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Una vecchia foto di Orlando e Ferrandelli

Una vecchia foto di Orlando e Ferrandelli

Con o senza Orlando: il Pd sfoglia la margherita, intanto irrompe Ferrandelli

L'area Cracolici non molla il Professore e respinge il leader de "I Coraggiosi", che potrebbe candidarsi a sindaco con un progetto slegato dal partito. In difficoltà la segreteria provinciale dei dem

Con o senza Orlando: il Pd sfoglia la margherita, mentre il Professore scruta da lontano le mosse del principale partito di centrosinistra . Intanto irrompe sulla scena Fabrizio Ferrandelli, che potrebbe candidarsi a sindaco alle elezioni amministrative del 2017. Andiamo con ordine. Ieri si è riunita la componente che fa capo ad Antonello Cracolici, assessore regionale all'Agricoltura e dirigente di punta del Pd. L'incontro - dal titolo "Nessuno escluso", che si è svolto a Sala delle Lapidi - è servito per tracciare un percorso politico. Cracolici, nell'ambito di una ricostituzione della coalizione di centrosinistra in città, sta provando ad aggregare Orlando. E mettere la sua firma in calce alla ricandidatura dello stesso Orlando a Palazzo delle Aquile. Cosa gradita anche ad un altro dei maggiorenti del Pd, il vicepresidente dell'Ars Giuseppe Lupo. Ma per fare un matrimonio bisogna essere in due e Orlando finora ha declinato gli inviti di Cracolici. Il discorso non è chiuso.

Una pietra sopra invece Cracolici l'ha messa su un'eventuale candidatura di Fabrizio Ferrandelli. L'ex parlamentare regionale del Pd, che lo scorso luglio si è dimesso dall'Ars, ha fondato il movimento de "I Coraggiosi". Non è un mistero che Ferrandelli voglia candidarsi a sindaco e prendersi la rivincita su Orlando che nel 2012 lo ha battuto al ballottaggio. Il gruppo de "I Coraggiosi" avrebbe chiesto esplicitamente a Ferrandelli di candidarsi, anche per sfruttare la sua "spinta" in vista delle elezioni regionali. Com'è noto, infatti, si voterà prima alle comunali (maggio 2017) e poi alle regionali (ottobre 2017). Dall'entourage di Ferrandelli "non confermano né smentiscono". Diplomazia che sottende un momento di riflessione. Ferrandelli si sarebbe preso un po' di tempo per pensarci, ma avrebbe le idee chiare: insomma, più sì che no. Troppo forte la tentazione di sfidare nuovamente colui il quale lo ha battuto, ma ancor prima è stato il suo mentore. Ovvero Leoluca Orlando.

Ma c'è di più. L'identikit di Ferrandelli sarebbe più vicino a quello delineato da Roma (leggasi Renzi) e dall'ala renziana del Pd palermitano (leggasi Faraone). La segreteria provinciale, al momento, resta abbottonata sui nomi. Ferrandelli compreso. Tra Orlando e Ferrandelli però propenderebbe più per quest'ultimo. L'ex deputato dell'Ars, tra l'altro, piace anche al centrodestra. Nei mesi scorsi si è incontrato con Gianfranco Miccichè, commissario regionale di Forza Italia, ed ha ricevuto apprezzamenti da Totò Cuffaro in persona. Ferrandelli potrebbe provare a fare ciò che a Roma non è riuscito a Marchini. Ovvero presentarsi slegato dai partiti per aggregare forze che possano essere sia di sinistra che di destra. Lo scorso dicembre Ferrandelli è stato protagonista di un incontro pubblico tenutosi a Palermo proprio con Alfio Marchini dal titolo "Oltre!". Un titolo che ricalca il progetto de "I Coraggiosi" di andare al di là degli attuali schemi della politica.

Stretto tra Orlando e Ferrandelli, il Pd - o meglio il vertice locale del partito - sembra avere le idee confuse. Da un lato infatti la segreteria provinciale cerca la pacificazione con Oralndo in vista dell'elezione del Consiglio metropolitano; dall'altro rischia di rimanere ingabbiata nelle opposte visioni (e scelte) delle sue componenti. Riuscirà il Pd a rimanere unito? 

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