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Elezioni comunali 2017

Corsa a sindaco, Forello spinge il M5S: "Al ballottaggio vinciamo contro chiunque"

Il candidato pentastellato punta su No tax area, reddito di cittadinanza e mobilità sostenibile. "Daremo poteri ai quartieri". Orlando? "Dietro di lui i partiti, altro che civismo politico. Fieri di essere ribelli". In attesa di Grillo, l'invito agli elettori: "Col voto libero si cambia"

Con Ugo Forello (M5S) si conclude la serie di interviste ai candidati sindaco per le prossime elezioni comunali dell'11 giugno, iniziata con Ciro Lomonte e proseguita con Nadia Spallitta, Ismaele La Vardera, Fabrizio Ferrandelli e Leoluca Orlando. 

Ha sbaragliato la concorrenza interna nelle tormentate "comunarie" del Movimento Cinque Stelle. E' riuscito a schivare il "fuoco amico" dei nutiani (che hanno apertamente dichiarato di non sostenerlo) ed a reagire all'audio dei veleni che lo ha tirato in ballo per la gestione di Addiopizzo all'epoca in cui era presidente: adesso Salvatore Ugo Forello, per tutti Ugo, è pronto a sfidare l'eterno Leoluca Orlando e il rampante Fabrizio Ferrandelli, nonché il resto della pattuglia di candidati a sindaco. Con una convinzione: "Se arriviamo al ballottaggio vinciamo contro chiunque". A tiragli la volata - espressione ciclistica parechio inflazionata, ma che calza a pennello per uno che si muove in bici - sarà il leader del M5S: Beppe Grillo in persona, unico tra i big nazionali a venire a Palermo a ridosso del voto alle elezioni amministrative.

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Dall'impegno nella lotta al racket mafioso alla poltica, per dare vita ad una "rivoluzione di velluto". Questo l'obiettivo del fondatore di Addiopizzo, che sogna una mobilità sostenibile, un reale decentramento e vuole battere moneta per contrastare la povertà. Da buon grillino si professa nemico giurato dei partiti tradizionali e respinge al mittente le critiche di chi, come il sindaco uscente Orlando, ha derubricato il M5S a semplice "civismo ribelle": "Noi - dice Forello - siamo pronti a governare Palermo".

Partiamo dai contenuti, dalle cose che volete fare per la città. Da dove inizierebbe se dovesse diventare sindaco?
“A Palermo serve innanzitutto un metodo diverso di fare diverso: i cittadini devono essere una presenza costante nella cura e nella gestione della cosa pubblica. Basta deleghe in bianco, a uomini soli al comando che si dimostrano incapaci. Per fare un salto di qualità ci vuole una responsabilizzazione di tutti i cittadini. Concretamente significa attribuire poteri ai quartieri. Per la prima volta le Circoscrizioni diventeranno dei centri decisionali sulle politiche territoriali: verde pubblico, decoro urbano, manutenzioni ecc… Dobbiamo ripartire dalle periferie, abbandonate da una politica cittadina che per decenni si è occupata solo di poche zone centrali. In una concezione di area metropolitana, invece, le periferie devono diventare la ‘cerniera’ tra i paesi limitrofi e Palermo. Le periferie devono diventare nuovi centri in cui siano presenti i servizi essenziali e si riattivi quel senso di comunità che può aiutare a migliorare un sistema oggi allo sbando. Sin da subito ci impegneremo affinché la mobilità in questa città diventi normale. In base ai dati TomTom index 2016, Palermo è la città più congestionata d’Italia e la quinta in Europa. Non si ha cognizione di cosa sia una stazione d’interscambio o cosa sia il trasporto integrato: la maggior parte dei cittadini sono ancora costretti a prendere la macchina e restare bloccati nel traffico. Dobbiamo ricostruire la mobilità, che deve diventare sinonimo di accessibilità. Partendo dalla pianificazione. Nel Pgtu, già scaduto, non è contemplato nemmeno il tram. Dobbiamo puntare maggiormente sulla mobilità dolce, con piste ciclabili e car sharing realmente tali. Per non parlare degli autobus: 180 mezzi sono un numero ridicolo per soddisfare le esigenze periferie dove non passa il tram. Dobbiamo aumentarli, privilegiando i bus ibridi, elettrici e tutto ciò che è a basso impatto ambientale”.

No tax area, innovazione, reddito di cittadinanza comunale sono alcuni dei pilastri del vostro programma: può illustrarli sinteticamente?
“No tax area: individueremo delle zone depresse della città e chi aprirà in questi luoghi una piccola e media impresa potrà beneficiare di una esenzione totale dei tributi locali per i primi tre anni. Vogliamo riattivare il tessuto economico. Particolare attenzione verrà rivolta all’artigianato, affinché possa diventare un comparto fondamentale: i padri devono avere la possibilità di tramandare ai figli il loro enorme sapere. Punteremo molto sull’innovazione, non a caso abbiamo creato un’area assessoriale dedicata. Esiste già una capacità d’innovare, il Comune deve diventare un ente facilitatore. Chi ha delle capacità non deve emigrare e fare la fortuna di altri Paesi. La lotta alla povertà, secondo noi, si combatte anche con il reddito di cittadinanza. Non soltanto un sostegno alle famiglie bisognose, ma un modo per reimmettere denaro nel circuito dell’economia locale. Erogheremo inizialmente a mille famiglie un sussidio del valore di 400 euro attraverso una moneta complementare, che potrà essere spesa in piccoli e medi negozi convenzionati. L’operazione verrà finanziata con 4,8 milioni di euro, che reperiremo razionalizzando la spesa del Comune ed eliminando gli sprechi”.

Il M5S sostiene che il reddito di cittadinanza servirà a eliminare il voto di scambio: sarà così anche a Palermo?
“Questo è un discorso che il movimento fa in chiave nazionale. Il reddito di cittadinanza proprio è quello statale, che siamo convinti romperebbe i tradizionali canali di clientelismo. Quello che proponiamo noi a Palermo è una forma di solidarietà, ma non possiamo soddisfare tutte le sacche di povertà dilaganti a Palermo”.

Che voto dà all’amministrazione Orlando? Qual è la cosa migliore e quale la peggiore che ha fatto?
“Il mio voto è 4. La cosa migliore, seppur parziale, ritengo che siano le pedonalizzazioni. E’ un percorso che proseguiremo e implementeremo, ad esempio, con piste ciclabili reali, migliorando il decoro urbano, estendendo le pedonalizzazioni anche in periferia. La cosa peggiore è il come è stata amministrata questa città: in maniera autoreferenziale, senza un rapporto con i cittadini e un assoluto abbandono delle periferie”.

Nell’intervista rilasciata a PalermoToday, Orlando ha definito il vostro un “civismo ribelle che alla prova dei fatti non sa governare”. Cosa risponde?
“Siamo fieri di essere ribelli, differenti, scomodi e sognatori. E siamo contenti di essere definiti tali. Anche perché in una città con il 70% di disoccupazione giovanile, oltre 20mila famiglie in povertà assoluta, 1.800 nuclei familiari in emergenza abitativa, 15mila emigrati all’anno, certo che sono un ribelle perché voglio cambiare questa realtà. Non mi accontenterò mai di una situazione di degrado e abbandono. Sulla seconda parte della definizione, ovvero il non saper governare, Orlando è smentito dai fatti. A Roma, Torino, Livorno, il M5S ha messo i conti in regola intervenendo sui disastri creati dai colleghi di partito e politici che appoggiano Orlando. Siamo non solo capaci di amministrare, ma di farlo molto meglio rispetto a chi questa città l’ha amministrata per troppo tempo”.

Orlando però dice che fate propaganda su interventi già fatti dalla sua amministrazione…
“Questa è una delle affermazioni più ridicole. Anzi: il sindaco uscente, dopo due mesi dalla presentazione del nostro programma, ci ha copiato la figura del disability manager. Scordandosi che questa città negli ultimi cinque anni è stata gestita in modo incompatibile con i bisogni dei diversamente abili. Sono aumentate le barriere architettoniche, basti pensare al tram, e non si è lavorato per applicare il piano di eliminazione delle barriere: strade e marciapiedi così dissestati sono un ostacolo per i disabili. Non è credibile una persona che dopo 20 anni non ha realizzato ciò che noi vorremmo fare. Deve andare a casa ed essere sostituito dai cittadini”.

Nella sua prima uscita pubblica, lei ha dichiarato che il M5S è l’alternativa al sistema mafioso. A chi o cosa si riferisce nello specifico?
“Il M5S è alternativo ad ogni forma d’inquinamento mafioso e corruttivo nella pubblica amministrazione. I nostri metodi saranno sempre incompatibili con infiltrazioni mafiose e corruttive, come abbiamo dimostrato a Bagheria con Patrizio Cinque. Più la politica è vigile, meno i burocrati avranno la possibilità di delinquere. Più la turnazione sarà frequente in uffici nevralgici come Suap ed Edilizia privata, meno corruzione ci sarà”.

Lei è socio di maggioranza, con una consistente partecipazione, di una società che si occupa di riscossione dei tributi locali. E che nel 2016 si è aggiudicata un appalto bandito dal Comune di Bagheria per il recupero delle bollette dell'acqua non pagate. I suoi avversari hanno sollevato un possibile conflitto d’interesse: qualora dovesse diventare sindaco di Palermo cederà le quote in suo possesso?
“Io faccio una scelta che è contraria agli interessi dell’attività di mio padre, della mia stretta famiglia. Se divento sindaco di Palermo e poi sindaco della Città metropolitana, l’Inpa - ovvero la società in questione - non potrà lavorare con nessun Comune di quest’area. Sto quindi danneggiando la società di famiglia. La cessione delle quote è superflua e non cambierebbe il fatto che dietro potrei esserci sempre io. La legge sul conflitto d’interesse prevede, in caso di mia elezione, l'impossibilità di avere qualsiasi rapporto col Comune. Faccio tutto alla luce del sole, non bisogna nascondere queste cose, e comunque io come M5S sono contrario alle esternalizzazioni di questo tipo di servizi”.

Il caso firme false, l’audio dei veleni che l’ha tirata in ballo direttamente, le comunarie congelate e il “fuoco amico”: è veramente tutta acqua passata o c’è chi ancora nel M5S rema contro?
“Nessuno rema contro. Siamo una forza coesa, protagonista di un percorso collettivo che sta portando dal basso un’aria e un vento nuovo. Stiamo riempiendo le piazze e riempiremo pure le urne. Ve ne renderete conto l’11 giugno. In una città distrutta nel consenso e nella fiducia politica, oggi noi siamo gli unici ad essere ascoltati dai cittadini. A remare contro di noi sono i poteri forti e soprattutto i vecchi partiti tradizionali. Sono loro ad esempio aver approvato una legge elettorale, che abbassa dal 50% al 40% la soglia per vincere al primo turno. Un’anomalia siciliana fatta da politici incapaci, volta a contrastare l’avanzata del M5S e quindi dei cittadini. La maggioranza è sempre stata il 50%+1. Detto ciò il Movimento sta dimostrando una capacità di entrare in empatia coi cittadini, perché comprende la loro sofferenza. Noi non siamo politici di professione, dopo due mandati ritorneremo al nostro lavoro. Di contro c’è un sindaco che ha perso contatto con la realtà, crede solo lui a quello che dice. Il cambiamento culturale del quale parla non è avvenuto e non avverrà mai fino a quando ci saranno politici padri padroni della città. Il cambiamento avverrà quando i cittadini decideranno di assumersi oneri e onori: noi siamo l’unica forza politica che può favorire questo percorso”.

Ce la farete nonostante le faide interne? Il M5S ha la serenità e la maturità per governare una città complessa come Palermo?
“Palermo non si amministra all’interno del Movimento, ma con una collaborazione di tutte le forze sane della città. La serenità si è sempre più consolidata. Nei fatti siamo tra i più competenti, quelli che più hanno ascoltato il territorio e quindi capaci di gestire assieme ai cittadini il Comuni. Sia chiaro: da soli non ce la possiamo fare e se i cittadini voglio delegare a qualcun altro il cambiamento, allora non ci votino. Ciascuno deve fare la sua parte. Se vinceremo i cittadini saranno pronti per questo cambiamento e devo dire che abbiamo sentore di un grande consenso”.

Eppure i sondaggi vi danno terzi…
“Ci sono sondaggi contraddittori. Io comunque non credo né a quelli positivi né a quelli negativi. La realtà ci dà segnali diversi rispetto ai sondaggi: la partita è certamente aperta e noi siamo in continua crescita”.

Orlando o Ferrandelli, chi preferirebbe affrontare in un eventuale ballottaggio?
“Nessuna preferenza. Se non dovessimo vincere al primo turno e dovessimo arrivare al ballottaggio, qualsiasi antagonista soccomberebbe contro il M5S”.

E se non dovesse farcela?
“Non accadrà: il M5S al ballottaggio ci arriverà”.

Lei, come Di Maio, ha parlato di voto clientelare con riferimento alle tante liste che sostengono sia Orlando che Ferrandelli. Può spiegare meglio cosa intende?
“Siamo alla vigilia di elezioni democratiche inquinate dall’eccessiva presenza di candidati. Sette liste, più di mille candidati tra Consiglio comunale e Circoscrizione: forse qualcuno ha scambiato le istituzioni per uno stipendificio. Siamo in presenza di un clientelismo lecito, che però non permette una buona qualità del consenso. Molti elettori non voteranno secondo un’ipotesi progettuale, ma parcellizzando il voto secondo scelte clientelari, amicali o familiari, perché ci sono troppi candidati. Questo è un sistema che vogliamo rompere, siamo infatti per una legge che limiti il numero di liste. La gente comunque ha capito qual è il meccanismo, è stanca di queste pagliacciate, sa che dietro Ferrandelli e Orlando ci sono i vecchi e soliti partiti che hanno messo in piedi un sistema clientelare di raccolta dei voti. Perché, è doveroso sottolinearlo, da un lato ci ritroviamo Forza Italia, Udc e gli amici di Cuffaro; dall’altro Alfano, il Pd, Cardinale, Vizzini, l’estrema sinistra. Senza l’appoggio di questi partiti, Orlando sa benissimo che non arriverebbe nemmeno terzo in queste elezioni. Ma quale civismo politico? Con Orlando ci sono le più vecchie e restaurate strutture partitiche e politiche. Per cambiare noi puntiamo sul voto libero, perché per noi prima vengono le idee e poi le persone. In questo modo daremo a Palermo una nuova vita”.

Beppe Grillo è l’unico big della politica nazionale che verrà a Palermo: che significato ha la sua presenza?
“I big dei partiti si vergognano. Idem i candidati sindaci, perché sanno che se venissero a Palermo perderebbero voti. Loro stessi si vergognano dei partiti con cui hanno fatto accordi, in alcuni casi all’opposizione come il Pd, per avere una possibilità di contrastare l’avanzata del M5S. Ma che credibilità possono avere di fronte ai cittadini? E’ un sistema dell’incoerenza contro la nostra linearità. Grillo viene a conclusione di un percorso che ha visto a Palermo i maggiori portavoce nazionali e regionali del M5S. Ma soprattutto viene perché, come noi, vuole vincere”.

I consiglieri comunali del M5S che verranno eletti rinunceranno a parte delle loro indennità?
“Esiste un capitolo riservato ai rimborsi e alle indennità dei consiglieri comunali abbastanza consistente rispetto ad altre grandi città. Valuteremo un intervento strutturale. Certamente non accetteremo che il Comune paghi gli stipendi dei consiglieri pentastellati quando non vanno a lavorare. Non si può essere pagati due volte se già si percepisce un’indennità”.

Chi sta finanziando la vostra campagna elettorale. Quanto avete speso finora e come i cittadini possono verificare il consuntivo delle spese?
“Ci stiamo autofinanziando con donazioni di privati. Abbiamo raccolto poco meno di 15mila euro e dobbiamo pagare ancora 10mila euro di cartellonistica. Alla fine spenderemo in totale 30 mila euro. Tutto si potrà verificare sul sito forellosindaco.it, dove a breve verranno pubblicati tutti i rendiconti”.

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