Ferrandelli allo Zen: "Mai più periferie, darò dignità alla Palermo abbandonata"

Il candidato sindaco ha deciso di affidare a Rosi Pennino anche la delega alla "Periferie e quartieri": "Renderemo bella tutta Palermo, perché non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B"

Ferrandelli durante l'incontro allo Zen

“Mai più periferie. E’ necessario riqualificare tutti i quartieri abbandonati e dimenticati da questa amministrazione. Per questo motivo ho deciso di affidare a Rosi Pennino anche la delega alla “Periferie e quartieri” perché non deve più esistere una Palermo dimenticata”. Così il candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli durante un affollato incontro allo Zen.

“Insieme a Rosi Pennino  - aggiunge Ferrandelli - renderemo bella tutta Palermo, perché non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Restituire dignità ai quartieri e ai cittadini è una nostra priorità. Insieme ai palermitani costruiremo, a partire dal 12 giugno, una nuova città”.

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“Sono tornata a fare politica, dopo tanti anni di impegno sulla disabilità – dichiara Rosi Pennino - per due motivi: perché con l’assessorato alle Attività sociali Fabrizio mi dava la possibilità di occuparmi di due pezzi del mio cuore: i fragili e gli ultimi, tra cui anche i disabili, e lo Zen di Palermo, il mio quartiere. Avevo giurato a me stessa che, se e quando ce ne fossero state le condizioni, sarei tornata nel mio Zen, in quel quartiere in cui ho lottato per cambiare le cose e farlo crescere. La grande assemblea di ieri è il volto di un quartiere bello, normale che vuole riscattarsi, ed è figlia della rabbia di chi oggi gira per le strade di questi quartieri e si ritrova indietro di vent’anni, in luoghi di solitudine e di abbandono, senza spazi per anziani, senza spazi per bambini o per i giovani. Io voglio rendere normali le periferie di Palermo. E per far ciò occorre una task force che possa restituire spazi adeguati ai bisogni dei cittadini e creare le condizioni per lo sviluppo e il lavoro. Con l’antimafia delle parole non si danno risposte - conclude - un ragazzo deve poter scegliere tra la legalità e l’illegalità e può scegliere solo se ha davanti a sé un'alternativa”.

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