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Corsa a sindaco: Miceli si sbilancia su Orlando, piovono critiche sul Pd

Il segretario provinciale spinge per "una grande coalizione moderata e riformista" col Professore. Acque agitate nel partito, Rubino: "Tentativo di spaccare ancora il Pd". Ferrandelli cavalca l'onda: "Marcia indietro dopo anni di attacchi a Orlando, Miceli si dimetta"

"Il tempo delle scelte è arrivato. Il Pd deve sciogliere le riserve. E l’indicazione che io do, da segretario provinciale, è quella di creare con il candidato Leoluca Orlando una grande coalizione moderata e riformista, in grado di stoppare l’avanzata dei grillini o la restaurazione del centrodestra" che si cela in Ferrandelli. Così Carmelo Miceli, segretario provinciale del Pd, in un intervista rilasciata al Giornale di Sicilia. Dichiarazioni nette che agitano le acque nel Pd e provocano la rezione di un ex dem, quel Fabrizio Ferrandelli oggi avversario di Orlando nella corsa a sindaco.

FERRANDELLI: "IL PD? ANNI DI OPPOSIZIONE E ORA CAMBIANO IDEA"

Secondo Miceli bisogna "risanare un’innaturale ferita che era nata con le primarie del 2012, prima dell’inizio del mio mandato da segretario. Orlando ci ha riconosciuti come interlocutori necessari". E ancora: "Apprezziamo che Orlando abbia condiviso l’opportunità di un confronto con la nostra base, per spiegare insieme il senso di questa scelta. In un periodo in cui vanno di moda le scissioni, questa a mio avviso è l’unica scelta che unisce, che consente di creare a Palermo un campo largo in cui possano rivedersi le forze moderate e di sinistra. Scelte diverse sarebbero divisive. Chi dovesse optare per sentieri diversi, peraltro molto velleitari, si assumerebbe la responsabilità molto grave di potere contribuire a inaugurare la stagione di Grillo a Palermo o resuscitare il centrodestra".

Non si è fatta attendere la risposta di quella parte del Pd, contraria ad un accordo che metta di lato il simbolo in favore di un progetto totalmente civico. "Capisco il punto di vista politico di Miceli e dell'area di maggioranza del Pd di Palermo - dice Antonio Rubino, responsabile regionale organizzazione del partito, esponente dell'area Demos -. Non capisco perché dopo un percorso articolato e unitario si scelga un giornale per comunicarlo alla città e al Pd. Temo che questa metodologia e il giudizio di 'velleitarismo' su opzioni politiche che non coincidono con le loro, nasconda il tentativo di spaccare ancora una volta il Pd di Palermo. Per quanto ci riguarda ci sottraiamo da questo gioco e continueremo, se ci saranno le condizioni, a dare il nostro contributo senza rinunziare alle nostre idee, consapevoli che le responsabilità di vittorie o sconfitte sono di chi dirige il partito e non degli altri. Pertanto invitiamo il segretario a non perdere serenità e a non farsi trascinare nel gioco divisivo che qualcuno all'interno del Pd mette in campo. Il Pd dilaniato non serve alla colazione, non serve ad Orlando e meno che mai alla città".

Coglie la palla la balzo, Fabrizio Ferrandelli per sottolineare le contraddizioni nel percorso politico del Pd: "Dopo anni di opposizione all'amministrazione Orlando - dice il candidato sindaco "I Coraggiosi" - il segretario provinciale del Pd oggi cambia idea, depone le armi e decide che in questi anni la città è stata ben governata e che il suo partito deve fare sponda al sindaco uscente, rinunciando così ad esprimere un proprio candidato per l'amministrazione della quinta città d'Italia. Tutto, a suo dire, per 'stoppare l'avanzata dei grillini o la restaurazione del centro destra'. Ma delle due l'una: o questa città è stata mal governata, e allora non si spiega l'appoggio al sindaco uscente o, viceversa, non si spiega l'opposizione e le svariate richieste di dimissioni, in questi anni, da parte dello stesso segretario e del suo partito al sindaco in carica".
 
 

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