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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Elezioni comunali 2017

Ferrandelli sfida Orlando e attacca il Pd: "Stanno facendo di tutto per allearsi"

Il leader de "I Coraggiosi" ribadisce il "No ai simboli di partito" e spara a zero sull'attuale sindaco e sul suo ex partito. "Quei pochi radical chic dalla pancia piena dovranno dirci come in una notte sia possibile dialogare con i dem. Palermo non merita ambiguità e tatticismi"

Il potenziale asse tra Orlando e il Pd non lo spaventa. Anzi. Per Fabrizio Ferrandelli, candidato sindaco de "I Coraggiosi", "in politica le sommatorie di percentuali non esistono. Certe allenanze, senza un percorso lineare, diventano delle sottrazioni". Forte della sua discesa in campo da indipendente, l'ex deputato regionale dei democratici - che nel 2015 si è dimesso dall'Ars "strappando un assegno da 300 mila euro", come lui stesso dice - passa al contrattacco del Pd e del sindaco Orlando, rei di "ambiguità, accordi da retrobottega e tatticismi". E a chi lo accusa di "flirtare" con il centrodestra rende pan per focaccia. Innanzitutto ribadendo il "no ai simboli di partito" e poi sottolineando che "sono gli avversari del giorno prima che stanno facendo di tutto per allearsi". Ogni riferimento a fatti e persone non è puramente casuale.

"Non ho paura di una sconfitta. E non c'è una comoda poltrona che mi aspetta. Com'è noto io non ho rinnovato la tessera del Pd". Così Ferrandelli nel corso di una conferenza stampa convocata nel nuovo quartier generale di piazza Sturzo, dove ha presentato anche la campagna di comunicazione in vista del battage elettorale. Tre gli slogan principali - "Solo per cambiare", "Solo con i palermitani", "Solo per Palermo" - che campeggeranno nei manifesti con il suo volto. A idearli l'agenzia Strategica, di Carlo Ramo e Irene Sorrente, che alle scorse amministrative ha curato la comunicazione di Leoluca Orlando. Tanto per intenderci quelli dell'ormai famoso "Il sindaco lo sa fare".

E proprio all'attuale primo cittadino, avversario nel 2012 così come nel 2017, Ferrandelli si rivolge. "Sfido Orlando e l'amministrazione comunale ad un confronto pubblico. Non si fa il sindaco di Palermo solo negli ultimi 90 giorni, lo si fa per 5 anni. E Orlando non lo ha fatto. Ecco perché da 30 anni si parla sempre delle stesse cose: gli autobus che non funzionano - dice sventolando un ticket dell'Amat -. Io ogni giorno prendo il bus e ce ne sono alcuni che sono dei carri bestiame; mentre in altre zone della città nemmeno passano. Per non parlare poi della raccolta differenziata rimasta al palo; dei 30mila giovani che ogni anno lasciano la città; dei senzacasa... Se Orlando e i suoi assessori vogliono confrontarsi su temi reali, ne possiamo parlare in un incontro pubblico". Quindi un'altra bordata su Orlando: "Sta usando i fondi del Comune per farsi campagna elettorale, come nel caso dei 120mila euro per i laboratori cittadini e dei 620mila euro per la comunicazione istituzionale".

Il leader de "I Coraggiosi" si muove con disinvoltura sul fronte politico. Piazzando stoccate qua e là. Un po' grillino e un po' orlandiano prima maniera (d'altronde è cresciuto anche alla scuola del Professore), Ferrandelli prova a rompere gli schemi dei partiti. "Quei pochi radical chic dalla pancia piena dovranno dirci come in una notte sia possibile dialogare con il Pd, Orlando ci dica come sia possibile che Crocetta sia diventato in 24 ore un alleato e Lumia interlocutore presentabile, come mai gli uomini di Verdini e Lumia vanno bene. Veramente gli elettori del Pd digeriranno la virata su Orlando fatta in una notte? Digeriranno il comportamento di un segretario provinciale che si è piegato ai vari attaché dei deputati regionali? Amministrare Palermo non è una questione tattica. Chi vive di tatticismi, muore di tatticismi. Che continuino ad usare il manuale Cencelli. Noi stiamo costruendo un percorso nuovo e alternativo?". Ce n'è anche per le altre forze politiche, che Ferrandelli definisce "confuse e divise". "Il Movimento Cinque Stelle - aggiunge - senza avere nemmeno un consigliere comunale, ha più correnti del Pd".  

Di contro, il modello che propone l'ex deputato regionale è quello di un "movimento aperto, di cittadini liberi che si mettono assieme al di là delle appartenenze e delle provenienze". E cita tre nomi su tutti: i consiglieri Salvo Alotta e Antonella Monastra; Totò Cianciolo, ex responsabile della task-force lavoro della Regione ai tempi di Totò Cuffaro. "Nessun imbarazzo, nessuna ambiguità - dice - vogliamo inaugurare una nuova stagione liberi dai retaggi del passato. Abbiamo già liste con più di 100 candidati per il Consiglio e di 300 nelle Circoscrizioni. La nostra è una storia non catalogabile nei canovacci della politica tradizionale".

Non avendo alle spalle i partiti, "I Coraggiosi" stanno finanziando la campagna elettoale all'americana. "Organizziamo delle serate d'incontro, degli aperitivi, delle cene in cui raccoglimo fondi. Tutto tracciabile: abbiamo un conto corrente online con Postepay, chi vuole può fare un bonifico, una ricarica o una donazione in contanti che noi versiamo subito sul conto dopo aver rilasciato regolare quietanza. Si parte da cento euro, ma c'è chi ha dato un contributo superiore ai mille euro. Una campagna elettorale low-cost a carico di chi crede nel progetto", spiega Ferrandelli.

Infine sposta il tiro sui contenuti e sui risultati finora raggiunti da "Palermocrazia", il suo programma elettorale partecipato curato dall'associazione Ttm. "Abbiamo incontrato fisicamente - conclude Ferrandelli - più di 50mila palermitani, abbiamo raccolto le loro istanze e le loro soluzioni. Circa 2.700 indicazioni di proposte. Lo scorso dicembre si è tenuta la prima giornata di partecipazione per la stesura del programma elettorale. Abbiamo lavorato come le formiche, perché vogliamo dire basta alle stagioni delle cicale. Amministrare Palermo è una cosa seria".

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