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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Elezioni comunali 2017

Corsa a sindaco, Ferrandelli: "Comune in macerie, servono mani di destra e sinistra"

Il leader de "I Coraggiosi" apre la campagna elettorale lanciando un'alleanza trasversale sul modello di Macron e Tsipras. "Partiti in decomposizione, noi avanguardia". Presentato il programma scritto coi cittadini. Attacchi in serie a Orlando: "Basta con le cicale"

Alla sua prima "uscita" pubblica, Fabrizio Ferrandelli parte dai conti del Comune - che definisce in una "situazione catastrofica, quasi da terremoto" - per arrivare a quella che ritiene una necessità: un'alleanza trasversale, "oltre la sinistra e la destra", per governare Palermo nei prossimi cinque anni. "Quando si tratta di togliere le macerie, tutte le mani sono buone sia che siano di destra o di sinistra". Così il leader de "I Coraggiosi" si presenta ai palermitani giunti in massa alla multisala Politeama, piena in ogni ordine di posto.

In platea non ci sono i big del centrodestra, come annunciato alla vigilia, ma non mancano gli esponenti politici: da Marianna Caronia (Cantiere popolare) a Ester Bonafede (Udc), passando per Giacomo Terranova (ex Grande Sud); oltre al consigliere comunale del Pd Salvo Alotta, tra i primi a "sposare" il progetto politico dell'ex deputato regionale.

Ferrandelli, che si è dimesso dall'Ars il 19 luglio del 2015  - data che spesso rispolvera durante la convention, come a ribadire la discontinuità anche rispetto ai grillini - parte a razzo con le slide. Anzi, le contro-slide, in riposta allo storytelling fatto da Leoluca Orlando al teatro Golden. "Forse la storia non è come quella che ci hanno raccontato" esordice Ferrandelli. "I numeri - aggiunge - sono argomenti testardi, per questo siamo preoccupati. Difficilmente il Comune potrà incassare i 118,7 milioni di entrate previste. Il costo del personale inoltre è aumentato: dai 296 milioni del 2012, inclusi i lavoratori delle Partecipate ai 258 milioni del 2016 senza le ex municipalizzate. Solo l'Amg ci costa 20 milioni. Chi si appresta a governare la città ha il dovere di dire la verità".

Ma come Ferrandelli vuole governare Palermo? Il modello è quello che in Francia sta sperimentando l'ex socialista Macron con "En marche!" e che in Grecia ha già portato Tsipras, esponente della sinistra radicale ad allearsi con la destra "per combattere i populismi". "Il mondo è in cambiamento, i partiti attraversano un processo di decomposizione, le ideologie non ci sono più" spiega Ferrandelli. E da ragazzo degli anni '80 - "cresciuto lontano dalle segreterie di partito" - prova a rafforzare la sua analisi: "Le forze politiche di ora non saranno quelle per cui voteremo ai prossimi appuntamenti regionali e nazionali. Nel mio ex partito (il Pd, ndr) forse ci sarà una scissione e nei giorni scorsi Centro democratico di Tabacci ha detto sì al nostro progetto, mentre a Milano dialoga con Pisapia. Noi siamo avanguardia. Io non ho fatto quello che in tanti avrebbero fatto: non ho cambiato casacca, io mi sono dimesso il 19 luglio 2015. Di fronte a chi difendeva la propria poltrona, il proprio vitalizio, ho deciso di essere uomo, di tornare per strada e al mio lavoro. L'ho fatto per mia figlia, che ha 4 anni, e per quella che sta per nascere".

Parole che Ferrandelli pronuncia guardando in faccia la moglie e la madre, presenti in prima fila al Politeama. Poi rivolgendosi al suo elettorato passa in rassegna i punti del suo programma, scritto a quattro mani con i cittadini. "Con 'Palermocrazia' sono state coinvolte 50mila persone vere, abbiamo aperto 36 comitati di quartiere, raccolto 2.700 pèroposte. Insomma, un programma che viene davvero da una campagna d'ascolto. Non la partecipazione che millanta l'amministrazione Orlando". E' il preludio alle "cose da fare". A cominciare dall'efficientamento energetico degli edicici e dell'illuminazione pubblica, che porterebbe "un risparmio del 10% su una bolletta annua di 25 milioni, ovvero 2,5 milioni. Soldi che vogliamo investire per portare la vibilità dentro ogni quartiere". Un cavallo di battaglia per Ferrandelli, che prova a contrastare la visione dell'amministrazione Orlando "limitata al solo centro della città. Chi vive in periferia - rimarca - ha gli stessi diritti di chi vive in centro".

Favorita, movida, mobilità, rifiuti, scuola, agricoltura urbana, innovazione sono gli altri temi portati avanti dal candidato sindaco, che piazza qua e là stoccate all'amministrazione uscente. "Sulla Ztl quando sia arriva in tribunale non ha vinto nessuno, ma ha perso la politica". E ancora: "Il 13% di raccolta differenziata in relazione ai dati di altre grandi città è davvero poco. Bisogna estendere il 'porta a porta' e ottimizzare la raccolta stradale. Invece di mandare lettere a casa con i soldi dei contribuenti per dire che siamo bravi sarebbe meglio fare le cose". Proprio sull'uso della pubblicità istituzionale in campagna elettorale un nuovo attacco a Orlando: "Si sono spesi 600 mila euro in quattro mesi, vi sembra normale?". 

Sui trasporti, altro tema delicato, il leader de "I Coraggiosi" si dice "contrario al tram in via Libertà. Meglio i Brt (Bus rapid transfert) come a Parigi. Il tram lo faremo in via Crispi, ma senza trincee". Per fermare invece l'emorragia dei giovani ("in 5mila ogni anno abbandonano Palermo"), spazio ai laboratori di start-up: "Mi commuovo se penso che la mia generazione, superscolarizzata, sia costretta a fare qualsiasi lavoro pur di rimanere in città". 

Mentre per rilanciare il commercio la "ricetta" si chiama "easy shopping": "Lasci l'auto in parcheggio, vai a fare la spesa e poi un fattorino la consegna dove hai parcheggiato l'auto", spiega Ferrandelli. "In tema di mobilità vogliamo adeguarci alle statistiche nazionali, dove il rapporto tra uso dei mezzi privati e pubblici è 70% e 30%. Ora invece siamo a 90% e 10%". Sulle periferie Ferrandelli ribadisce l'importanza di "far crescere il numero degli orti urbani e tenere le scuole aperte giorno e notte".

Ecco la lista della spesa, per usare le parole dello stesso Ferrandelli, che lancia un avvertimento agli alleati: "Pensate che a uno che si dimette da deputato dell'Ars si possa presentare un conto? Se pensate che io abbia un prezzo non avete capito niente, l'unico conto che devo pagare è quanto previsto nel programma elettorale". Un messaggio quest'ultimo che scalda gli animi dei suoi sostenitori. E da buon politico, che conosce le regole della comunicazione, Ferrandelli risponde con una foto e commento a corredo. L'istantanea, datata 1985, ritrae un bimbo che suona una batteria improvvisata. "Quello in foto sono io - conclude Ferrandelli - in quel periodo Orlando diventava sindaco per la prima volta. Sono passati più di 30 anni e il mondo è cambiato. Basta con le cicale che dicono di aver fatto cose, è il tempo delle formiche. Dobbiamo essere come una famiglia quando si riunisce, c'è sempre il parente che ha idee diverse dalle tue. La vera visione della politica è però unire storie diverse per il bene della città. Come in una famiglia".

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