Termini, incontro su famiglia e disabilità organizzato dal candidato sindaco Pippo Preti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Ieri sera, presso il comitato elettorale del candidato a sindaco di Termini Imerese Pippo Preti, in piazza Umberto I, si è svolto l'incontro dal titolo "Famiglia e disabilità" - progetti e programmi per una città a misura di tutti. Presenti, oltre a decine di persone, diversi candidati al consiglio comunale, tra cui Rosa Lo Bianco, docente presso il liceo classico "G.Ugdulena" di Termini Imerese, che da anni opera nel settore della disabilità.

"Spesso, negli ultimi giorni pre-elettorali, si finisce per essere molto pragmatici, sempre alla ricerca del voto, anche a qualunque costo - ha commentato il candidato sindaco Pippo Preti - eppure, a distanza di dieci giorni da un evento elettorale storico, che può liberare Termini Imerese dalla cattiva politica, noi parliamo anche di un'altra Termini. Le disabilità non sempre vengono messe al centro dei programmi elettorali, perché viene difficile toccare questi temi. I candidati che mi sostengono hanno la preparazione e l'esperienza - ha concluso - per poter affrontare questo argomento, con la giusta sensibilità".

Subito dopo è intervenuta Rosa Lo Bianco: "Questa sera ho avuto il piacere di parlare con un funzionario del comune - ha detto Lo Bianco - che ci ha chiaramente fatto sapere le situazioni nel nostro territorio in questo settore, dai problemi della scuola primaria, quindi materna ed elementari e quindi dalla mancanza dell'assistenti igienico-personali, per finire con la mancanza di fondi per poter organizzare laboratori per bambini disabili. Tutto è nato probabilmente da un non senso di responsabilità nei confronti dei ragazzi diversamente abili. Ciò mi rattrista molto. Sono sempre più convinta che chi crede che ogni ragazzo disabile possa crescere, gioire ed essere felice nella sua disabilità, ha il diritto di viverla. Se non c'è qualcuno che pensa al voler vedere crescere questi ragazzi, allora non si vuole potenziare questo importante settore".

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