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Sancita la rottura Pd-Idv, Orlando: “Mi candido a Sindaco di Palermo”

L'annuncio questa mattina nel corso di una conferenza stampa: "Non potevamo arrenderci a fronte di una sconfitta contro un candidato abusivo di primarie dopate che andavano annullate". Incoerenza? "Chiedete al Pd"

Leoluca Orlando

"Io mi candido a sindaco di Palermo". Parola di Leoluca Orlando. L'ufficialità è arrivata questa mattina durante una conferenza stampa che il portavoce dell'Idv ha tenuto all'Hotel Excelsior. “A tutti coloro che si stanno occupando della città per giochi e interessi nazionali dico di tenere giù le mani da Palermo”, ha detto Orlando, annunciando quella che diventa la sua quarta candidatura a sindaco. Il portvoce Idv ne ha per tutti: da Ferrandelli, “candidato abusivo di primarie dopate” a Lombardo: “Tenga giù le mani da Palermo, una città di un milione di persone che non possono rimanere ostaggio di un governatore indagato per mafia”. E anche per Walter Veltroni, che ieri ha definito "uno sbaglio" la scelta dell'ex sindaco di scendere in campo: “Caro Veltroni, giù le mani da Palermo. Quando eri sindaco di Roma non mi sono mai permesso di interferire. Abbi la compiacenza di lasciare ai palermitani la scelta del candidato sindaco”.


 “Palermo è una città in default - aggiunge Orlando - e fino adesso nessun candidato a sindaco ha fatto appello alle categorie produttive, salvo patteggiare qualche assessorato”. Poi Orlando, mai come oggi furioso, spiega il perché della sua candidatura, negli ultimi mesi esclusa a più riprese in tutte le lingue, aramaico compreso: “Le primarie sono state inquinate e truccate.  Andavano annullate come a Napoli  e bisognava trovare un altro candidato. La mia candidatura – prosegue - che inizialmente era esclusa, adesso si è resa necessaria. Non potevamo certo consentire una resa a fronte di una sconfitta contro un candidato abusivo di primarie dopate”. Proprio Ferrandelli  che, “non so se consapevolmente o meno – dice Orlando - è diventato lo strumento di una linea politica e il suo percorso da virtuoso è diventato vizioso”. Ma guai a parlare di incoerenza: “Chiedete al partito democratico che coerenza c'è nel sostenere un presidente di Regione indagato per mafia ed eletto peraltro da uno schieramento avversario”.

 


 

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