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Pd, elezione del segretario provinciale: rush finale tra Miceli e Rubino

Entro pochi giorni si avrà l'esito delle votazioni, in attesa che i vari circoli del Pd concludano le consultazioni. Mea culpa di Miceli sulle scorse elezioni comunali: "Difficile fare opposizione con questi numeri". Rubino: "Basta logiche di appartenenza"

(da sx) Carmelo Miceli, Massimiliano Lombardo e Antonio Rubino

Rush finale per la poltrona di segretario provinciale del Pd. E' sfida a due fra i candidati Carmelo Miceli e Antonio Rubino, il primo avvocato penalista e componente della commissione garanzia Dem, l'altro è l'attuale responsabile organizzativo del partito.

CORRENTI A CONFRONTO - I due candidati del Partito Democratico si sono confrontati due giorni fa, discutendo i rispettivi programmi, nella Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile. Tanti i temi oggetto di confronto, fra cui la questione delle "tessere fantasma", le strategie per il rilancio del partito ed un'analisi sulla gestione cittadina di Orlando. "Non siamo candidati di area - spiega Miceli e Rubino -, basta con il Pd delle divisioni. Bisogna ripartire dal territorio, dalla base, dagli ideali che hanno consentito la nascita di questa forza politica". Nonostante i candidati abbiano voluto precisare l'inutilità delle correnti, entrambi hanno i propri "guru" fra le fila del centro sinistra. Miceli è di fatto vicino all'area renziana, e dunque ai suoi referenti siciliani Davide Faraone e Fabrizio Ferrandelli, e sostenuto dal segretario Giuseppe Lupo. Rubino è invece uomo di fiducia di Antonello Cracolici, capofila dell'area che unisce il candidato segretario nazionale Gianni Cuperlo ed i parlamentari Magda Culotta e Franco Ribaudo.

TESSERE FANTASMA - Torna lo spettro delle tessere di partito, i cui numeri sarebbero stati gonfiati dalla richiesta di tanti militanti di altri partiti, anche in contrapposizione al Pd. L'obiettivo sarebbe stato quello di falsare i numeri delle votazioni previste originariamente per domenica. Si, perché i tesserati regolari dei vari circoli hanno il compito di eleggere referenti e delegati che hanno diritto ad eleggere il segretario provinciale. "Le primarie non possono essere messe in discussione - ha spiegato Rubino -. Non possiamo permettere che i nostri avversari scelgano i nostri candidati".

AMMINISTRAZIONE ORLANDO - Non sono mancati i momenti di confronto sull'operato del primo cittadino, della sua giunta e del consiglio comunale con relativa composizione. Miceli ha dato spazio ad una sorta di mea culpa, commentando il brutto risultato del Pd nelle scorse elezioni comunali che ha raggiunto "appena il 7%, regalando al partito un numero di consiglieri inconsistente per fare opposizione".  Rubino, invece, ha aperto in qualche modo uno spiraglio al sindaco Orlando, cercando di capire se "il sindaco, che in ogni caso è espressione del centrosinistra, voglia dialogare, superando le divergenze di un anno e mezzo fa. All’interno di un ordinamento dinamico come quello del Pd - conclude Rubino - credo sia giusto che ci siano diverse anime. C’è evidentemente un problema per cui a volte si ragiona su logiche di appartenenza più che su logiche di necessità del territorio".

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