Sabato, 23 Ottobre 2021
Elezioni comunali 2017

Elezioni, aut aut di Orlando: "No ai listoni, partiti facciano un passo indietro"

Il sindaco mette in chiaro che le liste della sua coalizione "non saranno riconducibili a esperienze di governo nazionale e regionale". E avverte: "Chi non ci sta è fuori dall'alleanza". Un messaggio rivolto tanto Pd ed Ncd quanto a Sinistra Comune

No a listoni riconducibili a esperienze di governo nazionale e regionale, ma una pluralità di presenze in tutte le liste. Parola d’ordine: “contaminazione”. Leoluca Orlando lancia un nuovo appello ai partiti che intendono sostenere la sua ricandidatura a Palazzo delle Aquile. “Nella mia coalizione non ci saranno simboli di partito. Chiedo a tutte le forze politiche un passo indietro, per farne due avanti”. Così il Professore, che avverte: “Chi non ci sta sarà fuori dall’alleanza”.

L’aut aut arriva dopo i malumori di Sinistra Comune (soggetto politico che include Rifondazione comunista e Sinistra italiana) nei confronti degli alfaniani di Ncd. In sala Giunta, dove si tiene la conferenza stampa, spicca l'assenza degli assessori in quota Prc Giusto Catania e Barbara Evola; presenti invece in blocco i consiglieri comunali e il "fedelissimo" Fabio Giambrone.

A scanso di equivoci, Orlando ribadisce la dimensione civica della sua candidatura. “Confermo che il mio partito si chiama Palermo”. Un messaggio rivolto tanto a chi ha già condiviso gli ultimi cinque anni di amministrazione comunale, tanto a chi come il Pd o Ncd vorrebbe aderire a quella che Orlando stesso definisce “un’esperienza politica eversiva e governativa”. Sì, perché – spiega il sindaco – in vista “non c’è un’elezione nazionale o regionale, ma una competizione amministrativa per Palermo. Se poi c’è chi alle Regionali o Nazioni vuole sostenere qualche partito, la questione non mi riguarda”.

Ciò che invece riguarderà Orlando da vicino sarà la composizione delle liste. Che saranno senza simboli e con candidati eterogenei, anche provenienti da esperienze diverse. Ipocrisia? “No”, risponde seccamente il primo cittadino. “Per la prima volta s’inverte un rapporto: non saranno gli apparati di partito a decidere, ma i cittadini. Il tema sarà la qualità dei candidati, che sarà responsabilità personale del sindaco”.

Insomma, un intervento a gamba tesa sui partiti per evitare listoni o qualsiasi tipo di “bollo” identificativo. “Esamineremo assieme i candidati sotto il profilo etico – corregge parzialmente il tiro il sindaco – ognuno di noi sarà responsabile. Attendo di sapere chi ci sta e chi no”. Nell’attesa che arrivi la risposta dei partiti, a partire dal Pd, Orlando lancia un invito agli elettori, “anche a coloro che ritengono di essere antisistema e che guardano con simpatia al M5S: qui c’è qualcuno che è antisistema e che al tempo stesso vuole risolvere i problemi. Qualche volta sono tentato da delirio d’onnipotenza – conclude –. Se però ascolti le tue mire espansionistiche rischi di mettere in discussione il patrimonio che hai. Nessuno cambierà lo scenario politico-culturale di questa esperienza, anzi lo dobbiamo rafforzare”.

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