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Ferrandelli con i 700 candidati

Ferrandelli con i 700 candidati

Elezioni, Ferrandelli presenta i suoi candidati: 700 in lizza per il Comune

L'80% degli aspiranti consiglieri è composto da under 40. Ci sono professionisti, animalisti, fotoreporter e studenti. Il leader dei Coraggiosi: "Questo è il contributo che offro alla città"

Sono 700 i candidati delle quattro liste, per il Comune, e delle 15 per le Circoscrizioni, che sostengono la mia candidatura a sindaco di Fabrizio Ferrandelli alle elezioni dell'11 giugno. "Questo è il contributo che offro alla città, per poter scegliere la nuova classe dirigente", così il leader dei Coraggiosi, al teatro Golden di Palermo, li ha presentati. Ci sono professionisti, animalisti, fotoreporter, studenti e l’80% dei candidati è composto da under 40, la più giovane è nata nel 1998.

La lista dei “Coraggiosi” è espressione del movimento fondato due anni fa dopo le dimissioni dall’Ars. “Palermo Prima di tutto” nasce dal percorso iniziato nel settembre del 2016 con la scrittura del programma partecipato Palermocrazia. Raccoglie anche le sensibilità dei commercianti penalizzati dalla Ztl. “Per Palermo con Fabrizio” è quella più politica: “È la lista del non mi importa da dove vieni, ma dove vuoi andare – ha commentato Ferrandelli – stesso approccio che ha portato bene alla Francia di Macron”. La lista “Al Centro” nasce dall’unione di due forze che si sono incontrate nei quartieri, “Palermo al centro” e “Forza Palermo” e unisce professionisti, imprenditori, commercianti, operai e anche tifosi.

Tra i big ci sono Giovanni Randisi, consigliere dell'ottava circoscrizione e consigliere dell'ex provincia di Palermo, volto molto noto in città per le sue iniziative soprattutto in ambito sportivo e sociale. Giovanni Tarantino, attivista di Borgo Nuovo, da tempo paladino degli ex Pip, candidato alla quinta circoscrizione. Maurizio Lombardo, consigliere comunale uscente e Danilo Stagno, consigliere della quarta circoscrizione. “Ventidue mesi fa – ha esordito Ferrandelli - abbiamo iniziato questo percorso, lasciando l’Assemblea regionale siciliana senza paracadute. Sono stati giorni duri da quel 19 luglio 2015. Ci dicevano che non avremmo superato l’estate e invece scriveremo l’estate di Palermo. Non posso accettare che il sindaco uscente dica che la città rischia un governo mafioso. Abbiamo delle storie da difendere e nessuno può permettersi di buttare fango, non è screditando l’avversario che si vince. Non possiamo accettarlo perché siamo stati rigorosi con la richiesta di requisiti etici e morali. Noi abbiamo la faccia come il cuore, ognuno guardi a casa propria”.
 
Il candidato sindaco conclude parlando delle periferie “La mia amministrazione si giocherà tutta sul decentramento reale e amministrativo. Una promessa ad oggi mai mantenuta”.

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