Elezioni comunali 2017

Elezioni: il centrodestra si riavvicina a Ferrandelli, assist del Pd nazionale a Orlando

Torna in auge la convergenza dei moderati sul leader de "I Coraggiosi". Miccichè e Romano: "Apprezziamo il tentativo di chi vuole unire le forze per un progetto nuovo per la città". Assist di Guerini a Orlando, elogi dal Professore. Malumori tra i dem locali

Il centrodestra si riavvicina a Ferrandelli e il Pd nazionale tende la mano ad Orlando. Colpi di scena ripetizione oggi sul fronte elezioni amministrative. 

Con un comunicato congiuto Gianfranco Miccichè e Saverio Romano virano nuovamente su Fabrizio Ferrandelli: "Leoluca Orlando vende una storia che non c'è: quella sua è intrisa di politica e molto spesso non è stata buona politica. Dire no ai partiti, più che una abiura, appare come una catarsi che vive nel momento del declino della sua esperienza. Ognuno di noi è quello che è stato. Può essere diverso, forse, in futuro ma non nel presente, cercando di camuffare ciò che porta dietro di sè. Apprezziamo invece il tentativo di chi, come Ferrandelli, nonostante un percorso articolato e differente dal nostro, si mostra intenzionato ad unire le forze per un progetto nuovo per la città e non esclude quella buona politica, indicandola come una prospettiva politica - popolare ed europea - che ci piace e sulla quale intendiamo lavorare".

Il sostegno al leader de "I Coraggiosi", che sembrava essere stato accantonato, torna in auge. L'accordo con i moderati di centrodestra è possibile. Ed è lo stesso Ferrandelli a spianare la strada ad un'intesa, che però va perfezionata nella forma: "Esprimo apprezzamento per le parole dei leader delle forze politiche che si riconoscono nell'area popolare europea. Insieme a loro, ai Coraggiosi, alle cittadine ed ai cittadini palermitani e alle forze politiche che lo vorranno, continueremo a costruire il progetto politico per governare la nostra città. Sarà responsabilità condivisa stabilire con quale forma presentarsi alle elezioni nel rispetto di tutte le sensibilità".  

Dall'altra parte della barricata, il Pd nazionale tende la mano a Leoluca Orlando. Pur avendo quest'ultimo detto "no" ieri a liste riconducibili ad esperienze di governo romane e regionali. Da Roma, il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini fa sapere che "il Pd intende mettere la sua forza e la sua funzione a servizio di un progetto civico innovativo ed ambizioso e ad una alleanza larga, seria e responsabile che, partendo dall'esperienza dell'amministrazione guidata dal sindaco Orlando, continui a dare risposte positive alle esigenze di Palermo". Da Palermo, il Professore non se lo fa dire due volte e raccoglie l'assist: "La chiara posizione del Pd nazionale, espressa da Lorenzo Guerini, fornisce un grande contributo per la condivisione di un progetto in atto di rinnovamento della città e della politica, a servizio dei cittadini. Palermo si è conquistata e potrà rafforzare un ruolo di riferimento nazionale ed internazionale tra le realtà metropolitane del Paese, partendo dal riconoscimento dei diritti di tutti e di ciascuno".

L'apertura del Pd nazionale non viene gradita da alcuni maggiorenti locali del partito, che si vedono letteralmente scavalcati dal Nazareno. Ad uscire allo scoperto è l'area Demos, che fa riferimento all'assessore regionale all'Agricoltura antonello Cracolici. A parlare è il suo braccio destro Antonio Rubino, che dice: "La decisione assunta dal Pd nazionale, nella persona di Lorenzo Guerini, per quanto mi riguarda, esaurisce il lavoro della commissione e le scelte ipotizzate. La prospettiva della lista civica non attiene al mission di un partito, ma a quella dei singoli. Chiedo al segretario provinciale Carmelo Miceli di convocare urgentemente la direzione per aggiornare la stessa sulla scelta assunta da Roma, e deliberare di conseguenza”. 

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