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Sabato, 21 Maggio 2022
Elezioni comunali 2017

Ferrandelli non ci sta: "Se emergeranno anomalie chiederemo riconteggio"

Poche parole per il leader dei Coraggiosi, arrivato al comitato elettorale di piazza Sturzo ben oltre le 3 passate: "C'è stata molta confusione ai seggi"

"I presidenti stanno facendo il riconteggio, c'è stata molta confusione ai seggi. Di questo passo, sapremo i risultati martedì. Con dati alla mano, però, qualora dovessero esserci delle anomalie chiederemo il riconteggio". Poche parole strette tra i denti per Fabrizio Ferrandelli, leader dei Coraggiosi, che arriva al comitato elettorale di piazza Sturzo ben oltre le 3 passate. Alcune battute sull'ora tarda, qualche sorriso per smorzare la tensione e la chiusura in camera caritatis con il suo staff al gran completo. Per seguire lo spoglio, dato per dato, in attesa dello scrutinio di tutte le sezioni. "E' prematuro rilasciare qualsiasi dichiarazione, lo farò con i dati finali in mano".

L'ex deputato regionale del Pd, candidato alla poltrona di primo cittadino, ha seguito la prima parte dello spoglio da casa, con la sua famiglia. "Fabrizio non è qui con noi perché è una persona umile e prudente, è un vero e ha delle emozioni. E' un uomo che fa comunità, non è l'uomo solo al comando. Ci bastiamo noi e lui è sereno della nostra presenza". Così Rosi Pennino, assessore designato alle Politiche sociali, aveva commentato la momentanea assenza di Ferrandelli.

A piazza Sturzo, fino a notte fonda, è un viavai di ragazzi: il "popolo" dei Coraggiosi. Acclamano Ferrandelli, urlano il suo nome e borbottano quando Mentana, in diretta su La7, dà Orlando come sindaco soltanto ai primi exit poll. A seguire lo spoglio ci sono gli assessori designati: Alessandro Arnetta (delega all'Innovazione), Giuseppe Todaro (Legalità e Trasparenza), Giuseppe Labita (Programmazione Europea) e l'onnipresente Rosi Pennino. 

Già nel 2012 il rush finale aveva visto in testa Orlando e Ferrandelli. Cinque anni fa, però, il candidato oggi appoggiato da Gianfranco Miccichè e Totò Cuffaro, correva con il Pd. La partita si concluse al primo turno con il professore al 47% dei consensi e Ferrandelli al 17%. Cinque anni dopo, sembra che il finale sia lo stesso. Nonostante l'agognato ballottaggio, quel 32% di preferenze non bastano per spodestare Orlando della poltrona di primo cittadino. "Ogni elezione ha una storia a sé - dice Carlo Ramo, uomo comunicazione di Ferrandelli, lo stesso che nel 2012 ha curato la campagna elettorale di Orlando -. Mi pare inutile inutile fare un parallelo tra l'elezione del 2012 e questa, nella quale c'erano anche coalizioni diverse e storie diverse. I 5 stelle avevano una valenza del 4,9% e adesso ne hanno un'altra. E' giusto aspettare, dunque, anche per non dire cose che potrebbero essere sovvertite tra qualche ora".

Più il tempo passa, però, e più il responso delle urne sembra confermare l'andazzo iniziale. Con Orlando in fuga e Ferrandelli che arranca. Ma i "fedelissimi" del leader dei Coraggiosi stentano a crederci. "Siamo sereni, abbiamo lavorato bene aspettiamo il dato politico reale - spera Arnetta -. In questo momento siamo fiduciosi di poter andare avanti e far diventare Fabrizio Ferrandelli sindaco di Palermo". Pronostico che non trova corrispondenza nei dati provenienti dalle urne, preludio ad un risultato amaro che neppure i cornetti invocati da Ferrandelli riescono ad addolcire.

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