La Vardera, l'ex Iena targata Salvini-Meloni: "Io uomo di destra, farò lo sconzajuoco"

Il ragazzo dal ciuffo rosso, 23 anni, è il più giovane tra i candidati a sindaco. "Siamo noi il vero centrodestra, Palermo laboratorio politico in vista di Regionali e Nazionali". Più cultura nelle periferie e lotta agli abusivi: "Faremo una cooperativa comunale di parcheggiatori legali"

Ismaele La Vardera

Prosegue su PalermoToday la serie di interviste ai candidati sindaco per le prossime elezioni comunali dell'11 giugno. Dopo Ciro Lomonte e Nadia Spallitta, è il turno di Ismaele La Vardera che corre sostenuto da Noi con Salvini, Fratelli d'Italia e Il Centro Destra.

Si professa uomo di destra. E a destra ha trovato due “sponsor” d’eccezione: Matteo Salvini, leader della Lega Nord, e Giorgia Meloni, numero uno di Fratelli d’Italia. Malgrado il sostegno di big nazionali, però, quella di Ismaele La Vardera è - come lui stesso ama ripetere (tanto da averne fatto un refrain in campagna elettorale) - la sfida di “Davide contro i Golia della politica”.

Il ragazzo dal ciuffo rosso (copyright Salvini) o se preferite il Dybala dei candidati sindaco (copyright La Russa), che ha scelto di muoversi in città a bordo di una moto ape, ha dovuto effettuare più d’uno slalom per aggirare gli incidenti di percorso: dal programma in parte copiato dal sindaco di Segrate alle recenti frasi razziste di Francesco Vozza, candidato nell’unica lista (“Centrodestra per Palermo”) che lo appoggia. A chi gli ha rimproverato di essere troppo giovane e troppo inesperto, ha risposto che “il sindaco non lo sa fare”, ma che ogni tanto serve uno “sconzajuoco”.

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Un po’ Gian Burrasca, un po’ “Iena”, La Vardera - 23 anni, il più giovane tra i candidati a sindaco - si è messo in testa di debellare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi “attraverso una cooperativa comunale di parcheggiatori legali”. È questa una delle proposte elaborate con la sua squadra. Di cui fanno parte anche i cinque assessori già designati: Davide Gentile (in quota Fdi) è stato scelto per le Politiche giovanili; il comico Totò Borgese (famoso per la trasmissione “Gigi e la maestra”), nella vita di tutti i giorni insegnante di educazione fisica, per lo Sport; Benedetto Zoccola, vicesindaco di Mondragone (iscritto al Pd) per i Rifiuti e l’Ambiente; Carmelo Caruso, dal 2001 al 2011 direttore del Conservatorio, per la Cultura; Luigi Scalzo, presidente del forum famiglie, per l'assessorato alla Famiglia.

Come e perché è nata la candidatura a sindaco di Palermo?
“La mia candidatura è un atto d’amore per la città. Per motivi di lavoro, da diversi anni mancavo da Palermo. A luglio scorso i Comitati civici hanno tirato fuori fuori il mio nome e diverse realtà mi hanno chiesto di scendere in campo. Ho così voluto lanciare un messaggio generazionale forte: la politica è distante dai giovani e non può ricordarsi di noi solo quando si deve votare”.

C’è chi sostiene che l’accordo con Salvini sia stato un finto balletto: ovvero che tutto era già deciso in partenza…
“Nessun balletto. Ci sono state delle difficoltà oggettive. Tuttora con la coalizione che mi sostiene c’è una discussione continua su certi temi. Con Salvini ho avuto uno scontro frontale, poi però ci siamo incontrati. Matteo ha risposto uno per uno ai miei dubbi: alla fine ha prevalso il buon senso e la volontà di portare avanti una coalizione di centrodestra che sia unita”.

A proposito di centrodestra: più volte il suo schieramento ne ha rivendicato il copyright. Perché questa insistente sottolineatura in un’elezione amministrativa dove, come sempre più spesso accade, le identità politiche sono più “liquide”?
“Siamo di fronte a un finto civismo, a liste farlocche che prendono in giro gli elettori. Il Pd diventa Dp. La verità però è che Orlando, per fare un esempio, sta con Crocetta, che in questi anni ha bersagliato di attacchi. A Palermo, inoltre, un centrodestra che non c’è più ha deciso di appoggiare Ferrandelli, un candidato che viene dalla sinistra. Siamo noi il vero centrodestra. Noi non prendiamo in giro gli elettori, ci presentiamo con i partiti e i loro simboli”.

Noi Con Salvini e Fratelli d’Italia per la prima volta si misurano in una competizione elettorale a Palermo. Come si dice in gergo politico dovranno “pesarsi”. In questa situazione non si sente un “contenitore” da riempire?
“La fusione, o meglio l’alleanza, tra Noi Con Salvini, Fratelli d’Italia e centrodestra è una sorta di prova generale di ciò che accadrà a livello nazionale. Palermo, ancora una volta, sarà un laboratorio politico. Io non mi sento usato, anzi sono orgoglioso - proprio perché ho sempre avuto idee di destra - di essere protagonista di questo esperimento politico. La destra sarà l’ago della bilancia a livello comunale, regionale e nazionale”.

Per la sua campagna elettorale ha detto di avere un budget di 25 mila euro: le sono bastati o i partiti sono intervenuti in suo soccorso?
“Finora ho speso circa 12mila euro, meno di quanto preventivato. I partiti, eccetto il loro prezioso apporto burocratico, non hanno messo un euro. Eccetto il Centro destra che ha speso 5mila euro per le affissioni. Tutto comunque è pubblicato sul mio sito. Sulla provenienza dei finanziamenti degli altri candidati invece c’è un silenzio assoluto. Mi rivolgo a loro: avete paura? Dite chi vi ha dato i soldi. Io un’idea ce l’ho e la dirò a chi di dovere”.

In uno dei dibattiti tra candidati sindaco, in tema d’immigrazione ha detto che “prima vengono i palermitani”…
“Palermo e la Sicilia da sole non si possono caricare i costi dell’accoglienza. I rifugiati e i richiedenti asilo vanno aiutati, lo Stato e l’Europa però devono fare di più. Io sono per i corridoi umanitari e credo che sia un diritto sacrosanto accogliere chi scappa da guerre e carestie. Orlando ha fatto dell’accoglienza un punto cardine della campagna elettorale. Ma alle nostre periferie abbandonate, ai palermitani poveri chi ci pensa? Io credo che prima bisogna sconfiggere la povertà nei nostri quartieri”.

Girando a bordo della sua moto ape che città ha scoperto? E dove si vorrebbe intervenire prima qualora diventasse sindaco?
“Ho notato uno scollamento tra l’istituzione Comune e i cittadini. Un abbandono totale delle periferie: esiste una città di serie A e un’altra di serie B. La prima tappa nei quartieri l’ho fatta a Brancaccio: ho scoperto che il Comune, così come la Regione, rischiano di fare chiudere il Centro Padre Nostro perché non gli erogano risorse dovute. Ecco questo è il risultato dell’antimafia parolaia di Orlando. Un punto di riferimento per bambini e soggetti deboli viene abbandonato. Per incidere positivamente in questi contesti bisogna partire innanzitutto dalla cultura. Chi l’ha detto che si può fare cultura solo in centro? Purtroppo la gente che vive nelle periferie viene cercata solo per il voto. Mi arrivano voci che nelle borgate ci sia il solito mercimonio. Sto verificando alcuni fatti, se avrò le prove non esiterò a denunciare”.

Da un’indagine condotta dall’istituto Ixè per conto di PalermoToday emerge che la priorità dei palermitani per il futuro della città sia lo sviluppo economico. Come può un Comune creare sviluppo economico?
“Il modello Orlando del Comune che dà posti di lavoro precari saturando la macchina amministrativa è fallimentare. La chiave di volta è l’apporto dei privati: il Comune deve sostenere le imprese che vogliono investire, cosa che finora non ha fatto. Si potrebbero dare in concessione a privati immobili nella disponibilità del patrimonio comunale per aprire attività turistiche, penso ad esempio dei B&B sociali: un modo per mettere a reddito beni abbandonati e al contempo creare posti di lavoro. Il turismo deve diventare un’industria: a questo settore oggi vengono destinati meno di 15 milioni di euro del bilancio comunale”.

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Parcheggiatori abusivi, inquinamento e mobilità: tre problemi atavici di Palermo, qual è la sua ricetta per risolverli?
“Sui parcheggiatori abusivi il recente decreto sicurezza del governo nazionale, che prevede il Daspo, è solo un palliativo. Per combattere questo fenomeno, che rappresenta un vero e proprio pizzo, serve ben altro. La mia soluzione è ridurre drasticamente le strisce blu e affidare gli stalli a una cooperativa di parcheggiatori riconosciuti sotto il controllo del Comune. Ciò non significa sanare chi oggi opera abusivamente. Perché chi ha precedenti penali non potrà fare parte di questa coop. Noi intendiamo invece far lavorare chi ha davvero bisogno, padri di famiglia disoccupati, in condizioni di legalità. Basta con l’ipocrisia di certi palermitani che gridano al pizzo e poi si rivolgono agli abusivi per trovare parcheggio. E basta con gli abusivi che speculano sulle zone blu, come avviene anche a piazzale Ungheria. A tal proposito cosa sta facendo il sindaco? Noi proponiamo una soluzione, sarà criticabile ma è qualcosa. Sui trasporti dico che il tram non basta e il numero dei bus è inadeguato, andrebbero raddoppiati. La Ztl poi così com’è non va bene, non a caso sotto elezioni Orlando ha fatto una parziale retromarcia sui divieti. L’inquinamento si combatte con più mezzi pubblici e parcheggi che consentano di usare meno le auto private”.

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