Elezioni, Demopolis: "Senza Musumeci oggi Cancelleri sarebbe presidente della Regione"

Secondo l'Istituto di ricerca guidato da Pietro Vento "alle Regionali è stato decisivo il peso dei candidati locali di centrodestra e la scelta di una figura stimata come quella del governatore". I pentastellati guadagnano 335mila consensi rispetto al 2013. Crollo Pd: -190 mila voti

Nel grafico il successo del M5S e l'emorragia di voti del Pd

Le elezioni del 4 marzo hanno visto in Sicilia la crescita esponenziale del Movimento 5 Stelle che - con un milione e 200 mila voti - sfiora il 50%, guadagnando 335mila voti rispetto alle Politiche del 2013.

L’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, ha analizzato i flussi elettorali nell’Isola: ad attrarre più di ogni altro i consensi in uscita dal Pd e dagli altri partiti è il Movimento guidato oggi da Luigi Di Maio. Su 100 elettori che lo hanno votato oggi, 62 avevano già scelto il Movimento nel 2013. 14 su 100 avevano optato 5 anni fa per il Partito democratico di Bersani, 9 per il Pdl di Berlusconi; 8 su 100 sono elettori al primo voto o astenuti del 2013. Forza Italia, sia pur con un risultato importante in termini percentuali, perde oltre 150 mila voti rispetto al risultato del Pdl di cinque anni fa.

"Alle Regionali del 5 novembre - spiega Pietro Vento, direttore di Demopolis - fu decisiva la combinazione tra il peso dei candidati locali di centrodestra e la scelta di una figura stimata come quella di Nello Musumeci. In assenza di quella irripetibile alchimia, Giancarlo Cancelleri sarebbe oggi, molto probabilmente, presidente della Regione". Il grande sconfitto di questa competizione elettorale è il Partito democratico di Renzi, il cui declino è iniziato subito dopo il referendum costituzionale: in Sicilia, passa dai 470mila elettori del 2013 ai 280mila di oggi. Ovvero 190mila voti in meno, con una fuga di segmenti significativi dell’elettorato di centrosinistra verso il M5S e l’astensione. Le variabili di scelta del movimento guidato in Sicilia da Cancelleri restano di "rottura".

"I 5 Stelle - afferma il direttore dell’Istituto Demopolis - sono ritenuti oggi da un siciliano su due l’unica vera novità politica, soprattutto nella distanza dal sistema di potere che ha governato il Paese". Il voto del 4 marzo ha confermato l’estrema "volatilità" del consenso in Sicilia dal 2013 in poi, con una scarsa "fedeltà" di un ampio nucleo dei siciliani che raramente conferma la propria scelta di voto da una competizione all'altra.

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"Contrariamente a quanto accaduto alle recenti elezioni Regionali nell’Isola - conclude Pietro Vento - con il Rosatellum è stata bassa l’incidenza dei candidati locali sulle scelte di voto: alle Politiche del 4 marzo l’84% dei cittadini ha scelto il partito. Appena il 16% si è lasciato influenzare dal candidato nel collegio uninominale. Determinante è stato anche il fatto che, alla vigilia del voto, la maggioranza assoluta di chi si è recato alle urne non avesse idea di chi fossero i candidati all’uninominale nel proprio seggio".

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