Elezioni comunali 2017

Dall'opposizione alla corsa a sindaco, Spallitta: "Cambiamo 'genere' di politica"

Unica donna tra gli aspiranti alla poltrona di primo cittadino, la vicepresidente di Sala delle Lapidi sogna "una città più verde". Ispiratrice del ricorso contro la Ztl, auspica "un cambiamento radicale". Orlando e Ferrandelli? "Rappresentano sistema di potere degli ultimi decenni"

Prosegue su PalermoToday la serie di interviste ai candidati sindaco per le prossime elezioni comunali dell'11 giugno. Dopo Ciro Lomonte, oggi tocca a Nadia Spallitta, che "corre" alle amministrative con il sostegno dei Verdi e del comitato "Palermo città futura".

E' l'unica donna tra i candidati a sindaco. Dopo due consiliature consecutive a Sala delle Lapidi ha deciso di fare il grande salto: "Per obbligo di coerenza - dice - e perché disorientata dalle commistioni tra centrodestra e centrosinistra". Nadia Spallitta, professione avvocato, oppositrice indefessa delle varianti urbanistiche, sogna "una città con più verde". Non a caso si è candidata con gli ambientalisti dei Verdi e con il sostegno del comitato "Palermo città futura", che lei stessa ha contribuito a fondare. I suoi detrattori l'hanno definita la "signora del no" in Consiglio, un'etichetta che lei rifiuta perché - afferma - "ho sempre fatto un'opposizione costruttiva". Vicepresidente uscente dell'assise cittadina, eletta da indipendente con Idv, non ha resistito molto nella maggioranza: a consiliatura in corso ha infatti abbandonato gli orlandiani diventando una spina nel fianco dell'amministrazione comunale. E' lei l'ispiratrice del ricorso al Tar contro la Ztl e di altre battagliere iniziative.

"SOGNO UNA CITTA' PIU' VERDE": LA VIDEO INTERVISTA

Perché ha deciso di candidarsi a sindaco?
"Credo che sia arrivato il momento di tentare con coraggio un cambiamento radicale della città rispetto ai sistemi di potere che l'hanno amministrata negli ultimi 40 anni. Orlando e Ferrandelli sono le due facce diverse della stessa medaglia: rappresentano quegli schieramenti che si sono alternati al governo di Palermo negli ultimi decenni. Io, per coerenza, sto portando avanti i miei valori. La candidatura coi Verdi è una scelta naturale, in linea con l'azione politica che ho svolto negli ultimi 9 anni. Sono notorie le mie battaglie a tutela dell'ambiente e del territorio. Sono stata tra i promotori e fondatori del parco Uditore, oggi autogestito e affidato alla libera fruizione della collettività. Sono convinta che la tutela della salute e delle nostre bellezze passi attraverso l'aumento delle aree verdi - ricordo che in Consiglio giace la mia proposta su villa Turrisi - e degli orti urbani. Nel mio programma è prevista la figura del 'nonno agricoltore', per fare in modo che certi saperi vengano trasmassi ai giovani. La cura e il rispetto dell'ambiente è fondamentale in una città dove le costruzioni hanno sforato l'indice massimo di consumo del suolo. Pochi sanno comunque che quando si parla dei Verdi si parla anche di innovazione tecnologica, ricerca scientifica, energie alternative: dallo sviluppo di questi ambiti è possibile creare nuova occupazione e trattenere i tanti giovani che decidono di emigrare. Il mio slogan è 'cambiamo genere di politica': la candidatura di una donna può rappresentare un rottura culturale e democratica. Eccetto una breve parentesi di Elda Pucci, Palermo non ha avuto un sindaco donna".

IL SONDAGGIO: SETTE CANDIDATI A SINDACO, PER CHI VOTERESTI OGGI?

A bassa voce, però, c'è chi dice che la sua candidatura sia nata per sottrarre voti ad Orlando?
"Non intendo sottrarre voti a nessuno. La mia è una candidatura autonoma, indipendente e, lo ripeto, di rottura".

Ad un certo punto si era proposta anche al Pd?
"Ho dato la mia disponibilità, ma non come candidatura personale. Dopo che il Pd ha fatto opposizione ad Orlando, era naturale che esprimesse una posizione alternativa, una proposta nuova. Io credo nella coerenza: evidentemente il Pd, con cui ho fatto una breve esperienza, ha fatto altri calcoli..."

Che voto dà all'amministrazione Orlando? Qual è il suo giudizio sui principali provvedimenti che ha attuato?
"Sufficiente, 6. Non mi sento di dire che tutto è stato negativo. Non è vero. Il professore Orlando è un uomo di spessore, di grossa levatura culturale. Aggiungo che è stato un grande politico. Sono però delusa dopo questi cinque anni: mi aspettavo un rilancio socio-economico, che nei fatti non c'è stato. Palermo è una delle ultime città d'Italia per qualità della vita e dei servizi: a dirlo non sono io, ma le statistiche. Tuttavia ho condivisio parte del percorso dell'amministrazione Orlando. Le pedonalizzazioni ad esempio sono state una cosa buona, anche se andavano accompagnate da più servizi. La designazione di Palermo a capitale italiana della cultura ci consegna un'immagine positiva all'esterno. Siamo capitale dei giovani, anche se ciò potrebbe apparire come una contraddizione alla luce dei dati sull'emigrazione giovanile. Orlando ha lavorato bene nella promozione della città al mondo esterno, ma non basta. Questa Giunta ha collezionato vari flop: le questioni urbanistiche sono rimaste irrisolte e le periferie sono state marginali nelle scelte dell'amministrazione uscente. Non possiamo pensare che la città si possa limitare al centro".

In Consiglio comunale è passata dalla maggioranza all'opposizione: quali sono i motivi che l'hanno indotta a questa scelta?
"In Aula, al di là dei ruoli dichiarati, succedono cose diverse. Strane. Non ho condiviso le scelte urbanistiche, alcune delle quali in prosecuzione di quanto tracciato dall'amministrazione Cammarata. E' il caso dei Pruust, che sono stati delle vere e proprie varianti urbanistiche sotto mentite spoglie. In generale, la Giunta Orlando non ha attuato in Consiglio il programma per cui è stata eletta. Per questo mi sono dissociata, ma sempre in modo costruttivo. Non ho mai fatto un'opposizione demolitoria".

La battaglia più forte è stata contro l'entrata in vigore della Ztl. Lei l'ha osteggiata, promuovendo anche il ricorso al Tar. La battaglia giudiziaria però l'ha vinta il Comune: rifarebbe tutto quello che ha fatto?
"Partiamo da presupposto che la Ztl è un buon instituto e serve per contenere l'inquinamento laddove necessario. Sono inoltre del parere che debba essere un provvedimento partecipato, così non è stato. Dico di più: la decisione sulla Ztl non la doveva prendere il sindaco, ma il Consiglio sulla scorta di uno studio fatto da esperti. Così com'è si tratta solo di un provvedimento per fare cassa. La stessa amministrazione ha parlato di tassa occulta. Io quindi la eliminerei, ma un minuto dopo farei un aggiornamento del Piano urbano del traffico per calibrare la Ztl sulle reali necessità della città, contemperando le esigenze di tutte le categorie. Resto convinta che questa Ztl abbia contribuito al depauperamento del centro storico. Non è stata l'unica causa, ma credo che sia pesata molto sulle spalle dei piccoli esercenti ed abbia spostato i palermitani verso i grandi centri commerciali. Per quanto riguarda la battaglia giudiziaria non mi sento sconfitta: prima il Tar e poi il Cga hanno chiesto quei correttivi da noi auspicati, tant'è che la Ztl non è la stessa della prima versione. Lo stesso sindaco ha fatto dei passi indietro, dando ad esempio disco verde alle auto il sabato. Il problema vero è che mancano i servizi: non c'è un piano parcheggi serio e non ci sono autobus a sufficienza. Oggi l'Amat manda in strada 180 vetture, ne servirebbero almeno 700. Si sono sguarnite le periferie. La mobilità dei cittadini non viene garantita. La Ztl è diventata un provvedimento punitivo, proprio perché i cittadini non hanno la certezza di un buon servizio pubblico".

Spallitta 1-2Cosa serve a Palermo per cambiare marcia?
"Le cose da fare sarebbero tante. Prendiamo il decentramento: le Circoscizioni o si eliminano o devono avere poteri e risorse. La macchiana comunale va riorganizzata: è paradossale che i disabili abbiano solo una postazione per le pratiche amministrative. Servono servizi e strutture in ogni quartiere. Le periferie non sono solo luogo di degrado, ci sono delle bellezze che vanno valorizzate, che potrebbero essere fonte di ricchezza: penso al castello di Maredolce, alla Conca d'Oro, ai percorsi pedemontani. La priorità delle priorità è però la crescita economica degli ultimi: fino a quando ci sarà il 46% di povertà, non ci potrà essere sviluppo".

Lei e il segretario dei Verdi, Carmelo Sardegna, avete parlato di "decifit di democrazia" solidarizzando con Tony Troja e denunciato voi stessi la mancata autorizzazione di un gazebo in centro città per la raccolta firme necessaria a presentare la lista. Chi è che vi vuole ostacolare?
"Non mi piace fare la vittima. Ad oggi però, 8 maggio, non abbiamo avuto l'autorizzazione dagli uffici competenti a installare un gazebo. Tant'è che abbiamo dovuto affittare uno spazio privato. Quando un soggetto libero, fuori da strutture di partito consiolidate, incontra queste difficoltà, si fa un danno alla democrazia. Io comunque non mi arrendo, sono convinta che ce la faremo ugualmente a raccogliere le firme per la lista. Ne presenteremo una al Consiglio, in cui sarò capolista, si chiamerà "Spallitta sindaco". Saremo presenti anche in tutte le otto Circoscizioni, alla Prima e alla Quinta ci saranno due liste".

Se non dovesse superare il primo turno, chi sosterrebbe in un eventuale ballottaggio?
"Mi riservo di riflettere dopo l'esito delle risultanze elettorali, magari al ballottaggio ci andiamo noi. E comunque non deciderò da sola, sarà una decisione condivisa con chi mi sta accanto".

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