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Schermaglie nel centrodestra, Cannella "punge" Romano: "E' nostro alleato?"

Dopo l'attacco di Vozza (Noi con Salvini), il coordinatore di Fratelli d'Italia mette il dito nella piaga: "Ha sostenuto il 'Sì' al referendum, poi è salito al Quirinale con Verdini. La sua conversione è comunque una buona notizia". La replica: "In Sicilia sono e resto alleato di Forza Italia"

Ieri l'attacco a testa bassa di "Noi con Salvini" fatto dal referente provinciale Francesco Vozza. Adesso quello di Fratelli d'Italia, con il coordinatore Sicilia-occidentale Giampiero Cannella (nella foto). Nel mirino di entrambi Saverio Romano.

Nel centrodestra palermitano, impegnato nella scelta del candidato sindaco alle prossime comunali, si registrano frizioni e schermaglie. Sia i leghisti sia Fratelli d'Italia pare non abbiano "digerito" l'intervento di Romano, che ha chiesto tempo per valutare la candidatura di Francesco Greco ed eventualmente proporre un altro nome. Tempo concesso dagli alleati, per bocca del coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Miccichè. Se Vozza ha definito l'ex ministro dell'Agricoltura un "traditore seriale"; Cannella ha messo il dito nella piaga dichiarandosi "sorpreso e lieto" per il fatto che "il centrodestra a Palermo si è allargato grazie alla presenza dell'onorevole Romano". 

"Sorpresi - ha aggiunto Cannella - perché le ultime tracce di attività politica di Romano lo avevano visto organizzare manifestazioni per il 'Sì' al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, mentre tutto il centrodestra era schierato per il 'No' alla riforma Renzi-Boschi. Successivamente, lo avevamo visto salire al Quirinale insieme al suo attuale leader Denis Verdini per rendersi disponibile a un appoggio al governo Gentiloni a guida Pd, in cambio ovviamente di un posto nell'esecutivo. Anche in quel caso il centrodestra era schierato dall'altra parte, cioè nettamente all'opposizione. Ma Romano da buon cattolico conosce bene la storia di Paolo di Tarso sulla via di Damasco e quindi la sua conversione è comunque una buona notizia".

In effetti l'elettorato di centrodestra un po' di confusione l'ha avuta. Giusto il tempo di capire che Romano è intervenuto sull'affaire-sindaco in rappresentanza dell'Udc di Cesa, che ha scelto di stare nel centrodestra sposando la linea di Forza Italia. "Ovviamente - ha proseguito Cannella - il centrodestra palermitano ha già avviato un suo percorso per la scelta di un candidato e un programma. Percorso rispetto al quale, complici le feste natalizie, siamo già in ritardo. E' sicuramente interessante conoscere il parere di Saverio Romano, ma non possiamo attribuire allo stesso ormai alcun potere interdittivo. Se Romano è ri-diventato parte del centrodestra abbia l'umiltà, e in tempi rapidi, di confrontarsi per condividere le scelte delle altre componenti della coalizione". 

Romano ha così replicato: "Approfitto di questa gratuita e inopportuna invettiva lanciata contro di me dall’amico Giampiero Cannella per spiegargli - sperando che la comprenda - la collocazione politica mia e della comunità che rappresento insieme a tanti altri dirigenti. Caro Giampiero, evidentemente non hai più seguito le vicende della politica degli ultimi anni. Ti sarai dedicato ad altro. Ti mancano, infatti, alcuni fondamentali passaggi sulla evoluzione della situazione politica in Sicilia e, più in generale, nel Paese: il centrodestra, nella vecchia accezione e come lo abbiamo conosciuto e supportato, per quanto mi riguarda, non esiste più né politicamente né elettoralmente. Che tu oggi ti erga, a mo' di motorizzazione, con timbro e firma, a distribuire patenti di un modello di centrodestra che non esiste più, è un problema sicuramente tuo e non mio, oltre che esercizio sterile e ridicolo".

Quindi Romano ha provato a fare chiarezza: "In Sicilia sono e resto alleato di Forza Italia, un partito con cui ho condiviso un percorso di seria opposizione a Rosario Crocetta e a Leoluca Orlando, che hanno ampiamente mal governato. A livello nazionale sono impegnato insieme ad altri nella costruzione di un polo centrista e liberalpopolare: una forza moderata che contrasti i populismi e la loro demagogia". "Per quanto infine attiene - conclude Romano - il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, rivendico con orgoglio le ragioni del 'Sì' che non hanno trovato, purtroppo, il consenso della maggioranza degli italiani: attribuirmi appartenenze politiche in base all’elenco dei sostenitori del 'Sì' al referendum non ha alcun senso: lo puoi fare tu, non io. E’ come se qualcuno dicesse che sei diventato comunista o grillino solo perché sostenevi il 'No' insieme a Sinistra e Libertà e M5S".

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