo, soltanto un lontano ricordo e non sono servite da insegnamento". A lanciare l'allarme è il leader dell'opposizione al Comune, Fabrizio Ferrandelli . "È raccapricciante - prosegue - quello che sta accadendo in queste ore in molti seggi; si stanno già raggiungendo ore di fila. Ho presentato un'interrogazione urgente e lunedì formalizzerò una ispezione in comune con seduta pubblica di consiglio comunale. Già è difficile vincere la sfiducia delle persone nei confronti delle istituzioni - conclude Ferrandelli - in più mortificare pure il voto di chi, esercitando un diritto, vuole cambiare le cose, mi sembra davvero inaccettabile".

Ore 12,46 -  “È inaccettabile in un Paese civile che ai cittadini sia impedito di votare. Molti seggi di Palermo hanno tardato a lungo ad aprire. Mi auguro che vengano individuate le responsabilità di questo ennesimo disastro e che qualcuno ne risponda”. Così Erasmo Palazzotto deputato di LeU. 

Ore 12,15 -  "A mio avviso, nel momento in cui si è in presenza di una limitazione incostituzionale alla libertà di voto si creano i presupposti per l'annullamento delle elezioni. Le procedure di voto non possono essere irregolari. In presenza di vizi, si annullano". Lo afferma in una nota la candidata di LeU al Senato nel collegio Palermo 2 Nadia Spallitta. "A Palermo, in alcuni seggi, - sottolinea - si è verificato un ritardo di due ore rispetto al resto d'Italia. Questo non è concepibile. Sono stati creati disagi per i cittadini. Sono state tolte due ore alle normali operazioni di voto previste dalla legge. Si è creata una disparità. Ribadisco: non è una cosa concepibile. Nelle operazioni di voto non ci possono essere dubbi debbono essere lineari, trasparenti ed esemplari".  

Ore 12 - "Ho votato regolarmente nel mio seggio elettorale di Palermo. Nessun ingorgo ne' ritardo dovuto al cambio di schede. Se qualche disfunzione questa mattina ha avuto luogo, ciò non lo si deve certamente alla Prefettura del capoluogo, la quale nel pomeriggio di ieri ha dovuto affrontare, con tempestività, una situazione di emergenza non riconducibile ad errori del proprio ufficio". Lo afferma in una nota Renato Schifani, senatore di Forza Italia.

Ore 11,20 - "Sapete che non posso fare dichiarazioni, ma mi preoccupa molto la situazione di Palermo, perchè il mancato rispetto della mappa di collegi annessa alla legge elettorale, ha provocato una errata consegna delle schede in oltre 200 sezioni e un ritardo soprattutto nella apertura dei seggi che spero non abbia influenza sul voto". Così il presidente del Senato e leader di LeU Pietro Grasso parlando davanti al seggio di Roma dove ha votato.

Ore 10,53 - "Risolto il problema che si era generato con le schede elettorali in alcune scuole del centro, il danno si è limitato ad un ritardo dell'inizio delle operazioni di voto. Nella notte la Prefettura ha provveduto alla ristampa di alcune schede che erano state riprodotte in modo errato ed il Comune si è attivato subito per la loro distribuzione", lo scrive su Facebook il sindaco Leoluca Orlando.

elezioni 2018 orlando - foto Ansa-2

Ore 9,30 - Oltre due ore dopo l'apertura dei seggi in tutta Italia, alcune sezioni sono ancora chiuse a causa della distribuzione delle nuove schede elettorali ristampate nella notte. "Non ci fanno votare - dice un elettore in attesa di esprimere la propria preferenza nella scuola Karol Wojtyla del quartiere Monte Pellegrino. - Dicono che si stanno riunendo i presidenti dei seggi. Ma mi sembra una procedura anomala. Nessuno ci ha informato che non c'erano le schede". Segnalazione analoga arriva da via Rallo.

Ore 8,40 - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha votato poco dopo le 8.30, nella sezione 535 della scuola Giovanni XXIII. Subito dopo il voto, il Capo dello Stato è uscito dalla sezione elettorale dimenticando di ritirare il documento d'identità, che il presidente di seggio ha subito provveduto a consegnare agli uomini della scorta.

mattarella elezioni 2018-2

Ore 7,10 - Proteste in alcuni seggi per il mancato inizio delle operazioni di voto. Il problema nasce da quanto accaduto ieri. In oltre 200 sezioni dei quartieri Uditore, Passo di Rigano e nel centro storico sono state consegnate le schede per il Senato del collegio uninominale "Palermo 2", anziché quelle del collegio "Palermo 1" ed è stato necessario procedere alla ristampa. Questo ha rallentato tutte le procedure. Ritardi sono segnalati nella sezione 92, scuola Marabitti di via Palagonia, e all'istituto comprensivo Uditore Setti Carraro, dove gli elettori sono stati invitati a tornare dopo mezz'ora.

Ore 7 -  Si aprono i seggi per l'elezione di Camera e Senato. 

I numeri delle elezioni a Palermo

In città gli aventi diritto al voto sono 529.640 per la Camera e 478.976 per il Senato. Per 2.193 ragazzi  - 1.115 maschi e 1078 femmine -  è la prima volta alle urne. Sono 600 i seggi elettorali, divisi in 132 plessi, in cui lavoreranno complessivamente 3600 componenti di seggio (un presidente, quattro scrutatori e un segretario per ciascun seggio). In totale, sono in servizio 793 impiegati comunali: 212 sono agenti della polizia municipale impegnati nei seggi o nei servizi ausiliari come la scorta dei plichi elettorali. Il costo della macchina elettorale (al netto dei compensi dei  componenti dei seggi) è di 1.200.000 euro pari all’80% del costo che era stato sostenuto per l’ultima consultazione nazionale (il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016). Il costo è carico dello Stato. Le competenze dovute ai componenti di seggio vanno dai 187 euro per i presidenti, ai 145 euro di scrutatori e segretari. 

Gli elettori sul territorio nazionale sono per la Camera dei deputati 46.604.925, di cui 22.430.202 maschi e 24.174.723 femmine, per il Senato 42.871.428, di cui 20.509.631 maschi e 22.361.797 femmine, che eleggeranno 618 deputati e 309 senatori. 

Elezioni politiche, tutti i candidati a Palermo e provincia per Camera e Senato

Elezioni politiche 2018, debutta la scheda antifrode: cos'è e come funziona

Elezioni, come si vota il 4 marzo con la nuova scheda elettorale


 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Elezioni, a Palermo affluenza al 60% tra ritardi e polemiche

PalermoToday è in caricamento