menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il comitato elettorale di Md Alamin dopo il raid subito

Il comitato elettorale di Md Alamin dopo il raid subito

Bottiglie contro sede di Md Alamin: "Sono angosciato, mi minacciano di morte"

Una vetrata rotta in mille pezzi e una comunità sotto shock, nel mirino il candidato al Consiglio comunale: "Ci siamo buttati a terra per ripararci, vivo con la paura di subire un nuovo attacco". Sinistra Comune: "A preoccupare è la tempistica in piena campagna elettorale"

Un misterioso raid a pochi giorni dalle elezioni. Nel mirino finisce il candidato al Consiglio comunale Md Alamin, in corsa con Sinistra Comune. E' successo ieri sera, intorno alle 20, quando ignoti hanno lanciato due bottiglie di birra ancora piene davanti al comitato elettorale di Alamin in via Ugo Amico, al Massimo. Una vetrata rotta in mille pezzi e una comunità sotto shock. Un’aggressione “inaccettabile” secondo i portavoce di Sinistra Comune, "preoccupati per il clima xenofobo e razzista che si sta alimentando in campagna elettorale".

Non è la prima volta, infatti, che Alamin subisce attacchi, non ultimo il caso del candidato di Salvini, Francesco Vozza, querelato per istigazione all’odio razziale sia da Alamin che da Sinistra Comune. "A preoccupare è la tempistica in piena campagna elettorale, anche alla luce del fatto che negli ultimi 7 anni di attività nel centro storico Alamin ha sempre avuto un ottimo rapporto col suo quartiere e con la città", dicono da Sinistra Comune. 

Alamin, origini bengalesi, vive a Palermo da quando ha 5 anni. Ha sporto denuncia già ieri sera, informando le forze dell’ordine sull’episodio. “D’istinto – ha raccontato agli investigatori – io, mio fratello e due clienti ci siamo buttati a terra per ripararci, non riportando in tal modo alcun danno fisico”. “Abito nei pressi del Caf – ha spiegato alla polizia – e non ho mai subito atti di razzismo. Solamente da metà maggio, da quando cioè mi sono candidato come consigliere comunale, ho cominciato a ricevere su Facebook pesanti commenti, molti insulti e persino minacce di morte. Ho avuto paura per me, per mio fratello e per i due clienti che si trovavano nei locali. Sono molto preoccupato ed angosciato, temo per me e per la gente che mi circonda. Vivo con la paura di subire un nuovo attacco”.

Per questo secondo i portavoce di Sinistra Comune “se questo grave episodio si rivelasse connesso alle aggressioni verbali di stampo razzista che Alamin ha ricevuto, sarebbe un attacco contro la nostra città tutta intera. Palermo è una città sicura perché ha costruito la sua “anomalia” politica, in un mondo sempre più insicuro e razzista, anche sull’accoglienza e la non discriminazione. Valori che Sinistra Comune si impegna a difendere e rendere sempre più concreti, perché la sicurezza si costruisce per noi solo attraverso la garanzia dei diritti di tutte e di tutti”.

Sulla vicenda interviene anche Igor Gelarda, candidato capolista al Consiglio comunale per Movimento Cinque Stelle: "L’intimidazione a è un gesto vile, ignobile, ma piuttosto che all’ombra del razzismo va inquadrato nel clima più generale di insicurezza e illegalità in cui sta sprofondando Palermo negli ultimi tempi”. Gelarda aggiunge: “Esprimo solidarietà a MD Alamin e alla comunità bengalese a nome mio e del Movimento Cinque Stelle – aggiunge Gelarda - con il pensiero rivolto a tutti gli stranieri che hanno deciso di vivere a Palermo condividendo le nostre tradizioni, la nostra cultura, nel rispetto dell’identità di ogni popolo. Ho parlato al telefono con Md Alamin – conclude Gelarda – e gli ho assicurato che il Movimento Cinque Stelle è pronto a scendere in piazza al suo fianco”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento