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Francesco Messina

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Corsa a sindaco, il Tar respinge il ricorso di Messina: "Firme autenticate in modo scorretto"

Secondo i giudici "le figure scelte per l'autentica delle firme della lista Centro riformista non rientrano tra quelle previste dalla legge". L'avvocato annuncia un ulteriore ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa

Il Tar respinge il ricorso contro l'esclusione dalle elezioni amministrative della lista "Centro riformista", collegata al candidato sindaco Francesco Messina. In base alla sentenza emessa oggi dalla Prima sezione - presidente Calogero Ferlisi, estensore Aurora Lento, primo referendario Sebastiano Zafarana - le figure scelte per l'autentica delle firme a supporto della lista "non rientrano tra quelle previste dalla legge".

Ad autenticare le firme, come riferisce lo stesso avvocato Messina, è stato un consulente tecnico d'ufficio (Ctu) del Tribunale, "un ingegnere iscritto in un relativo albo", assieme a un dottore commercialista e allo stesso Messina. "A sua volta - prosegue il fondatore di Centro riformista - le nostre tre firme sono state autenticate da un notaio".

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Nel ricorso, inoltre, Centro riformista ha eccepito che l'esame della lista si è concluso oltre le 24 ore successive alla presentazione. Secondo i giudici amministrativi, però, il ritardo "non costituisce nullità". Di gettare la spugna comunque Messina non ha nessuna intenzione, tanto che annuncia un ulteriore ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa (Cga): "Tra domani e dopodomani - dice - lo presenteremo".

Ma non è tutto. "Solleveremo anche una questione di legittimità costituzionale delle norme di riferimento in materia, l'articolo 14 comma 1 della legge nazionale 53 del '90 e l'articolo 49 della legge regionale 26 del '93" conclude Messina, secondo cui "ai movimenti politici nuovi e più piccoli viene di fatto preclusa la possibilità di candidarsi. I notai che abbiamo consultato hanno declinato la richiesta di autentica delle firme perché ritengono che ciò paralizzi la loro attività professionale".   

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