Opinioni. Elezioni e rottura degli schemi

Di Giovanni Rosciglione. "Il problema non è di "classe", ma di "cultura". E il fatto è che Palermo ha una classe dirigente con poca... "classe". Ne è nata una società bloccata, stagnante e limacciosa"

Don Fabrizio Corbera Principe di Salina, che balla a Palazzo Ganci con la donna che ibriderà e rinvigorirà  il sangue (e il patrimonio) dei Gattopardi. Don Calogero Sedara, il sindaco di Donnafugata e padre di Angelica. Questi sono i soggetti delle foto che commento. E questo è lo schema di società che rimane attuale nella nostra città da quando è nato lo Stato unitario dell’Italia, del quale abbiamo finito di celebrare i 150 anni. Io penso che questo schema spiega più di ogni altra analisi sociologica le condizioni di arretratezza culturale della nostra città. Un’arretratezza che consente ancora l’esistenza di una “borghesia mafiosa” che, magari sottotraccia, continua a convivere ed a bilanciarsi con gli eredi di un’aristocrazia feudale che ha “diversificato” i suoi interessi, ma che è rimasta sempre a presidiare gli snodi del potere. gattopardo1-2

Un esempio? Beh, ancora parliamo dei danni del “sacco edilizio” di Palermo ad opera del famigerato trio Va.Li.Gi. (Vassallo, Lima, Gioia), è da lì che nasce lo sfregio ad una delle città più belle del mondo, da lì il varo di una nuova classe di “Don Sedara”, che tra politica ed affari, continua a pretendere posti in prima fila nel potere cittadino. Ma le aree edificabili più lucrose, dove nacquero i mostri di cemento, di chi erano? Di chi erano le residenze patrizie abbattute? Di chi erano i terreni che portavano a Punta Raisi? Per carità, lungi da me rispolverare i codici anacronistici della lotta di classe! Il problema non è di “classe”, ma di “cultura”. E il fatto è che Palermo ha una classe dirigente con poca…”classe”. Capace di avvertire con disgusto “puzze sotto al naso” altrui, ma di ignorare sempre i propri afrori.

Ne è nata una società bloccata, stagnante, limacciosa. Sedariani e Gattopardi magari hanno magnanimamente accolto a corte i rappresentanti delle nuove corporazioni. A volte recitano la commedia del combattimento, ma sostanzialmente si trovano mutuamente d’accordo a “non cambiare”. Provate a chiedere a qualche giovane che vorrebbe accedere alle Professioni, che vorrebbe avventurarsi in un’intrapresa produttiva, vincere un concorso universitario. Ci vuole il pass! Firmato Corbera o Sedara, ma il pass! O se no, via per Milano, Londra, Francoforte, Melbourne o Singapore…

Insomma, sono del parere che è da questo “blocco” sociale, da questa palude culturale, che nascono tutti i nostri guai. Compresa una Mafia che, più che in ogni altra parte al mondo, ha una capacità mimetica e adattativa che solo il meccanismo Sedara/Corbera può spiegare. E allora? Perché – direte voi -  proprio oggi vi sto raccontando questa Storia? Perché penso che una delle poste in palio della contesa elettorale per la Elezioni del Sindaco di Palermo è quella di uscire dal micidiale schema che ho sopra illustrato. Uno schema che inchioda la società palermitana all’immagine di un Castello altissimo, con scale ripidissime e senza alcun ascensore sociale! gattopardo2-2

Rifletteteci con onestà. E  valutate se non sia proprio venuto il momento di cambiare, di rompere lo schema teatrale Burt Lancaster – Paolo Stoppa (grandi attori, loro!) recitato a Palermo da filodrammatici di provincia e voltare pagina.  Di segnare insomma la riscossa degli outsiders! Con coraggio, ma anche con la serenità di chi ha fiducia negli altri. O la buona incoscienza di chi almeno ci vuole provare!

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