"Tari, a Palermo tassa elevata tra sporcizia e servizi minimi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

A Palermo abbiamo una certezza: la Tari, la tassa sui rifiuti, continua a crescere almeno quanto cresce la quantità di immondizia per le strade. E per fortuna che Orlando il sindaco lo sapeva fare. Quello che ha dimostrato di sapere fare in questi anni è l'abilità nell'usare la tassa sui rifiuti sempre e solo per "fare cassa" e non, al contrario, per offrire e migliorare i servizi. Si evidenzia un calcolo obsoleto ed illogico della stessa tassa basata ancora sui metri quadrati e non, ad esempio, secondo anche il numero dei componenti del nucleo familiare, il ché la renderebbe senza dubbio una tassa più equa. Beffa doppia pero' visto che i cittadini palermitani pagano la tariffa più alta della Sicilia, nonostante Bellolampo abbia usufruito di finanziamenti pubblici (e quindi sempre soldi dei contribuenti) per circa oltre 32 milioni di euro per la realizzazione della discarica e per l'acquisto di mezzi per la raccolta differenziata. Ma la legge regionale 9 del 2010 non prescrive che l'erogazione di risorse pubbliche debba essere finalizzata anche "alla riduzione della tariffa sostenuta dai cittadini"? Perché si continua a tollerare che il prezzo di conferimento di Bellolampo sia il più alto della Sicilia, nonostante quest'ultima sia stata finanziata con soldi pubblici? Come giustifica il sindaco Orlando l'ingente uso di risorse pubbliche e al tempo stesso il prezzo più alto per i cittadini e la sporcizia da vergogna che si vede per le strade? Isabella Cacciatore, movimento dei Coraggiosi

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