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Il ritorno di Forza Italia tra quote rosa e codice etico, Miccichè: "Niente minchiate"

Il coordinatore degli azzurri avvisa i candidati: "Legge su voto di scambio è folle, ma va rispettata. Partito si costituirà parte civile contro chi farà reati". Orlando? "Un vecchio computer". Ferrandelli al battesimo della lista: "Abbattute le barriere che ci hanno diviso"

Nel ritorno di Forza Italia - dopo la parentesi tutt'altro che esaltante del Pdl alle scorse elezioni amministrative - c'è un candidato sindaco proveniente dal centrosinistra e una lista che coniuga l'esperienza con l'innovazione. I volti nuovi sono soprattutto nel gentil sesso: più di un terzo, rispetto a quanto stabilito per legge.

A tutti, donne e uomini candidati al Consiglio e alla Circoscrizione il commissario regionale Gianfranco Miccichè lancia un avviso: "Esiste una legge folle sul voto di scambio, ma va rispettata. Siamo tutti intercettati, basta una promessa fatta al telefono e i carabinieri vengono a prenderti a casa. Non fate minchiate. Se qualcuno verrà colto in flagranza di reato, con un sacchetto di spesa o un piatto di pasta, il partito si costituirà parte civile". Una svolta per Forza Italia, che ha passato ai "raggi X" tutti i nomi in lista (casellari giudiziali alla mano) e ad ognuno di loro farà sottoscrivere un condice etico. "Non accettiamo lezioni di legalità da nessuno - rimarca Miccichè - restiamo garantisti, ma stavolta la prudenza è importantissima".

Così l'artefice del 61 a 0 "battezza" i quaranta aspiranti ad uno scranno a Sala delle Lapidi, che dovranno "trainare" Fabrizio Ferrandelli per archiviare l'epopea di Leoluca Orlando. Un candidato, quest'ultimo, che Miccichè definisce "stanco, confuso, sempre incazzato". Un po' come un vecchio computer: questa la metafora scelta dal leader degli azzurri per dipingere il sindaco uscente. "A casa - prosegue - ho un Mac degli anni '80, è bellissimo ma non funziona più. Io non parlo male di Orlando per principio, ha fatto delle cose buone. Dopo 30 anni però va cambiato perché è poco lucido. Tra l'altro se non sorride più un motivo ci sarà. Ferrandelli invece è pieno di ottimismo, ha fatto delle scelte intelligenti come quella sul simbolo, si lascia consigliare. Insomma è il candidato giusto per cambiare aria. A Palermo c'è un'aria stantia, bisogna aprire le finestre, far tornare il sorriso in città. La nostra vittoria è la vittoria di Ferrandelli, non pensiamo solo ai seggi. Quando votate per Ferrandelli pensate di votare per Berlusconi, con il quale a maggio faremo una grande manifestazione, dobbiamo ancora decidere la data".

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L'obiettivo di Forza Italia è superare il 10%. Tra i candidati che sfilano al cinema Gaudium - 250 posti a sedere tutti occupati, tanti i sostenitori rimasti in piedi - nessuno ha dubbi. Il "veterano" Giulio Tantillo azzarda un pronostico: "Quella di Forza Italia sarà la seconda lista con più consensi, subito dietro al Movimento Cinque Stelle. Siamo più forti di tutte le liste di Orlando". Imbarazzo per Ferrandelli? "Nessuno - risponde il capogruppo in Consiglio - lo dovrebbe avere il Pd, che dopo 5 anni d'opposizione si è buttato tra le braccia di Orlando. Per la prima volta in assoluto il Comune di Palermo è indebitato fino al collo, i conti sono in rosso, le Partecipate vanno tutte male eccetto forse Amg e Sispi. Questa amministrazione ci lascia in eredità macerie".

Proprio sui conti del Comune Ferrandelli incentra il suo intervento: "C'è un terremoto, ci aspetta un'operazione da soccorritori. E quando bisogna togliere le macerie tutte le mani sono buone, sia quelle di destra che di sinistra. Questa città merita chiarezza, abbiamo il dovere di dire come stanno le cose. Lo facciamo senza nasconderci, sono felice di essere sotto i riflettori. Abbiamo abbattuto le barriere che finora ci hanno diviso". Queste le parole per spiegare l'alleanza con il centrodestra. Il leader dei "Coraggiosi" le pronuncia con voce pacata, con pochi climax da comizio elettorale. In punta di piedi davanti ad una platea che non è la sua, ma che vuole conquistare attraverso un'alasi politica. "Non importa più da che parte vieni, ma che risposte siamo in grado di dare alla città. L'ho capito quando mi sono dimesso da deputato regionale, perché in rotta con un governo che avevo contribuito a far eleggere. Potevo dunque allearmi con chi sostiene Crocetta e ora sta pure con Orlando?". La risposta è retorica. Ferrandelli insiste sulla "situazione catastrofica della città", che però "vuole reagire. Adesso - aggiunge - abbiamo fatto una smazzata, parte un nuovo gioco. Serve il cambiamento, ma anche l'esperienza: per questo ho scelto l'affidabilità di persone che sanno dove mettere le mani". 

Scorrendo i nomi dei candidati di Forza Italia l'esperienza non manca. E il fatto che sia stata accumulata durante l'era Cammarata diventa un dettaglio per Ferrandelli, secondo cui "la priorità è quella del fare. Ai cittadini è questo che interessa". La voglia di fare non manca ai vari Stefano Santoro, Michele Pergolizzi, Francesca Grisafi - tutti ex assessori di Cammarata - oppure all'ex presidente Gesap Giacomo Terranova, che ha accettato di candidarsi pur sapendo di avere "poche chances".

Tra i volti nuovi Sabrina Figuccia è pronta a raccogliere l'eredità del padre Angelo, consigliere comunale di Forza Italia uscente che adesso "guarda alla legge lettorale nazionale" con l'auspicio "che non ci siano più le liste bloccate". Intanto il passaggio di consegne resta in famiglia. Una famiglia che vive per la politica, diventata negli ultimi anni un brand: Vincenzo, il figlio maggiore è deputato all'Ars; Marco, il più piccolo, proverà a farsi riconfermare alla Quinta Circoscrizione. Consapevole di essere "la più strutturata tra le donne presenti nella lista di Forza Italia", Sabrina spiega: "Abbiamo scelto di non esercitare il voto di genere. Confidiamo in quell'elettorato al quale siamo giornalmente vicini". Dopo i consiglieri uscenti - Tantillo, Melia, Mineo, Federico - è proprio Sabrina a salire sul palco chiamata a gran voce da Gianfranco Miccichè e Giuseppe Milazzo (coordinatore cittadino di Fi che assieme a Ciccio Scoma ha messo a punto la lista), mentre il padre Angelo si lascia andare ad un attimo di commozione. 

La parte "rosa" della lista di Forza Italia annovera anche Adelaide Mazzarino, moglie di Eusebio Dalì (ccordinatore provinciale del partito), già consigliere di quartiere, e Teresa Leto. Una new entry quest'ultima, che "correrà" assieme all'uscente Giuseppe Federico. Tanto che i due hanno fatto persino i manifesti in tandem. Ventiduenne figlia di un commerciante del ramo surgelati, Teresa vuole portare "un po' di freschezza (il calembour non è voluto, ndr) dentro il partito, dando voce ai giovani e alla classe imprenditoriale", pur riconoscendo "il contributo d'esperienza che possono dare i più grandi". Un assist a Federico, con cui condivide l'impegno politico nella periferia di Brancaccio. "Nei quartieri esiste solo Ferrandelli - chiosa il consigliere eletto con Grande Sud - ma Orlando rappresenta il potere, l'avversario da battere".

L'ex deputato del Pd, a detta di tutti i forzisti, è un cavallo vincente. La pensa così pure Renato Schifani, già presidente del Senato: "Abbiamo condiviso il suo progetto di rilancio della città: Forza Italia è sensibile alle spinte provenienti dal territorio. Per Palermo è ora di voltare pagina, siamo molto fiduciosi".

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