Orlando contro il cielo: "E' l'ultima volta che mi candido, no al ritorno della palude"

Sulle note di Ligabue e de "Il meglio deve ancora venire", il Professore ha aperto l'incontro coi cittadini alle ex officine Sandron. Messaggio a Ferrandelli: "Si vergogni chi vuole tornare ai Ciancimino, al 'sacco di Palermo', ai Cammarata. State attenti..."

Orlando protagonista alle ex officine Sandron - foto PalermoToday

"State sereni... questa è l'ultima volta che mi candido sindaco di Palermo". Sulle note di Ligabue e de "Il meglio deve ancora venire", Leoluca Orlando apre con una battuta (in caso di elezione dopo il secondo mandato non si potrebbe ricandidare) l'incontro coi cittadini alle ex officine Sandron. Una convention politica, nel vivo della campagna elettorale, che richiama un gran numero di palermitani. Gente comune soprattutto, con i candidati a Sala delle Lapidi in prima linea.

Ci sono anche gli orlandiani storici come Emilio Arcuri e Cesare Lapiana, i consiglieri uscenti Totò Orlando e Pierpaolo La Commare; e i nuovi orlandiani: ex esponenti di centrodestra come Mimmo Russo e Gerlando Inzerillo.

Malgrado il vento in poppa dei sondaggi - secondo Pagnoncelli, Orlando potrebbe ottenere il 45% dei consensi e vincere al primo turno - il sindaco uscente predica prudenza: "Questi numeri aiutano, ma continuate a impegnarvi - dice al suo elettorato - perché ancora non si è votato". Orlando ribadisce che "bisogna mettere in sicurezza il cambiamento culturale degli ultimi cinque anni" ed evitare il "ritorno della palude". Un refrain della sua campagna elettorale: "Abbiamo costruito un palcoscenico, non vogliamo che arrivino i selvaggi a smontarlo. Non dobbiamo tornare ai tempi in cui ci vergognavamo di essere palermitani. Si vergogni chi vuole tornare ai Ciancimino, al 'sacco di Palermo', ai Cammarata. State attenti a chi si fa manovrare dai burattinai". Riferimento questl'ultimo neanche tanto velato a Ferrandelli. 

Orlando ha passato poi in rassegna i riconoscimenti ottenuti dalla città: il sigillo dell'Unesco sul percorso Arabo-normanno, Palermo Capitale italiana della Cultura e dei Giovani. "Nessuno ce li ha regalati - sottolinea - sono successi indiscutibili. Così come il risanamento delle Partecipate. Anche tra di voi c'è qualcuno che mi ha insultato quando i lavoratori dei Gesip e Amia scioperavano. Oggi ci sono Reset e Rap, il passato è un ricordo vergognoso".

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Dopo aver fatto un plauso a partiti e movimenti che lo appoggiano nella corsa a Palazzo delle Aquile, Orlando ha ribadito: "Il mio partito è e rimarrà Palermo, a garanzia di tutti". 

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