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Martedì, 6 Dicembre 2022
Elezioni regionali 2022

Pd, il segretario regionale Barbagallo apre al M5S: "Non mi dimetto ma bisogna rigenerare il partito"

Le dichiarazioni della guida dei dem siciliani: "Non ho alcun pregiudizio con i Cinque stelle, ma resta la ferita della loro marcia indietro a giorni dal voto sanguina ancora. Avremmo raccontato un'altra elezione, una storia diversa a partire dal nostro candidato Caterina Chinnici"

Dopo le dimissioni di Enrico Letta, segretario nazionale del Partito democratico, il pressing per le dimissioni del segretario regionale Anthony Barbagallo sembrerebbe già partito. "Non ravviso la necessità di dimettermi - ha affermato Barbagallo alla conferenza stampa a Catania - ma di assumermi la responsabilità politica del risultato insieme al gruppo dirigente del Pd".

Nel frattempo nel Pd siciliano attendono tutti di capire che scelta farà il segretario regionale e deputato regionale uscente all'Ars: se sceglierà la poltrona da deputato a Montecitorio oppure quella da consigliere regionale, essendo stato eletto in entrambi gli organi elettivi. Anche per questa decisione sembra tutto in divenire. La scelta determinerà il destino di Ersilia Saverino per l'Ars e della Camera dei Deputati per Glenda Raiti.

"Pure su questo affronterò con il partito la decisione se scegliere lo scranno romano in cui sono stato eletto, oppure rimanere in Sicilia da deputato - ha sostenuto -. Sarà una scelta approfondita e ponderata". Sul 'dopo Letta', Barbagallo ha detto che "più che di nomi, serve parlare di temi e contenuti".

Ma all'interno del partito c'è chi già lo vorrebbe fuori. Tra i primi un agguerrito Antonio Rubino. "Il fatto che Barbagallo dichiari di non ravvisare le ragioni per dimettersi dà la cifra della statura politica del segretario regionale - attacca l'esponente della corrente orfiniana -. Abbiamo perso malamente e senza appello, c'è un partito dilaniato e confuso, non abbiamo centrato nessuno degli obiettivi politici a cominciare da un'alleanza sgangherata iniziata come farsa e finita in tragedia: ecco alcune delle ragioni per le quali deve liberare il Pd dalla sua segreteria: del suo destino personale, se in Sicilia o a Roma, non credo interessi a nessuno". 

"Il Mezzogiorno - ha aggiunto Barbagallo - deve tornare a essere in cima all'agenda del partito nazionale. Pensavamo di andare con il M5s, ma il quadro all'ultimo è cambiato per la loro improvvisa marcia indietro. In questo clima di difficoltà il partito siciliano ha risposto con un'affermazione importante di 224 mila preferenze e 11 parlamentari. Siamo la prima opposizione in Parlamento". E lancia un appello al movimento cinque stelle per un'opposizione costruttiva e comune.

"Bisogna essere anche schietti - ha aggiunto Barbagallo - serve aprire una nuova fase nel partito, serve rigenerarlo, portare le nuove generazioni, nuova classe dirigente anche in vista del congresso nazionale. A metà ottobre al parlamento nazionale e ai primi di novembre quando si insidierà l'Ars, eserciteremo il nostro ruolo di opposizione in modo attento e sui temi che condividiamo assieme ai M5s". E in qualche modo apre ai pentastellati. "Non ho alcun pregiudizio con i Cinque stelle, ma resta la ferita della loro marcia indietro a giorni dal voto sanguina ancora. Avremmo raccontato un'altra elezione, una storia diversa a partire dal nostro candidato Caterina Chinnici".

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