Lunedì, 14 Giugno 2021
Elezioni comunali 2012

Verso il voto, Fabrizio Ferrandelli: “Sarò il sindaco di tre generazioni”

Intervista di PalermoToday al candidato di 39 movimenti della società civile. "Serve qualcuno che unisca figli, genitori e nonni di questa città. Perdiamo ogni anno 15 mila giovani e non possiamo permettercelo"

Fabrizio Ferrandelli

“Sono il candidato di 39 movimenti della società civile. E per me fare il sindaco di Palermo viene prima di qualsiasi altro impegno politico, regionale o nazionale”. Così Fabrizio Ferrandelli, nel corso di un’intervista a PalermoToday, presenta la propria candidatura alle primarie del centrosinistra del 4 marzo. Un Fabrizio Ferrandelli che sembra determinato a dare il proprio contributo per migliorare qualitativamente la città, anche attraverso un programma elettorale basato sulla trasparenza e la valorizzazione del patrimonio cittadino.

Cominciamo proprio a parlare del suo programma elettorale. Su cosa si basa?
“Innanzitutto Palermo ha bisogno di un patto generazionale, non  di un ‘Rottamatore’. Serve qualcuno che unisca figli,  genitori  e nonni di questa città. Poi io ho un obiettivo: riconquistare la normalità dei servizi ma soprattutto bloccare la fuga dei talenti. Perdiamo ogni due anni circa 15 mila giovani e non ce lo possiamo permettere. Poi abbiamo previsto la partecipazione come metodo: il bilancio partecipativo, la diretta tv in streaming delle sedute del consiglio comunale e della giunta. Trasparenza e controllo. Domenica mi ha telefonato Marco Pannella e , tra le varie cose, ha apprezzato che abbia inserito anche l’anagrafe pubblica degli eletti. E’ un sistema che prevede il controllo delle presenze e dei voti dei consiglieri comunali. Uno strumento del cittadino per vedere come opera la politica. Poi bisognerà provvedere alla razionalizzazione del personale interno con l'azzeramento delle consulenze esterne. E poi, ancora, installare pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici comunali per risparmiare milioni di euro e incidere meno sull’ambiente. Fondamentale sarà contenere le spese, per esempio quelle telefoniche. Nell’era di internet e Skype ancora paghiamo cifre astronomiche di bollette. Altro tema per me importante: riqualificare tutti i 23 chilometri di costa e valorizzare il centro storico. Infine è impossibile non programmare un calendario culturale con eventi e manifestazioni: una bellissima stagione estiva di musica e iniziative culturali. C’è veramente tanto da fare e che si può fare: Palermo ha bisogno di presenza, attenzione e ascolto”.

Il percorso verso le primarie è stato, diciamo, tortuoso. Può raccontarci come sono andate le cose?
 “Lo scorso 14 ottobre un cartello di associazioni, che si chiama ‘Palermo Più’, mi ha indicato come candidato sindaco della società civile. Sono stati 36 movimenti che si sono messi insieme nel corso di tre anni e hanno scritto un programma e una carta etica per la città. Cercavano un candidato giovane ma che allo stesso tempo conoscesse perfettamente la macchina amministrativa comunale. Un progetto che ho sposato con entusiasmo”.

E il Suo partito, Italia dei Valori, come ha accolto questa notizia?
“Non bene. Con Orlando è stato subito scontro, forse pensava potessi sfuggire alla logica di controllo del partito. Durante una riunione mi ha detto: ‘O fai un passo indietro o sei fuori’. La mia risposta fu che più che un passo indietro avrei fatto un passo avanti nei confronti della mia città".

Una scelta coraggiosa che però l’ha allontanata dal suo partito.
“Io sono quello che ha più voti all’interno di Idv e sicuramente sarei stato anche un prossimo parlamentare, regionale o nazionale. E’ chiaro che ho fatto una rinuncia ma non ho dubbi, voglio fare il sindaco di questa città. E credo che chi fa politica per servizio verso i cittadini, può anche pagare un prezzo come questo”.

Poi cosa è successo?
“Ho deciso di partecipare alle primarie per non causare un frazionamento del centrosinistra, che avrebbe avvataggiato chi ha dissestato Palermo. Oltre al polo civico, è arrivato anche il sostegno di rappresentanti di Idv che nel frattempo hanno lasciato il partito, come Cesare Mattaliano e Nicola Macaione. E di una parte del Partito democratico, tra cui Antonello Cracolici e Beppe Lumia.  E qui scoppia il finimondo. Orlando, con Sinistra Ecologia e Libertà, fa saltare il tavolo delle primarie, inventandosi una farsa assurda, sostenendo che io sia il portatore di un accordo con Lombardo. Che peraltro nemmeno conosco. Quello che molti non hanno digerito è che la parte più consistente del Pd abbia deciso di sostenere me e non qualcun altro”.

Che tipo di rapporto c'è tra Lei e la corrente filogovernativa del Pd?
“Hanno letto e approvato il mio programma e sottoscritto la mia carta etica. Quindi si pongono come tutti gli altri soggetti che sottoscrivono la mia candidatura. Non ho problemi con chi non ha responsabilità con il disastro di Palermo e sottoscrive il mio programma e la mia carta etica, alla pari e senza chiedere nulla in cambio. Io non faccio accordi sottobanco ma alla luce del sole e nell’interesse della città. Tra l’altro Cracolici non è il solo che sta sostenendo la mia candidatura: ci sono anche, per esempio,  Mattaliano dell’Idv, Vincenzo Tanania, Pino Apprendi e Rosario Filoramo. E’ una questione molto più ampia, non è solo una persona. E’ un mondo che merita rispetto, è una candidatura molto eterogenea”.

Alla fine, Fabrizio Ferrandelli, per chi è candidato alle primarie?
“Sono il candidato di 39 movimenti della società civile”.

Capitolo municipalizzate: ha in mente un piano per gestirle, vista la situazione delicata?
“Bisogna azzerare tutti i consigli di amministrazione e levare questi stipendifici Per ogni singola azienda dobbiamo rivedere i piani industriali e renderle produttive. Una tra tutte l’Amia. Non possiamo pagare soltanto per smaltire, perché vuol dire produrre soltanto perdite e tirare avanti solo con le tasse dei cittadini. Dobbiamo rendere queste aziende da improduttive a produttive. C’è uno stabilimento che si dovrebbe occupare della raccolta differenziata, a Partanna, costato 7 milioni di euro di denaro pubblico e mai avviato. Poi l’Amat. Se si incrementano qualità e  servizi nel trasporto pubblico si incrementa anche la rimuneratività. I servizi non posso andare avanti soltanto con soldi pubblici e devono essere affidabili con i contribuenti. E le stesse aziende, tra loro devono scambiarsi i servizi: abbiamo una società, la Sispi, che si occupa dei sistemi informativi solo per il Comune, mentre tutte le municipalizzate si affidano ad altre aziende esterne per questo tipo di servizi".

Un’ultima domanda: quale sarà il primo provvedimento di Fabrizio Ferrandelli in caso di elezione?
“Saranno due: riportare la sede del sindaco all’interno di palazzo delle Aquile. Deve essere visibile. Infine eliminare tutte le auto di servizio e i privilegi ad amministratori, assessori e consiglieri comunali. Non ha senso che debbano spostarsi a spese della collettività quando la città va avanti con i mezzi pubblici e privati”.


 

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