Domenica, 13 Giugno 2021
Elezioni comunali 2012

Rottura Idv-Ferrandelli, Russo: “Ha deciso lui di uscire dal partito”

Il segretario provinciale prova a far chiarezza sulla vicenda: "Se nonostante una decisione degli organi del movimento si persiste a candidarsi lo si fa a titolo personale"

Fabrizio Ferrandelli

Sabato scorso Italia dei Valori ha ribadito che a correre per la poltrona di sindaco alle prossime amministrative sarà Leoluca Orlando, in disaccordo con la linea del Pd rispetto all'alleanza col Terzo polo e mettendo di fatto alla porta il consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli, "colpevole" di essersi candidato a sindaco, senza l'avallo del partito. Con un'apposita delibera del coordinamento provinciale e cittadino, approvata con 25 voti a favore e 5 contrari, la maggioranza del partito ha rimarcato le distanze dal Pd e dalle primarie del centrosinistra. “In bocca al lupo agli amici di Idv e a Orlando – ha detto Ferrandelli - ma per Palermo serve un progetto partecipativo di rinnovamento”.

Sull’argomento è tornato Pippo Russo, segretario provinciale e portavoce regionale Idv, tramite un comunicato pubblicato sulla propria pagina web, per fare un po’ di chiarezza. “Per quanto riguarda la vicenda Ferrandelli – si legge - sono state scritte troppe inesattezze. Io qui mi limito a descrivere i fatti che emergono dal deliberato del partito, tralasciando l'intero dibattito e gli aspetti emotivi ed affettivi che pur parecchio mi coinvolgono. A Ferrandelli nessuno avrebbe mai impedito di partecipare alle primarie, come è stato scritto. Le primarie ormai, comunque, sono alle nostre spalle. Tutti mi sono testimoni che non ero d'accordo, quando si sperava ancora in un ripensamento del Pd, di accettare la proposta del Pd di inserire nel regolamento una sorta di clausola che impediva candidature libere e consentiva solo  quelle indicate in qualche modo dai partiti se si possedeva in tasca una tessera”.

Per Russo, candidare più esponenti dello stesso partito al primo turno elettorale “non esiste in alcun paese. Allora, democrazia impone che se ci sono più candidati si vota negli organismi collegiali eletti nei congressi. E' ciò che è accaduto. Strano concetto di democrazia – continua il portavoce regionale Idv - quello per cui è buona e vera solo quando vinco io. Un partito non è un contenitore dove ognuno prende quel che vuole e quando vuole. Un partito è un luogo dove, dal leader all'ultimo iscritto, ci si confronta per poi scegliere democraticamente. I percorsi personali sono legittimi ma tali devono rimanere quando maturati al di fuori delle regole democratiche da tutti accettate al momento dell'iscrizione ad un partito.

Ovviamente, se nonostante una decisione degli organi del partito si persiste a candidarsi ugualmente lo si fa a titolo personale. Nel documento approvato sabato scorso 17 dicembre si legge che nessuno è candidato espressione del partito finché non è stabilito dagli organi del partito stesso, e non vi è cenno alcuno ad una espulsione, provvedimento, tra l'altro, di competenza degli organi di garanzia. Si chiede, inoltre, che non si attacchi ripetutamente il proprio partito, punto. Purtroppo toni, espressioni e contenuti molto pesanti ha usato Ferrandelli nel comunicato stampa diffuso subito dopo la Direzione provinciale. Toni, espressioni e contenuti  - conclude Russo - che fanno prendere atto, con sofferenza, della inequivocabile decisione di Ferrandelli di uscire dal partito”.
 

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