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"La Cultura come volano per l'economia": le idee dei candidati sindaco | VIDEO

Pesano le assenze di Fabrizio Ferrandelli e Ugo Forello al confronto dei candidati sindaco sulla cultura, promosso dall'associazione Extroart-Fondazione Wanted in collaborazione con il Planetario, che si è svolto a villa Filippina. Lo staff di Ferrandelli ha fatto sapere che l'incontro non era previsto in agenda; mentre Forello è volato a Roma all'indomani dell'audio dei veleni in cui viene tirato in ballo per la gestione di Addiopizzo.

 

Alla tavola rotonda - moderata da Ludovico Gippetto, presidente di Extroart - hanno partecipato Ismaele La Vardera, Ciro Lomonte, Leoluca Orlando e Nadia Spallitta. Ognuno con la propria visione di cultura, tutti d'accordo nel riterla un volano per l'economia. La Vardera sfodera un fair play all'inglese e rende onore a Orlando: "Se Palermo è diventata capitale della cultura lo dobbiamo a lui. Sono stato il primo a complimentarmi". Quindi lancia la sua proposta: un'assise permanente della cultura. "Una sorta di parlamento - spiega - sempre attivo che metta assieme i nostri talenti e che soprattutto non faccia scappare i nostri giovani". Prima di parlare di cultura per, ammonisce, "dobbiamo riscoprire la nostra identità. Quella di Palermo capitale del Mediterraneo".

Un concetto, quello di identità, molto caro anche a Lomonte. L'architetto-indipendentista sposta poi l'obiettivo sulle arti figurative e sull'artigianato. "La cultura - dice deve essere attrattiva. Dobbiamo fare in modo ad esempio, come succedeva anni fa, che i turisti amercani vengano a Palermo per acquistare i 'pezzi' unici prodotti dai nostri argentieri". Quindi lo slogan: "Meno camerieri, più artigiani".

Non ha dubbi Orlando: "Siamo fermamente convinti che sia la cultura a produrre economia. Non dobbiamo più commettere gli errori del dopoguerra, quando c'è stata una corsa all'arricchimento per pochi; mentre in tanti sono rimasti poveri e analfabeti. Serve coscienza di sé, bisogna rifiutare quella negativa modernità sfociata nel sacco di Palermo". Rivendicando i riconoscimenti di Capitale della cultura, dei giovani, del percorso arabo-normanno che ha ricevuto il sigillo dell'Unesco e di Manifesta, Orlando ha promesso una sorta di decentramento della cultura: "Ci saranno presenze artistiche anche nelle borgate".

Per Nadia Spallitta esiste un ostacolo allo sviluppo culturale (e quindi economico) di Palermo: la povertà. "Non ci può essere progresso culturale se tutti non hanno gli stessi diritti. La cultura non deve essere solo di un'élite", afferma. E prendendo in prestito le parole di don Milani aggiunge: "Una buona amministrazione deve dare 'parola' a tutti". Infine la proposta: "Concessione gratuita per un triennio di beni inutilizzati del patrimonio comunale a giovani e meno giovani che investono in cultura". 
 

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