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Tensione al vertice tra M5s e Pd: "No al nome Chinnici nel simbolo", "Non se ne parla"

Il confronto in un albergo di Palermo. I pentastellati hanno presentato una lista con 9 punti programmatici. La candidata governatrice: "Troverò una sintesi"

Il vertice, durato circa un'ora, in un albergo del centro di Palermo sembra non aver sopito le tensioni all'interno del fronte progressista che alle prossime elezioni regionali dovrebbe presentare come candidata Caterina Chinnici, eurodeputata del Pd, vincitrice delle primarie. Il condizionale è d'obbligo alla luce delle frizioni delle ultime settimane dopo lo strappo Conte-Letta. L'incontro di oggi non ha risolto del tutto le incomprensioni anche sul versante siciliano.

M5s al Pd: "No al nome Chinnici nel simbolo"

Il M5s, secondo quanto riporta il sito dell'Ansa, avrebbe chiesto al Pd di non mettere il nome di Caterina Chinnici nel proprio simbolo, questo affinché si dia il messaggio di una candidatura alla Regione 'super partes" e non identificabile con un partito. Alla richiesta, il Pd avrebbe risposto in modo secco: "Non se ne parla". All'incontro hanno partecipato, oltre a Chinnici, il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbargallo, il referente regionale del M5s Nuccio Di Paola e Claudio Fava (Centopassi), in collegamento da remoto.

Secondo quanto si apprende dall'Adnkronos, tra le richieste avanzate dalla coalizione progressista alla candidata alla presidenza. A Chinnici sarebbe stato chiesto di essere "garante dell'intera coalizione e non solo donna di parte" (del Pd, ndr); di avviare la campagna elettorale entrando nel merito del programma e il "ridimensionamento" del Partito democratico.

A richiedere l'incontro, convocato poi da Chinnici, era stato il M5s al termine della riunione di lunedì sera che aveva sancito una spaccatura nel partito fra chi vuole tenere fede all'accordo fatto in Sicilia e chi, sulla scia degli eventi romani, preferisce invece svincolarsi dalla coalizione e presentare un proprio candidato alla Regione.

Chinnici: "Troverò una sintesi"

Uno scontro che non emerge dalle dichiarazioni ufficiali di Chinnici al termine del confronto. "In qualità di candidata alla presidenza della Regione, ho la responsabilità di rappresentare l’intera coalizione e lavorerò affinché le proposte avanzate dai partiti possano, prima possibile, essere ricondotte a sintesi in un programma di governo sul quale affrontare la campagna elettorale", ha dichiarato la candidata alla presidenza della Regione Siciliana della coalizione progressista.

"Il M5s - aggiunge Chinnici - ha manifestato intransigenza su una propria lista di nove punti programmatici. In virtù del mio ruolo, cercherò di svolgere un lavoro di cucitura tra le forze politiche in questa fase difficile. L’interlocuzione proseguirà nei prossimi giorni. Ho inoltre chiesto che durante la composizione delle liste si ponga massima accuratezza nel verificare che i candidati non abbiano alcuna pendenza con la giustizia, un prerequisito sul quale ho trovato sintonia, e ho auspicato che le liste abbiano una consistente presenza di candidati espressi dal mondo giovanile che rappresenta tanto il presente quanto il futuro della Sicilia".

Di Paola (M5s): "Aspettiamo risposta da Chinnici"

Nelle parole di Di Paola, al termine del vertice, invece la conferma di un colloquio non particolarmente sereno fra le parti. "Abbiamo presentato i nostri punti nel corso di un incontro abbastanza animato. Aspettiamo la risposta da Caterina Chinnici che si è riservata di farcela avere a stretto giro. Deve essere lei la garante della coalizione, anche perché col Pd ci sono ancora aspetti da chiarire. Il M5s, sia chiaro, non è né sarà mai, la stampella di nessuno".

I punti del M5s

Tra i punti principali nelle nove tematiche presentate dal M5s, riporta l'agenzia Dire, figurano la chiusura totale alle forze politiche contrarie al Reddito di cittadinanza, il no secco ad ogni forma di incenerimento per eliminare i rifiuti, il no alle sanatorie, una Sicilia totalmente fruibile ai disabili, l'abolizione delle Asp provinciali con la creazione di una azienda sanitaria unica, lo stop agli incarichi negli enti e nelle partecipate regionali ai condannati in primo grado per danno erariale, misure a sostegno del superbonus 110 per cento e la nomina di un primo elenco di assessori entro il 20 agosto. "La Sicilia - conclude Di Paola - ha il forte bisogno di un presidente innovatore e riformista scevro dalle logiche di partito".

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