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Elezioni, il simbolo della discordia: rottura tra Ferrandelli e Forza Italia

Il leader de "I coraggiosi" non vuole il simbolo del partito e Miccichè non vuole rinunciarci. Adesso il commissario degli azzurri starebbe pensando ad una candidatura alternativa, ma potrebbe essere un bluff. Lo strappo sarebbe un assist a Orlando

Sembrava che lo "strappo" potesse essere ricucito: invece oggi si è consumata la rottura tra Fabrizio Ferrandelli e Forza Italia. Il candidato sindaco de "I Coraggiosi" non vuole il simbolo del partito, il commissario degli azzurri Gianfranco Miccichè non vuole rinunciarci e adesso starebbe pensando ad una candidatura alternativa a quella di Ferrandelli, che comunque andrebbe valutata con gli altri alleati.

E dire che il comunicato diffuso ieri sera dal comitato elettorale di Ferrandelli riferiva di un "chiarimento" e un "accordo" prodromico a "superare le incomprensioni". Oggi però la situazione è degenerata nuovamente e la rottura definitiva sembra dietro l'angolo. Miccichè ha ribadito a Ferrandelli la necessità per Forza Italia di correre con il proprio simbolo: dietro questa insistenza però potrebbe esserci una forzatura per mettere Ferrandelli alle strette. Oppure una strategia per provocare la rottura? Miccichè avrebbe minacciato di isolare Ferrandelli, convinto che anche senza di lui Fi, Cantiere Popolare, Udc e "Diventerà Bellissima" potrebbero arrivare al ballottaggio con Orlando.

Una convinzione non condivisa da tutto il partito. Ad esempio dal deputato regionale Vincenzo Figuccia, che afferma: "Credo che Forza Italia abbia bisogno di maggiore condivisione nelle decisioni e giungere a conclusioni previo confronto interno. Nello strappo con il candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli si rischia di compromettere tutto. Un'intera strategia viene ora depotenziata col rischio che si vada a ranghi sciolti". Il che sarebbe indirettamente un assist a Leoluca Orlando.

"Se passa il principio che le decisioni vengono prese dall'alto - prosegue Figuccia - ciò condiziona i percorsi e la stessa percezione di comprensibilità delle scelte da parte dei cittadini. Le elezioni di Palermo sono un banco di prova importante, e sono anche difficili. Ma oggi va valutato quanti siano i passi in avanti piuttosto quelli indietro". Nella colizione di centrodestra un ruolo importante lo ha anche il leader del Pid-Cantiere popolare Saverio Romano (vicino a Totò Cuffaro), che non ha ancora deciso se seguire Fi oppure confermare l'appoggio a Ferrandelli.

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