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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Elezioni comunali 2017

Amministrative 2017, Lo Cacciato: "Ecco le ragioni del mio impegno"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La passione per la politica è sempre stata presente nella mia vita, quando sin da giovanissima partecipavo attivamente all'interno della scuola alle attività degli organi studenteschi, ma la militanza vera e propria in un partito è iniziata nel 1997. Racconto volentieri della mia vita e della mia esperienza di donna di partito e di istituzione, perché fa bene a me fermarmi un attimo a raccogliere le idee e fare i conti con una vita di impegno civile, ma soprattutto credo sia giusto trovare luoghi di condivisione con altre donne per raccontare le gioie, i dolori, le difficoltà e le esaltazioni di una vita molto difficile per le donne ma anche appagante in termini di crescita intellettuale e di affermazione personale.

Se oggi rivolgo lo sguardo all'inizio della mia esperienza, sento di poter dire che ho percorso un bel pezzo di strada ma che, nonostante la stanchezza, non posso lasciare il mio compito perché purtroppo la politica non è ancora oggi luogo delle donne e per le donne. La politica è ancora governata dagli uomini che impongono i loro modi ed i loro tempi completamente diversi se non addirittura opposti a quelli delle donne e che non accettano e non sopportano l'idea che una donna possa avanzare delle idee nel percorso politico. La politica è servizio, la politica è il luogo della elaborazione di idee di buon governo, la politica si può solo praticare tenendo la schiena diritta e la testa alta.

Tiziana Lo Cacciato-2Racconto volentieri altresì della solidarietà di mio marito e dei miei figli, del loro esserci sempre a condividere con me gioie e dolori. L'esperienza della mia famiglia ha fatto sì che i miei figli crescessero con un grande rispetto per il lavoro della donne che devono quasi sempre superare i pregiudizi e gli ostacoli dentro e fuori le mura domestiche, perché la politica della parità e della rappresentanza di genere, non è ancora culturalmente radicata in questo nostro Paese; sono infatti convinta che ogni donna, che per molti buoni motivi è riuscita a realizzare almeno una parte dei suoi progetti, ha il dovere prioritario di farsi carico di chi, per altrettanto buoni motivi, è rimasto indietro.

La nostra società oggi, in piena crisi economica e sociale, sta investendo sempre meno in tutte quelle strutture di supporto che dovrebbero appoggiare il lavoro di cura delle donne, il lavoro di cura che riguarda i bambini e gli anziani. La nostra città e, in special modo, il nostro territorio sono sempre carenti per quanto riguarda gli asili nido ed i centri di assistenza per gli anziani. In entrambi i casi quando queste strutture sono presenti sul territorio hanno prezzi inaccessibili. Per ciò occorre pensare ad investimenti che ne realizzino le strutture ed a politiche di facilitazione all'accesso. L'importanza delle donne in politica e di qui nelle istituzioni diventa, in ragione dei temi che ho appena enunciato, fondamentale.

Chi potrà farsi carico dei problemi delle donne, chi potrà veramente capire l'anima delle donne se non le donne, chi potrà farsi carico delle loro aspettative e dei loro progetti di vita? Delle donne e del diritto di rappresentanza si è occupata l'Europa, gli Stati nazionali, si sono scritte leggi, convenzioni, circolari. Ma ciò non basta! Deve cambiare una cultura, deve cambiare un modo di pensare, deve cambiare l'organizzazione sociale, insomma deve cambiare l'immagine della donna che oggi, ad esempio, offre il sistema mediatico, soprattutto televisivo, che porta ad un avvilimento della condizione femminile. Occorre, pertanto, vigilare affinché a tutti i livelli, a partire da quello della politica e delle istituzioni le donne trovino il giusto spazio.

Le ragioni del mio impegno. Sono convinta che il nostro territorio abbia la capacità di mettersi di nuovo in discussione e che sia pronto per un grande cambiamento. Per far ciò il territorio ha bisogno, innanzi tutto di maggiore libertà e di persone che sappiano interpretare questo bisogno oltre la retorica, nella pratica di tutti i giorni: ascoltando i cittadini di tutte le idee politiche e discutendo con loro, prima ancora che nelle segreterie dei partiti. Credo, per questo, di conoscere bene la nostra comunità, i complessi meccanismi dell'amministrazione pubblica, i rispettivi problemi, i limiti e le risorse. E credo, avendo già fatto una buona esperienza politica di avere molte energie da mettere in campo, idee da confrontare e, se me lo consentite, sogni da realizzare per il bene della nostra città.

Credo altresì che ci sia un forte bisogno, in questo momento di crisi così particolare, di rappresentanti che antepongano gli interessi del territorio a quelli partitici. E sono anche convinta che occorra adottare un metodo di lavoro nuovo che si fondi sul superamento di ogni retaggio di isolazionismo politico e territoriale, che punti sul dialogo con i cittadini, con le parti sociali, con le associazioni di categoria, con il mondo del lavoro per mettere in campo progetti condivisi, coordinati e di ampio respiro. E spero, quindi, di saper interpretare queste esigenze.

Le mie proposte. Il nostro territorio è abituato ad affrontare momenti di crisi, anche profonda. Ma quella che stiamo vivendo assume di giorno in giorno caratteristiche straordinarie e tali da prefigurare un vero e proprio passaggio epocale. Il territorio si è completamente modificato nel corso degli ultimi anni ed ora stiamo vivendo la fase più delicata. Una fase in cui, con molto ritardo, anche noi ci troviamo a fare i conti con gli effetti dei mutamenti dell'economia. Purtroppo, in questa fase si è creduto di potere proseguire ad oltranza con la politica dei progetti a breve termine o addirittura con la mancanza di progettualità, affrontando le crisi troppo spesso attraverso radicalismi oramai fuori dal tempo il cui risultato è oggi sotto gli occhi di tutti.

Credo che la grande maggioranza dei cittadini abbia la consapevolezza che, per tentare di uscire dal tunnel in cui ci troviamo, occorre una profonda revisione del modo di pensare ed affrontare i problemi. Occorre dare il via ad una nuova stagione di progettualità che vada ben oltre le scadenze elettorali. Occorre sapersi muovere nei nuovi scenari, ascoltare davvero le forze più vive del nostro territorio, avere la forza di trasformare la crisi in opportunità, il coraggio di cogliere, anticipare ed assecondare la voglia di cambiamento, allontanando gli spettri della rassegnazione e del vittimismo.

Recuperare un ruolo determinante nelle decisioni che riguardano il nostro territorio. Non subire più le scelte degli altri, ma essere noi stessi i registi dello sviluppo. Occorre, quindi, farlo in modo nuovo, facendo sentire la voce di chi vuol cambiare, nei luoghi dove si prendono le decisioni sempre nell'interesse della nostra comunità. Queste sono, a mio parere, le priorità da inserire nell'agenda di lavoro e gli obiettivi su cui puntare ponendo maggiore attenzione ai problemi del nostro territorio.

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