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Elezioni, I Coraggiosi contro Pif: "Cuffaro nostro stratega? Menzogna per avere applausi"

Nicola Macaione, titolare dell'omonima libreria e candidato nella lista a sostegno di Fabrizio Ferrandelli, risponde così al regista e attore che aveva criticato la compagine che sostiene la candidatura tirando in ballo l'ex governatore

"Cuffaro non è il nostro stratega né riveste un ruolo all’interno della squadra di Ferrandelli". Nicola Macaione, titolare dell'omonima libreria e candidato nella lista dei Coraggiosi, risponde così a Pif. Un lungo post in cui contestare le parole pronunciate dal regista e attore che ha definito l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro come "stratega" della candidatura di Ferrandelli.

"La parola - scrive - è il mezzo di tutti e il motore di ogni cosa. Lavoro da sempre con le parole. Sono un libraio e un editore. Credo quindi profondamente nella libertà di espressione. Per questo accetto le critiche, anche gli insulti, ma non posso tollerare le menzogne e le distorsioni della verità. Le menzogne a cui mi riferisco e che respingo con forza sono quelle pronunciate da Pif durante l’iniziativa che si è svolta a Capaci in ricordo delle vittime delle stragi di Mafia. Io, uomo di popolo e lavoratore intellettuale votato alla rigorosa ricerca del vero, mi sento in dovere di fornire spiegazioni a chi mi sta dimostrando fiducia. Quando ho letto sui giornali le affermazioni del regista palermitano ho provato una morsa di dolore. Secondo Pif, infatti, Totò Cuffaro sarebbe lo stratega di Ferrandelli, nascosto dietro le quinte nelle vesti di regista che manovra il nostro percorso. Ho troppa stima di Pif per poter credere che si sia espresso davvero in questo modo, ma soprattutto mi domando quali siano le basi su cui poggiano le sue affermazioni. Forse Pif è in possesso di dati e informazioni che noi ignoriamo? Se così fosse, vorremmo essere aggiornati".

Secondo Macaione "c’è una sola verità: Cuffaro non è il nostro stratega né riveste un ruolo all’interno della squadra di Ferrandelli. L’ex governatore siciliano ha scontato la sua pena e ha pagato per gli errori commessi, questo non significa che sia stato riabilitato né riscattato, ma è comunque un cittadino libero che ha espresso la sua posizione riguardo le elezioni amministrative, manifestando il proprio consenso a Ferrandelli come candidato a Sindaco di Palermo. Noi ci siamo presi la responsabilità di accettare tale consenso. Un consenso che, sia chiaro, non si traduce in assegnazione di ruoli o altro. Fabrizio Ferrandelli è un uomo libero che crede nella libertà altrui e, in sintonia con il suo percorso di umanista, (percorso che ci accomuna), non ha negato a nessuno la possibilità di esprimersi a suo favore". 

E spiega ancora: "Lo ha fatto con la consapevolezza che tale libertà avrebbe innescato una macchina del fango violenta e aggressiva nei nostri confronti. Nonostante ciò, l’apprezzamento dell’ex governatore è stato accolto alla luce del sole, non dietro porte serrate, all’ombra dei riflettori, nascondendo simboli ingombranti. Lo abbiamo fatto mantenendo ben chiari e definiti i confini e le distanze che ci separano da un passato scellerato. Chi conosce Ferrandelli, dunque, non può credere alle menzogne. Io stesso ho intrapreso il mio cammino con Ferrandelli molti anni fa. Conosco la sua onestà intellettuale, il suo amore per la città, e l’impegno e la passione che hanno caratterizzato il suo cammino. In questi lunghi anni siamo sempre stati vicini, concretamente e non soltanto durante le campagne elettorali, a tutti i cittadini precari, ai disoccupati, e alle vittime delle intimidazioni mafiose. Abbiamo compiuto il nostro dovere, mettendoci la faccia e assumendoci le nostre responsabilità. Come operatore culturale, poi, ho avviato uno spazio dove cultura e politica si sposano e diventano momento di aggregazione vera. Credo, infatti, che la cultura, insieme alla politica, può e deve costituire la forza animatrice di un cambiamento radicale e di una ripresa che coinvolgano tutte le classi. Questo lo crede anche il nostro candidato sindaco, e insieme a noi tutti i coraggiosi che stanno lavorando da mesi per dare vita a un percorso genuino in cui ogni singolo dettaglio diventa importante".

Macaione infine lancia una dura stoccata al regista: "Crediamo nella trasparenza e nella verità. Le parole, in questo contesto, diventano preziose. Vitali. E vanno utilizzate in modo corretto. Lo dico da uomo che ha sempre operato per il bene della verità e della libertà attraverso la divulgazione della cultura. Nessuno è dietro di noi in qualità di stratega. Invito dunque Pif e altri personaggi a provare il contrario attraverso fatti e prove, evitando volgari diffamazioni finalizzate soltanto a raccogliere applausi".

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