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Rosario Crocetta, presidente della Regione

Rosario Crocetta, presidente della Regione

Elezioni, Crocetta a gamba tesa: "Orlando-Pd, gioco surreale"

Il Governatore è entrato nel dibattito sulle prossime Amministrative a Palermo: "Credo che presentare i simboli sia un atto di onestà. La questione sindaco non può essere discussa solo a Roma, non mi faccio mettere la museruola da nessuno"

Finora si era tenuto defilato dal dibattito sulle Amministrative di Palermo, oggi ha detto la sua anche il governatore siciliano Rosario Crocetta. Al presidente della Regione non piace nel metodo la trattativa tra il sindaco uscente Leoluca Orlando e il Pd. "Un gioco surreale" l’ha definita Crocetta, che si è comunque dichiarato favorevole all'intesa con il Professore. Purché sia fatta all'insegna della trasparenza. "A Palermo si tratta – ha osservato – ma non si deve dire. Invece un accordo elettorale ha bisogno di un'intesa politica chiara. Se con Orlando non si trova un accordo, il Pd decida di puntare su un'altra candidatura. Di nomi spendibili ce ne potrebbero essere tanti… Mi dispiace che si sia perso tempo, ma non mi immischierò nella vicenda".

Qualcosina in più tuttavia Crocetta l’ha aggiunta. A partire dal simbolo del Pd. "Credo che presentare i simboli sia un atto di onestà nei confronti degli elettori. In tutti i casi mi atterrò scrupolosamente alla linea del partito. Se mi chiederanno di presentare la lista, lo farò; niente fughe in avanti". Quindi il governatore ha teso la mano nei confronti del segretario provinciale del Pd, Carmelo Miceli: "Non lo si può delegittimare come si sta facendo. La questione sindaco non può essere discussa solo a Roma, ma deve essere oggetto di una trattativa a livello locale".

Il riferimento è all'incontro di due giorni fa a Roma tra il vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini e il sindaco Orlando. A scanso di equivoci, anche in vista delle regionali, Crocetta ha precisato il concetto: "Non mi faccio mettere la museruola da nessuno – ha dichiarato Crocetta – e non permetterò che le decisioni sulla Sicilia vengano prese altrove. Credo che sia allucinante che i sindaci e il presidente della Regione vengano decisi a Roma. In ogni caso sappiano che mi ricandido". 

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