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Leoluca Orlando dopo la conferenza al Comune - foto Campolo

Leoluca Orlando dopo la conferenza al Comune - foto Campolo

Palermo e Orlando, la storia infinita: vittoria "blindata" al primo turno per il Professore

Con la metà delle sezioni già quasi scrutinate si va verso la riconferma del sindaco uscente, con distacchi abbondanti nei confronti di Ferrandelli e Forello. "Indietro non si torna". E' il trionfo del "civismo politico, alternativo alle logiche soffocanti degli apparati"

Palermo e Orlando, la storia infinita. Ancora una volta il Professore si avvia a trionfare alle Comunali, al termine di una campagna elettorale velenosa. Sindaco per la quinta volta: secondo mandato consecutivo dopo il decennio di Cammarata. I numeri sono argomenti testardi e dal responso delle urne si profila un vero e proprio exploit per Orlando: quando siamo a 373 sezioni scrutinate su 600 (quasi la metà), Orlando "blinda" la vittoria al primo turno con con il 46,2% delle preferenze. Più di 14 punti percentuali su Ferrandelli (31,36%), addirittura quasi trenta punti di vantaggio su Forello (che si ferma al 16,21%). (ORLANDO VERSO LA VITTORIA - VIDEO)

I palermitani - quei pochi a dire il vero che sono andati a votare (52,58%) - hanno scelto l'esperienza. Per proseguire, come ha ripetuto spesso in campagna elettorale lo stesso Orlando, il lavoro svolto dal 2012 al 2017. "Indietro non si torna, il cambiamento non deve essere fermato. Io sono partito da Palermo capitale della mafia e oggi è capitale della cultura". Un altro cavallo di battaglia di Orlando, riuscito anche nell'impresa di mettere all'angolo i partiti. Costretti - Pd in testa - a rinunciare ai simboli. A risultato acquisito è arrivato il ringraziamento anche ai dem: "Facendo un passo indietro hanno contribuito alla vittoria".

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Orlando comunque rimane un sindaco senza partito, alfiere "di un civismo politico che è alternativo ai velleitarismi e alle logiche soffocanti degli apparati". Un modello che può essere esportato, innanzitutto alle Regionali. Orlando però si è spinto oltre: "Da Palermo, arriva un segnale molto chiaro all'intero Paese, ovvero che il mondo è cambiato. Chi non lo comprende rimane o chiuso dentro una scatola dell'apparato o in piazza a protestare senza governare". Riferimento quest'ultimo, neanche troppo velato, al Movimento Cinque Stelle. Già, i grillini. Forse più di Ferrandelli la vera delusione di queste elezioni amministrative sono i pentastellati. "Volevamo vincere, ci aspettavamo di più". Ugo Forello non ha nascosto l'amarezza, compensata solo in parte dal successo della lista. "Saremo quasi sicuramente il primo gruppo a Sala delle Lapidi, rispetto al 2012 abbiamo quadruplicato i consensi". Forello ha promesso "un'opposizione intransigente in Consiglio comunale", a maggior ragione se in Aula ci sarà "una maggioranza debole e frastagliata". 

Intanto c'è da smaltire la batosta. Idem per Ferrandelli, che a caldo non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Non sono rimasti in silenzio gli avversari. Quasi uno scherno il tweet di Fausto Raciti, segretario regionale del Pd: "Un caro abbraccio a Ferrandelli, il Micròn di Palermo". Una battuta che smonta il parallelismo fatto dallo stesso Ferrandelli tra il suo movimento - "I Coraggiosi" - ed "En Marche", il partito del neo-eletto presidente della Francia Emmanuel Macron. Ferrandelli dal canto suo, prima di fare l'analisi definitiva di queste elezioni, ha annunciato: "I presidenti stanno facendo il riconteggio, c'è stata molta confusione ai seggi. Di questo passo, sapremo i risultati martedì. Con dati alla mano, però, qualora dovessero esserci delle anomalie chiederemo il riconteggio". L'ennesima coda polemica di queste elezioni?

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